Visualizzazione post con etichetta caffeina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta caffeina. Mostra tutti i post

giovedì 3 dicembre 2015

La Menopausa...

La Menopausa

Risultati immagini per menopausa

La menopausa è una delle tappe evolutive della donna, caratterizzata dalla cessazione del ciclo mestruale e da un susseguirsi di cambiamenti morfologici e funzionali dovuti al progressivo esaurirsi della produzione di ormoni femminili (estrogeni e progesterone).
Gli estrogeni e il progesterone influiscono su tutto l’organismo e su numerosi processi vitali.
  • TESSUTI: La carenza di estrogeni infatti causa secchezza generalizzata, desquamazione, rughe profonde, perdita di turgore del seno, unghie fragili, capelli secchi, sindrome dell’occhio secco.
  • APPARATO URO-GENITALE: prolasso uterino, cistocele e rettocele, concause della cosiddetta “incontinenza da sforzo”.
  • APPARATO CARDIO CIRCOLATORIO: con la cessazione della funzione ovarica, viene meno il ruolo protettivo degli estrogeni nei confronti dell'apparato cardiovascolare. Aumenta così il rischio di aterosclerosi: nelle donne in postmenopausa crescono infatti le concentrazioni di trigliceridi, colesterolo totale e il rapporto LDL/HDL colesterolo.
  • APPARATO SCHELETRICO: l'altro importante segno tardivo della menopausa (causato soprattutto dalla carenza ormonale) è l'osteoporosi, caratterizzata da una riduzione quantitativa della densità ossea, cui si associano alterazioni microarchitetturali della struttura ossea.

L’osteoporosi

La principale causa di questo problema è la massiccia riduzione della produzione dell'estradiolo da parte delle ovaie, che ha come risultato finale la perdita di calcio dalle ossa. Le prime modificazioni incombono intorno ai quarant’anni d’età dove l’eliminazione del calcio a livello ematico supera il deposito. Questo è un processo involutivo assolutamente fisiologico, del quale però lo stato nutrizionale deve tenerne conto e nei limiti del possibile cercare di prevenire le eventuali complicanze che si possono creare.
Consigli utili per prevenire l’osteoporosi:
  • Evitare il fumo (diminuisce gli estrogeni).
  • Limitare la caffeina (massimo 3 tazzine al dì).
  • Esposizione al sole per 30 minuti 3 volte a settimana, favorisce la produzione di vit. D da parte dell’organismo.
    La vit. D è fondamentale per l’assorbimento e la fissazione del calcio nelle ossa.
  • Fare attività fisica (camminare).
    Il movimento è fondamentale per diminuire il rischio di osteoporosi.
  • Mangiare alimenti ricchi di calcio
    (pesce azzurro, cavolo, broccolo, cicoria, finocchi, legumi, frutta secca, erbe aromatiche e latticini).

Attenzione al latte e derivati: non è la panacea che vogliono far credere. Troppo latte e latticicni acidificano il ph intestinale. Uno squilibrio di questo ph porta ad un’eliminazione del calcio, per riportare i valori del ph ad uno stato ottimale per le funzioni fisiologiche del nostro organismo.
Nella dieta è bene limitare quegli alimenti
che ostacolano l’assorbimento di calcio:
  1. alimenti che contengono molti fosfati
    (salumi, formaggi fusi, carne e coca cola).
  2. Limitare alimenti che contengono acido ossalico
    (cacao, rabarbaro, coste, spinaci) o
    acido fitico (cereali integrali, the nero, caffè).
ALIMENTAZIONE IN MENOPAUSA
Privilegiare cibi semplici e garantire la variabilità.
Evitare pasti snack e sostituti del pasto.
Limitare il consumo di caffeina (non più di 3 tazzine al giorno).
Evitare il fumo
Fare attività fisica

ZUCCHERI: preferire quelli complessi (pasta, riso, pane, mais, orzo, farro, camut, legumi, patate) a quelli semplici (saccarosio e dolci). 

