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lunedì 23 maggio 2016

Le proprietà benefiche dei peperoni

Le proprietà benefiche dei peperoni



Famiglia delle Solanacee, genere Capsicum, che comprende peperone e peperoncino, varietà capsicum annuum, la più coltivata; in linguaggio comune, il peperone. Giallo, verde, rosso, fin dai colori è un’esplosione di estate, sole e calore; infatti è un tipico ortaggio estivo, e per quanto ormai sia diffuso negli orti e nelle coltivazioni di tutto il mondo, dalla Cina, all’Italia, al Perù, i piatti e le ricette che lo ricordano di più hanno una chiara impronta meridionale. Dalla peperonata siciliana al gazpacho spagnolo, alle fajitas messicane, il peperone sa di caldo, di vacanze, di sole.
Del resto, per quanto  detto precedentemente, è diffuso ovunque, la sua origine è l’America del sud; venne importato in Europa insieme ad altri frutti e ortaggi che prima del sedicesimo secolo erano del tutto sconosciuti nel vecchio continente. Si ritiene che la sua area primitiva di origine potrebbe essere il Brasile, ma all’arrivo dei conquistatori era già diffuso anche in America centrale, in moltissime varietà.

La pianta predilige climi caldi e necessita di terreni molto fertili, la semina avviene a fine febbraio (a meno che non si vogliano ottenere raccolte extrastagionali) e i frutti, le bacche della pianta, arrivano sui banchi dei mercati in estate. In tantissime varietà: infatti non solo i colori, giallo o rosso (i peperoni verdi, in realtà, sono bacche non ancora mature), sono una discriminante, ma anche la forma, il sapore, la grandezza.


Una prima differenziazione fra cultivar riguarda la separazione tra frutto dolce e piccante. Quello normalmente usato in cucina è il primo; il secondo in genere viene essiccato, a volte polverizzato, ed è usato principalmente come condimento. Ha la particolarità di contenere ancora più vitamine del suo omologo dal sapore più lieve, che già ne è ricco, come approfondiremo più avanti. Se si ragiona in termini di conformazione, il peperone può essere di forma quadrangolare, allungata e troncata. Del primo tipo sono noti il giallo e il rosso dolce di Nocera, il giallo e il rosso quadrato d’Asti, il braidese, il giallo San Valentino, il California wonder, il peperone pomodoro; del secondo, il Marconi, il lungo di Chiasso, il Corno di Toro o il Toro di Spagna, il peperone a sigaretta; del terzo, fanno parte anche varietà usate principalmente per i sottaceti, come il piccolo del Veneto e di Firenze e il quarantino d’Asti. Discorso a parte per i friarielli, come vengono chiamati in Campania, o friggitelli, secondo il loro nome romano: sono verdi, quindi come tutti i peperoni di questo colore, sono colti non ancora maturi, sono piccoli come peperoncini ma non sono piccanti, anzi. In genere vengono preparati alla griglia con la semplice aggiunta di sale. Per quanto riguarda le difficoltà di digestione legate a quest’ortaggio, molti riescono a limitare il problema togliendo la pellicola che lo ricopre, considerata la buccia; vanno eliminati anche i semi. 

I peperoni in cucina
Crudo, in pinzimonio o nel gazpacho; cotto, dalla bagna cauda alla peperonata; internazionale, dalle fajitas alla ratatouille. Il peperone è estremamente versatile, può essere cucinato con molte tecniche o può non essere cucinato affatto, e consumato sott’aceto o crudo a listarelle, insaporito con olio, pepe e sale. L’importante, al momento dell’acquisto, è controllare che i frutti siano sodi, senza grinze e ammaccature, e che abbiano il picciolo. In frigorifero resistono per qualche giorno, in genere non più di quattro.
Se la bagna cauda è un tipico piatto piemontese, e vede i peperoni come semplici ingredienti di una ricetta ricca di componenti e complessa, la peperonata invece è targata Italia del sud e già dal nome è facile immaginare che qui i peperoni sono protagonisti assoluti, cotti in padella con olio evo, pomodoro, cipolle, aglio. La sicilianissima caponata, a base di melanzane, ha molte varianti locali, alcune che prevedono i peperoni ed altre no; ma sono sempre siciliani i peperoni con la mollica, una delle declinazioni più gustose che questi prodotti possano avere. Come altre verdure, i peperoni possono essere preparati ripieni. Se non si tollera la buccia, il modo più veloce per eliminarla è cuocere i peperoni alla griglia: sarà estremamente facile staccare la pellicola che li ricopre.
Per quanto riguarda le ricette internazionali, tra le più note c’è il gazpacho, una zuppa fredda spagnola (nello specifico, originaria dell’Andalusia) preparata frullando insieme ingredienti crudi come pomodori e peperoni (da entrambi vanno eliminati i semi), cetrioli, cipolla e aglio, e aggiungendo olio, sale e pepe. Successivamente, al composto passato al setaccio, si aggiunge mollica di pane raffermo insaporita con aceto. La zuppa va poi fatta raffreddare in frigorifero. Spostandosi in America, è tipicamente messicana la ricetta delle fajitas, carne di manzo o pollo piccante accompagnata da peperoni e servita generalmente su tortillas di mais che la avvolgono. Dai peperoni si ricava inoltre una spezia usata in moltissime preparazioni, sia dolce al naturale sia resa più piccante, cioè la paprika.