PROTEINE: cercare di privilegiare quelle vegetali. Legumi + cereali= proteine di alto valore biologico a ridotta quantità di grassi
Introdurre almeno 2 volte a settimana il pesce
(povero di colesterolo e ricco di omega 3).
La carne rossa (vitello, cavallo, manzo), va alternata a quella bianca
(pollo, tacchino, maiale, coniglio).

GRASSI: no alla margarina, saltuariamente il burro; preferire olio d’oliva extravergine, oli di semi spremuti a freddo (girasole, mais, vinaccioli, riso, lino). 2 -3cucchiai al giorno. Evitare o limitare le salse, i salumi, i formaggi stagionati e tutti i prodotti precotti o liofilizzati.
Preferire il latte scremato o p.s., formaggi freschi (ricotta, stracchino, mozzarella, primo sale, dietella) da consumare 1-2 volte a settimana.
Privilegiare la carne bianca rispetto a quella rossa.
N.B. il lombo di maiale sgrassato contiene meno grassi del pollo!

VITAMINE E SALI MINERALIfrutta e verdura sono indispensabili (sia crude che cotte). Ogni colore ha la sua proprietà, i piatti devono essere variopinti. Importante la vit C, con le sue proprietà antiossidanti.

FIBRE ALIMENTARIaiutano a regolarizzare l’attività intestinale (cereali integrali, verdura e frutta), ma il loro contenuto di acido fitico e ossalico interferisce con l’assorbimento di calcio. Quindi non abusarne.

ACQUAdeve essere assunta soprattutto lontano dai pasti. Scegliere quelle ricche di Ca (300 mg per litro). Non esagerare con la quantità, soprattutto se la dieta è varia.

SALEsalare il minimo indispensabile. Evitare cibi in scatola, dadi, salumi, formaggi stagionati.

LA SOIAcontiene la lecitina: abbassa i livelli di colesterolo LDL nel sangue, previene il rischio di arteriosclerosi e dell’infarto al miocardio, ricostituente del S.N.C.
Fitoestrogeni:sostanze vegetali simili agli ormoni umani. Se introdotti correttamente (45mg/dì di pt) riducono i sintomi legati alla menopausa
L’introduzione di 45 mg di soia al dì aumenta il contenuto minerale osseo.

martedì 14 aprile 2015

Ecco perché il caffè fa male, può essere considerato un vero e proprio farmaco...


Ecco perché il caffè  fa male, può essere considerato un vero e proprio farmaco 


cbZbdT9e
Una delle abitudini più sane che possiamo avere è quella di gestire lo zucchero nel sangue, riducendo le cause che spingono il livello glicemico verso l’alto. Se ti dicessi che il caffè è una di queste? Sai perché succede? Al suo interno ha un’incredibile collezione di composti biologicamente attivi. Come ogni sostanza alimentare simile, ha effetti di larga portata sul nostro organismo.