Proprietà salutari
La notevole presenza di vitamina C, di cui il peperone è più ricco anche rispetto agli agrumi (se lasciato crudo), ne fa un prodotto con caratteristiche salutari di vario tipo, in primo luogo antiossidanti: in effetti il peperone è la bacca che contiene, rispetto al peso, più vitamina C. Ma è molto rilevante anche la presenza di betacarotene, soprattutto nei peperoni rossi; e il frutto contiene anche varie vitamine del gruppo B. Oltre alle vitamine, sono presenti molti sali minerali, principalmente potassio, ma anche ferro, magnesio, calcio.
La notevole quantità di acqua e fibra determina un potenziale, lieve, effetto lassativo; le poche calorie ne fanno un cibo consigliato in caso di diete ipocaloriche. A differenza del peperoncino, ricco di capsaicina, il peperone contiene soprattutto una sostanza chiamata diidro capsiato. Notoriamente, il peperone può creare qualche difficoltà di digestione; per questo motivo è sconsigliato a chi ha problemi gastrici, soprattutto se persistono nonostante l’eliminazione della buccia, cioè della pellicola che riveste il frutto. 





fonte : www.benessere.com

giovedì 3 dicembre 2015

La Menopausa...

La Menopausa

Risultati immagini per menopausa

La menopausa è una delle tappe evolutive della donna, caratterizzata dalla cessazione del ciclo mestruale e da un susseguirsi di cambiamenti morfologici e funzionali dovuti al progressivo esaurirsi della produzione di ormoni femminili (estrogeni e progesterone).
Gli estrogeni e il progesterone influiscono su tutto l’organismo e su numerosi processi vitali.
  • TESSUTI: La carenza di estrogeni infatti causa secchezza generalizzata, desquamazione, rughe profonde, perdita di turgore del seno, unghie fragili, capelli secchi, sindrome dell’occhio secco.
  • APPARATO URO-GENITALE: prolasso uterino, cistocele e rettocele, concause della cosiddetta “incontinenza da sforzo”.
  • APPARATO CARDIO CIRCOLATORIO: con la cessazione della funzione ovarica, viene meno il ruolo protettivo degli estrogeni nei confronti dell'apparato cardiovascolare. Aumenta così il rischio di aterosclerosi: nelle donne in postmenopausa crescono infatti le concentrazioni di trigliceridi, colesterolo totale e il rapporto LDL/HDL colesterolo.
  • APPARATO SCHELETRICO: l'altro importante segno tardivo della menopausa (causato soprattutto dalla carenza ormonale) è l'osteoporosi, caratterizzata da una riduzione quantitativa della densità ossea, cui si associano alterazioni microarchitetturali della struttura ossea.

L’osteoporosi

La principale causa di questo problema è la massiccia riduzione della produzione dell'estradiolo da parte delle ovaie, che ha come risultato finale la perdita di calcio dalle ossa. Le prime modificazioni incombono intorno ai quarant’anni d’età dove l’eliminazione del calcio a livello ematico supera il deposito. Questo è un processo involutivo assolutamente fisiologico, del quale però lo stato nutrizionale deve tenerne conto e nei limiti del possibile cercare di prevenire le eventuali complicanze che si possono creare.
Consigli utili per prevenire l’osteoporosi:
  • Evitare il fumo (diminuisce gli estrogeni).
  • Limitare la caffeina (massimo 3 tazzine al dì).
  • Esposizione al sole per 30 minuti 3 volte a settimana, favorisce la produzione di vit. D da parte dell’organismo.
    La vit. D è fondamentale per l’assorbimento e la fissazione del calcio nelle ossa.
  • Fare attività fisica (camminare).
    Il movimento è fondamentale per diminuire il rischio di osteoporosi.
  • Mangiare alimenti ricchi di calcio
    (pesce azzurro, cavolo, broccolo, cicoria, finocchi, legumi, frutta secca, erbe aromatiche e latticini).