Motivi per smettere di bere caffè, ecco perché evitarlo

  • La caffeina aumenta gli ormoni dello stress, aumentando di conseguenza l’auto-generazione di insulina. Questa aumenta il rischio di infiammazioni e ti fa sentire come fossi uno straccio. La caffeina inoltre inibisce un enzima necessario a mantenere l’equilibrio ottimale degli eicosanoidi, ecco perché è un grande nemico ormonale: alti livelli di insulina alterano completamente l’equilibrio estrogenico, sconvolgendo il quadro ormonale femminile in modo continuativo, se beviamo caffè ogni giorno.
  • L’assuefazione alla caffeina riduce la sensibilità all’insulina e rende difficile il lavoro delle cellule che non riescono a bilanciare lo zucchero nel sangue. E come ben sai, gli alti livelli di zucchero portano al deterioramento delle arterie e a varie malattie cardiovascolari.
  • Se pensi che il caffè filtrato abbia un più alto livello di antiossidanti, hai ragione, ma contribuisce anche a un maggior rilasciamento di diterpeni. Che cosa sono? Sono collegati agli alti livelli di colesterolo e trigliceridi.
  • Il caffè è mutageno. Una tazzina contiene 250 mg di pericolose sostanze mutagene e altamente tossiche come l’acido clorenico, l’actractylasides, il glutathione transferase inducers, causa di mutazioni genetiche (rotture molecolari del Dna) che portano al cancro.
  • Il caffè è cancerogeno per il suo materiale combusto e per il contenuto in methilglyoxal (mutagenic pyrolisis product), la sua tostatura inoltre produce acrilammide nota sostanza cancerogena.
  • Il caffè contiene caffeina, uno tra i 20 veleni più pericolosi del pianeta, un alcaloide tossico che irrita il sistema nervoso, sbilancia il sistema simpatico e causa aritmie cardiache.
  • Gli utili acidi clorogenici che possono ritardare l’assorbimento del glucosio nell’intestino hanno anche dimostrato di essere in grado di aumentare i livelli di omocisteina la quale indica un elevato rischio di malattie cardiovascolari. Secondo il Dottor Sinatra, noto cardiologo, anche piccoli dosaggi di caffeina possono modificare in modo permanente il ritmo cardiaco in soggetti sani, ma sensibili a questa sostanza, soprattutto in presenza di un fegato che necessita di essere ripulito in quanto non svolge la fase due della depurazione in modo salubre, rimettendo in circolo le tossine della caffeina.
  • Il caffè è carico di acido ossalico che vincola e sequestra il calcio, e causa calcoli ai reni e in altre parti del corpo.
  • Il caffè è carico di acido urico. Acidifica il corpo e causa osteoporosi. Sovverte la digestione e il sonno.
  • Il caffè, sia a pasto che dopo pasto, fa da innaturale acceleratore digestivo causando malassorbimento degli alimenti e rallentamento della peristalsi intestinale.
  • Il latte nel caffè è un ulteriore errore alimentare, col tannino del caffè che va in fermentazione e causa irritazioni intestinali.
  • Il caffè e torrefatto ed amaro. Corrompe l’alito, ingiallisce i denti, irrita lo stomaco e danneggia il fegato. Come se non bastasse, ha effetti distruttivi sul sistema renale.
  • L’acidità da caffè è associata a disturbi digestivi, bruciore di stomaco e squilibri della flora intestinale.
  • Il caffè è una droga che causa assuefazione e crisi di astinenza.
  • Dipendenze associate al caffè. Ti faccio un esempio: chi di noi quando prende il caffè non ha in testa l’immagine di una crema, di un dolce o di una zolletta di zucchero?
  • Elevata escrezione di minerali tramite le vie urinarie: calcio, magnesio e potassio. Questo stato di squilibrio nel tuo stato elettrolitico può portare a gravi complicazioni. Vale la pena rischiare per una tazza di caffè?
  • Una tazza di caffè mette 21 ore per passare attraverso i reni e il sistema urinario. Bastano 8 tazzine al giorno per fare di una persona sana un cliente probabile alla dialisi e al trapianto.
  • Le sostanze contenute nel caffè possono interferire con il normale assorbimento dei farmaci, rendendo difficile il regolare processo di disintossicazione nel fegato. Un altro problema da tenere a mente è come alcuni farmaci antidepressivi vengono scarsamente assorbiti.
  • Chi beve molto caffè rischia di far schizzare in alto i livelli di serotonina. Questa è necessaria per il sonno, le funzioni intestinali, l’umore e l’energia. È un circolo vizioso. La caffeina disturba il sonno, quindi promuove l’ansia e la depressione. Questo perché se ti senti stanco, la prima cosa che ti viene in mente di fare è… prendere un caffè.
  • Il caffè è teratogeno, per cui causa difetti genetici alla futura prole, le donne che vogliono un figlio e le donne che allattano, dovrebbe essere consigliato di ridurre il consumo di caffè nello stesso modo come l’alcool o tabacco. Uno studio nel Regno Unito ha verificato che la fertilità diminuisce quando una donna beve più di sei tazze al giorno. Nella madre, la caffeina ad alto dosaggio può aumentare il rischio di aborto spontaneo, anche se non spiegazione biologica del fenomeno am questo è quanto è stato osservato. Tanto che la maggior parte dei ricercatori consigliano le madri a non prendere più di250 mg di caffeina al giorno, l’equivalente più o meno di due tazzine e mezzo.
  • Il caffè produce una restrizione dei vasi sanguigni, alta pressione, irregolare circolazione coronarica, insufficienza renale, ulcere gastriche, irrequietezza, sonni agitati, sconvolgimenti nel glucosio del sangue (spinge il pancreas a secernere più insulina).
  • Anche il caffè decaffeinato crea disturbi gastrici.
IL CAFFE’ DAL PUNTO DI VISTA FARMACOLOGICO