Attenzione al latte e derivati: non è la panacea che vogliono far credere. Troppo latte e latticicni acidificano il ph intestinale. Uno squilibrio di questo ph porta ad un’eliminazione del calcio, per riportare i valori del ph ad uno stato ottimale per le funzioni fisiologiche del nostro organismo.
Nella dieta è bene limitare quegli alimenti
che ostacolano l’assorbimento di calcio:
  1. alimenti che contengono molti fosfati
    (salumi, formaggi fusi, carne e coca cola).
  2. Limitare alimenti che contengono acido ossalico
    (cacao, rabarbaro, coste, spinaci) o
    acido fitico (cereali integrali, the nero, caffè).
ALIMENTAZIONE IN MENOPAUSA
Privilegiare cibi semplici e garantire la variabilità.
Evitare pasti snack e sostituti del pasto.
Limitare il consumo di caffeina (non più di 3 tazzine al giorno).
Evitare il fumo
Fare attività fisica

ZUCCHERI: preferire quelli complessi (pasta, riso, pane, mais, orzo, farro, camut, legumi, patate) a quelli semplici (saccarosio e dolci). 

PROTEINE: cercare di privilegiare quelle vegetali. Legumi + cereali= proteine di alto valore biologico a ridotta quantità di grassi
Introdurre almeno 2 volte a settimana il pesce
(povero di colesterolo e ricco di omega 3).
La carne rossa (vitello, cavallo, manzo), va alternata a quella bianca
(pollo, tacchino, maiale, coniglio).

GRASSI: no alla margarina, saltuariamente il burro; preferire olio d’oliva extravergine, oli di semi spremuti a freddo (girasole, mais, vinaccioli, riso, lino). 2 -3cucchiai al giorno. Evitare o limitare le salse, i salumi, i formaggi stagionati e tutti i prodotti precotti o liofilizzati.
Preferire il latte scremato o p.s., formaggi freschi (ricotta, stracchino, mozzarella, primo sale, dietella) da consumare 1-2 volte a settimana.
Privilegiare la carne bianca rispetto a quella rossa.
N.B. il lombo di maiale sgrassato contiene meno grassi del pollo!

VITAMINE E SALI MINERALIfrutta e verdura sono indispensabili (sia crude che cotte). Ogni colore ha la sua proprietà, i piatti devono essere variopinti. Importante la vit C, con le sue proprietà antiossidanti.

FIBRE ALIMENTARIaiutano a regolarizzare l’attività intestinale (cereali integrali, verdura e frutta), ma il loro contenuto di acido fitico e ossalico interferisce con l’assorbimento di calcio. Quindi non abusarne.

ACQUAdeve essere assunta soprattutto lontano dai pasti. Scegliere quelle ricche di Ca (300 mg per litro). Non esagerare con la quantità, soprattutto se la dieta è varia.

SALEsalare il minimo indispensabile. Evitare cibi in scatola, dadi, salumi, formaggi stagionati.

LA SOIAcontiene la lecitina: abbassa i livelli di colesterolo LDL nel sangue, previene il rischio di arteriosclerosi e dell’infarto al miocardio, ricostituente del S.N.C.
Fitoestrogeni:sostanze vegetali simili agli ormoni umani. Se introdotti correttamente (45mg/dì di pt) riducono i sintomi legati alla menopausa
L’introduzione di 45 mg di soia al dì aumenta il contenuto minerale osseo.

venerdì 9 ottobre 2015

CIBI PROBIOTICI E PREBIOTICI: COSA SONO, BENEFICI E DOVE TROVARLI...

Probiotici e prebiotici, quali sono le differenze e in quali alimenti possiamo trovarli? Molti di voi avranno sentito parlare dei probiotici in qualità di fermenti lattici vivi contenuti nello yogurt e in grado di garantire il benessere dell'intestino. Si tratta uno degli slogan più comuni di numerosi spot pubblicitari. In effetti, è vero che i probiotici promuovono una digestione migliore.

Probiotici e Prebiotici: quali sono le differenze?
Ciò di cui non si parla a sufficienza, riguarda il fatto che, come tutti gli organismi viventi, i probiotici hanno bisogno di nutrimento. Questo ruolo viene svolto dai prebiotici. Proviamo dunque ad esplorare il mondo dei probiotici e dei prebiotici, per comprendere come questi due elementi si trovino in relazione.

Probiotici

I probiotici sono organismi vivi che somministrati in quantità adeguata apportano diversi benefici per la salute. Probiotici è il termine con cui la maggior parte delle persone ha più familiarità. Conosceranno meglio i probiotici coloro che preparano in casa lo yogurt, il kefir o il kombucha. Quando assumiamo i probiotici e gli alimenti che li contengono, il nostro intestino viene colonizzato da batteri benefici. Molte persone consumano probiotici poiché malattie, agenti inquinanti, cibo industriale e stress possono causare uno squilibrio della flora intestinale.