NON ESAGERO SE IL CAFFE’ LO PARAGONO A UN FARMACO O MEGLIO A UNA METILXANTINA
La caffeina è la sostanza alcaloide contenuta nei chicchi di caffè. E’ molto simile alla teobromina, la sostanza alcaloide contenuta nel cacao, e alla teofillina, l’alcaloide delle foglie di tè.
Questi tre alcaloidi, molto diffusi nel mondo vegetale, vengono chiamati xantine perché hanno una struttura molecolare che si può pensare derivata dalla xantina. Il termine xantina deriva dal greco xanthos, che significa giallo.
.
La caffeina, la teobromina e la teofillina sono xantine legate a gruppi metilici e quindi vengono denominate metil-xantine.
La caffeina è 1,3,7-trimetil-xantina, la teobromina è 3,7-dimetil-xantina, la teofillina è 1,3-dimetil-xantina.
La caffeina è poco solubile in acqua, alcol, etere e acetone. E’ molto solubile in cloroformio, acetato di etile e tetraidrofurano. In soluzione acquosa ha pH neutro, i suoi cristalli sono bianchi, inodori, con sapore amaro e hanno punto di fusione tra 234 e 239°C.
                                                    FARMACOCINETICA E METABOLISMOLa caffeina viene ben assorbita per via orale, con un picco plasmatico massimo dopo 120 minuti. Si distribuisce rapidamente su tutti i tessuti, attraversando la barriera ematoencefalica e la placenta. Può essere presente nel latte materno e quindi particolari precauzioni devono essere prese in caso di gravidanza ed allattamento.
L’assunzione di 100 mg di caffeina porta a concentrazioni plasmatiche comprese tra 1,5 e 1,8 m g/ml.
L’eliminazione della caffeina dall’organismo avviene dopo metabolizzazione epatica con produzione di acido 1-metilurico, 1-metilaxantina e 7-metilxantina.
Circa il 10% viene eliminato sempre per via renale come caffeina immodificata. Principale responsabile del metabolismo della caffeina è il pool enzimatico del citocromo p-450 A2 di cui le cellule epatiche sono particolarmente ricche. L’emivita della caffeina è di 2,5 – 4,5 ore nell’adulto, e si prolunga notevolmente nel neonato a causa dell’immaturità del suo sistema enzimatico. Vari fattori possono ancora influenzare l’emivita della molecola, fra tutti lo stato di gravidanza.
Non va dimenticato inoltre che l’assunzione di alcool o farmaci quali contraccettivi, cimetidina, disulfiram e allopurinolo tendono a prolungarla, mentre il fumo la diminuisce poiché accelera il metabolismo epatico.
MECCANISMO D’AZIONE
Gli effetti della caffeina si manifestano con azione stimolante sul Sistema Nervoso Centrale, sull’apparatocardiovascolare, sul rilascio delle catecolamine, sulla sintesi acida a livello gastrico e sul metabolismo in generale.L’effetto della caffeina è biologicamente mediato dall’aumento di AMP ciclico (adenosina 5’-monofosfato ciclico) con un’azione combinata su due livelli:
1) Aumento della sintesi di AMPc:la caffeina blocca l’inibitore dell’enzima adenilato-ciclasi che trasforma ATP in AMPc
2) Rallentamento della degradazione di AMPc:la caffeina inibisce l’enzima fosfodiesterasi, che trasforma AMPciclico in AMP.
Le due reazioni si svolgono in sequenza secondo il seguente shema:
Inoltre, la caffeina interferisce con l’azione di vari neurotrasmettitori quali serotoninacatecolamine,dopamina e alcuni aminoacidi.
Gli effetti psicotropi sono controversi poiché dosi minori di 500 mg manifestano sensazioni piacevoli con aumento dello stato di sveglia, di allerta, della capacità di concentrazione e miglioramento generico dell’efficienza fisica e mentale. Al contrario, dosi maggiori inducono agitazione, tremori, nausea, irrequietezza, performance discontinua e diuresi. Questi sono dovuti all’inibizione dei recettori benzodiazepinici da parte della sola caffeina dotata di un grado di lipofilia maggiore dei suoi metabolici e tale da permetterle di attraversare la barriera ematoencefalica più facilmente. Sulla muscolatura scheletrica la caffeina ha effetto contrattile, stimolando il rilascio di Ca2+ nel reticolo sarcoplasmatico per interazione con i recettori rianodici (Rg R1): per questa sua azione è usata nel protocollo europeo per la diagnosi dell’ipertemia maligna, grave sindrome farmacogenetica. La stimolazione di recettori analoghi (Rg R2) presenti a livello cardiaco, e la contemporanea inibizione della fosfodiesterasi, giustificano l’azione cardiostimolante, che ad alte dosi può causare però aritmie, tachicardia e fibrillazione ventricolare. Caffeina e paraxantina sono in grado influenzare la pressione arteriosa perché aumentano la resistenza vascolare sistemica mediante blocco dei recettori adenosinici con effetto contrattile; per ogni tazza di caffè, la pressione sistolica aumenta di 0.8 mmHg, mentre quella diastolica di 0.5 mmHg. La caffeina viene impiegata contro l’emicrania per facilitare l’assorbimento e potenziare l’attività dell’ergotamina, la quale induce vasocostrizione e riduzione del flusso sanguigno extracranico, coinvolgendo i ricettori serotoninergici. Ulteriore conseguenza del blocco delle azioni della adenosina è l’effetto antidolorifico. La caffeina è in grado di ridurre il rilascio di mediatori dolorifici indotto dall’adenosina a livello delle terminazioni nervose ed è capace di attivare le vie noradrenalinergiche, che svolgono azione soppressiva sul dolore, e di stimolare il sistema nervoso riducendo la componente affettiva nell’elaborazione della stimolazione. Infine la caffeina stimola la secrezione acida a livello gastrico per azione sui recettori H2: per questo motivo essa andrebbe evitata nei soggetti predisposti all’ulcera
     TOSSICITA’ ACUTA E CRONICA

Per quanto concerne la tossicità acuta si possono rilevare effetti letali a breve termine, a seguito di assunzioni comprese tra 1 e 5 g di caffeina, che sono in grado di indurre concentrazioni plasmatiche superiori a 80 m g/ml. Segni di intossicazione si manifestano con assunzioni attorno ai 250 mg, mentre dosaggi più alti (650 mg), causano la sindrome del “caffeinismo”, caratterizzata da ansietà, irrequietezza e disordini nel sonno molto simile allo stato ansioso da stress. Questo tipo di manifestazioni ansiosa comincia a farsi notare già a concentrazioni plasmatiche di 30 m g/ml a seguito di assunzioni di 1 g di caffeina.
L’assunzione prolungata di quantità moderate di caffeina non ha evidenziato effetti tossici. Inoltre, pazienti con ipertensione conclamata non hanno dichiarato modificazioni collegabili al consumo di caffè, né sono stati confermati maggiori rischi di infarto al miocardio. La caffeina non risulta influenzare il decorso di gravidanze o il peso del nascituro, né induce malformazioni genetiche. Manifestazioni di tossicità cronicapossono manifestarsi in caso di consumo protratto di caffè in associazione al fumo di sigaretta o all’alcool, dal momento che questi ultimi modulano le caratteristiche farmacocinetiche della caffeina. È pertanto difficile stabilire se gli effetti siano indotti esclusivamente dalla base xantinica o da altri fattori. Non è stata finora dimostrata alcuna relazione con l’insorgenza di tumori al pancreas e al colon, ma anzi è stato ipotizzato un possibile effetto protettivo a livello intestinale. Gli effetti della caffeina sulle vie urinali e sulla mammella sono controversi, dal momento che i dati disponibili non dimostrano una chiara indicazione di casualità con il tumore alla vescica o la malattia fibrocistica della mammella.

Forse non lo sai, ma il caffè ha anche una funzione diuretica. Ciò significa che è in grado di eliminare l’acqua dal corpo. Per questo, però, è possibile sostituirlo con alternative naturali che sicuramente non ti creano alcun problema. Ma quali sono? Qui di seguito te ne presento alcune!
smettere di bere caffè alternative naturali
  • Caffè alle erbe senza caffeina
Si tratta di un diversivo molto popolare tra chi ha deciso di fare a meno del caffè normale, perché ha un gusto molto simile con la differenza che è privo di caffeina. È un insieme di orzo, noci e altri sapori. Per una colazione sana lo puoi mescolare con il latte di soia o con il miele.
  • Tè verde
Al suo interno contiene meno caffeina di una tazza di caffè, ma è sufficiente per darti una bella spinta senza cadere nel nervosismo. È ricco di antiossidanti che non fanno mai male!
  • Tè di liquirizia
Niente caffeina, ma totale supporto alle ghiandole surrenali sovraccariche, gli organi che rispondono allo stress. La liquirizia è tonica e tende a darti una forte carica di energia. In aggiunta, ha un ottimo sapore!
  • Succo d’erba
Un vero e proprio stimolatore naturale. Contiene vitamine, minerali e sostanze nutritive. È facile da digerire e si assimila rapidamente. Fornisce un supplemento di energia da bere da solo o in aggiunta a qualche altra bevanda proteica.
  • Tè di funghi
Sì, sto dicendo sul serio. I funghi sotto forma di tè sono un’alternativa del tutto unica e gradevole al caffè. Tipica bevanda cinese, si crea tritando i funghi Reihi in acqua. Porti a ebollizione e, dopo una trentina di minuti, potrai bere la tua bevanda.
  • Caffè di Cicoria 
La radice di cicoria contiene inulina, una fibra solubile spesso aggiunta ai prodotti a base di fermenti lattici compresi i probiotici, utilizzata per favorire il riequilibrio della flora batterica intestinale.
RICORDIAMO PER NON CREARE ALLARMISMI CHE E’ SEMPRE LA DOSE A FARE IL VELENO !
FONTE: 
  • http://www.pianetachimica.it/didattica/caffeina/caffeina.htm
  • http://www.curarsialnaturale.it/smettere-di-bere-caffe-alternative-naturali-17895.html

N.B.: Le informazioni fornite su questa pagina hanno scopo puramente informativo; esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico naturopata.

mercoledì 18 febbraio 2015

Cosa mangiare contro la stitichezza? Cibi sì e i cibi no...

Cosa mangiare contro la stitichezza? Cibi sì e i cibi no


fonte : www.curarsialnaturale.it

Risultati immagini per stitichezza
A volte la natura semplicemente non chiama e ci dà parecchi parecchi. Almeno una volta nella vita avrai sicuramente provato gas, gonfiore e disagio provocato dalla stitichezza. Per fortuna, anche a questo esiste un rimedio tutto naturale: l’alimentazione. Qui ti mostro cosa mangiare contro la stitichezza? I cibi sì e i cibi no ovvero che cosa è bene mangiaree cosa, invece, è assolutamente da evitare.
“La stipsi non è di solito causata da uno o più alimenti”, fa presente Kristi King, Portavoce delle Nazioni Unite per l’ Accademia di Nutrizione e Dietetica e dietista all’ Ospedale Pediatrico del Texas a Houston. “Di solito si tratta più che altro di una combinazione di glucosio.”

Cosa mangiare contro la stitichezza? Cibi sì e i cibi no

Il suo consiglio migliore è di assumere circa 25-35 grammi di fibra al giorno. Questo importo serve a mantenere attivo il movimento del sistema gastrointestinale. Inoltre, devi bere molta, ma molta acqua, ma questo già lo sapevi, vero? Questo perché se all’ interno del tuo apparato digerente non c’è molta acqua, il normale processo di digestione si ferma.
Nel momento in cui pianifichi una dieta sana, ti rendi conto di quanti cibi ricchi di fibre vengano inseriti dai professionisti per mantenerti regolare. Ecco i migliori alimenti per regolarizzare il tuo intestino:
top-stipsi-alimenti_prugne
  • Prugne
Ricordi i cari e saggi rimedi della nonna? Sempre utili e intramontabili! E in questo caso la nonna è infallibile e ha pienamente ragione: le prugne e il suo succo sono utilizzati da anni per lenire la stipsi. Perché? Sono ricche di fibre insolubili e, inoltre, sono un naturale lassativo. Una combinazione perfetta che porta risultati garantiti!
  • Fagioli
Con più di 10 grammi di fibre, i fagioli si contendono il secondo posto tra i cibi da mangiare contro la stitichezza. Al loro interno contengono una miscela di fibre insolubili e solubili, ne conosci la differenza? In questo modo aiutano il cibo a muoversi facilmente e senza intoppi attraverso il tuo intestino. Li puoi mangiare in molti modi diversi: conditi con olio extravergine di oliva in un’insalata, nella zuppa o nello stufato o come condimento alla pasta.
  • Kiwi
La polpa verde lussureggiante del kiwi è uno degli alimenti più succosi e gustosi che il medico potrebbe ordinarti per combattere la stipsi. Un frutto di dimensioni medie contiene all’incirca 2,5 grammi di fibra un sacco di vitamine e sostanze nutrienti importanti per la tua salute, compresa quella dell’intestino.
Sapevi che la buccia del kiwi è commestibile? Molte persone preferiscono mangiare solo la polpa del frutto, ma ti consiglio di provarla: è buona e ti fa bene!
È scientificamente provato da uno studio del 2013 che ha dimostrato quanto i kiwi aiutino il movimento intestinale, mentre una ricerca precedente ha dimostrato che un kiwi al giorno aumenta il numero di movimenti negli adulti affetti da costipazione.
Risultati immagini per pane di segale
  • Pane di segale
Beh, si tratta di cereali! Ricchi di fibre che non solo fanno bene al tratto intestinale, ma anche per il cuore.
Il grano di segale di frumento è un ottimo lassativo, dimostrato da ricercatori finlandesi in uno studio del 2010. Basta assumerne un poco durante la giornata per poter vedere i primi risultati.
  • Pere
Per essere certo di godere a pieno delle sue proprietà benefiche, prova a non togliere la buccia. Sì, sto dicendo sul serio! L’intero frutto, comprensivo di buccia, fornisce 5-6 grammi di fibre, esattamente il contributo perfetto per regolarizzare il sistema digestivo.

Quali cibi evitare in caso di stitichezza?

Dopo aver visto i cibi si che fanno bene al tratto intestinale, è arrivato il momento di stilare una black list. Ecco cosa devi evitare se non vuoi piegarti in due dai crampi allo stomaco!
  • Cioccolato
Lo so, ahimè, piace molto anche a me, ma per stare bene un po’ si deve soffrire, no? Sai perché devi evitarlo? Perché la quantità di grasso che contiene il cioccolato rallenta il processo di digestione, le contrazioni muscolari e quindi il passaggio attraverso l’intestino.
Purtroppo, il cioccolato è il principale alimento che causa la costipazione, tienilo presente!
  • Banane
Qui i dubbi sono leciti. Le banane non ancora mature causano la stipsi, mentre quelle acerbe possono dare una notevole mano ad alleviarla. Perché questa differenza?
Le banane verdi contengono parecchio amido, difficile da digerire, e una speciale fibra (la pectina) che funge da spugna e attinge l’acqua dall’intestino. Quindi se già sei disidratato, non puoi che peggiorare la situazione.
Risultati immagini per caffeina
  • Caffeina
Si comporta esattamente come le banane. Da una parte stimola movimenti intestinali, dall’altra, se è già in atto la disidratazione, ti rende solo più stitico.