I benefici dei Probiotici

Oltre a promuovere il benessere intestinale, i probiotici supportano la digestione ed offrono numerosi benefici per la salute a lungo termine, anche per quanto riguarda i bambini e il loro sviluppo. Spesso i probiotici vengono raccomandati in caso di infiammazioni dell'intestino. Anche la salute del cavo orale e del tratto digestivo superiore può beneficiare dell'assunzione dei probiotici. Di solito i probiotici vengono consigliati durante o dopo una terapia a base di antibiotici per riequilibrare l'intestino, dato che questi medicinali non distinguono tra batteri buoni e nocivi nella loro azione distruttiva. Secondo alcuni studi, i probiotici possono contribuire a ridurre i tempi del transito intestinale ed a garantire una maggiore regolarità.

Fonti di Probiotici

Tra i probiotici più conosciuti troviamo i lactobacilli e i bifido-batteri. I probiotici sono presenti in alimenti fermentati come lo yogurt, il kefir, i crauti, il miso, il tempeh, il kombucha, i formaggi fermentati e il latticello, ma anche la pasta madre. I probiotici, inoltre, sono presenti in specifici integratori farmaceutici e erboristici, meglio noti come "fermenti lattici".
probiotici prebiotici

Prebiotici

I prebiotici, a differenza dei probiotici, non sono organismi vivi. I prebiotici rappresentano infatti il nutrimento dei probiotici e ne stimolano l'attività nel tratto gastro-intestinale. I probiotici, per rafforzarsi, hanno bisogno dei prebiotici che sono contenuti, ad esempio, nei cibi ricchi di fibre. I prebiotici aiutano le colonie di probiotici presenti nell'organismo a sopravvivere e contribuiscono al mantenimento del benessere generale dell'organismo.

I benefici dei Prebiotici

Tra i benefici associati ai prebiotici troviamo il supporto al metabolismo, il miglioramento dell'assorbimento dei sali minerali e dell'utilizzo delle vitamine e la promozione dell'attività del sistema immunitario. I prebiotici, inoltre, potrebbero risultare utili per incoraggiare il mantenimento dei normali livelli di zuccheri nel sangue. I prebiotici, in ogni caso, agirebbero in maniera diversa da un individuo all'altro e in base alla salute intestinale di ciascuno. In caso di sindrome del colon irritabile, ad esempio, l'assunzione degli alimenti più adatti - che possano contenere prebiotici o probiotici - dovrebbe essere sempre valutata e indicata dal medico, sulla base dei sintomi e delle condizioni del singolo paziente. L'obiettivo, in questo caso, è agire per riportare l'intestino in una condizione di armonia.

Fonti di Prebiotici

I prebiotici derivano soprattutto dalle fibre vegetali, come l'inulina. Alcuni yogurt pubblicizzati come probiotici potrebbero contenere l'inulina in qualità di prebiotico e fermenti vivi attivi (probiotici). Tra le fonti di prebiotici troviamo alimenti vegetali ricchi di fibre come asparagi, legumi, avena, aglio, tarassaco e frutta secca, con particolare riferimento alle noci
fonte: www.greenme.it

giovedì 1 ottobre 2015

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DEI CACHI

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DEI CACHI





La Terra dei Cachi, in realtà, è l'Asia. IlDiospyros Kaki è un albero da frutto antichissimo, della famiglia delle Ebenacee, tra i primi ad essere coltivati dall'uomo, che ha probabilmente avuto origine in Cina, e poi si è diffuso in Estremo Oriente, dalla Corea al Giappone, dove è conosciuto anche come Loto del Giappone (per quanto questo nome dovrebbe essere limitato alla varietà del Diospyros Lotus).
Nel paese del Sol Levante questa bellissima pianta è chiamata anche Albero della Pace, poiché alcuni esemplari riuscirono a sopravvivere alla bomba atomica sganciata su Nagasaki nel 1945. Tra gli altri nomi usati per indicarlo, ci sono anche Mela d'Oriente e Albero delle Sette Virtù, in Asia, e Cibo degli Dei, in occidente. La pianta, che può superare i 15 metri di altezza, è stata diffusa in Europa e in America a metà del diciannovesimo secolo; in Italia l'albero è arrivato a fine '800 e la coltivazione intensiva è iniziata nei primi anni del '900. In italiano il frutto è detto cachi o kaki (più raramente caco al singolare), con tutte le possibili varianti dialettali: nel napoletano ad esempio è conosciuto come legnasanta. In Italia l'albero di kaki è coltivato soprattutto in Campania, Romagna, Veneto e Sicilia; le varietà più diffuse sono Loto di Romagna, Vaniglia della Campania, Fuyu, Kawabata, Suruga; una delle più note, anche all'estero, tanto che viene largamente esportato, è la varietà siciliana di Misilmeri. In genere la bacca si raccoglie tra ottobre e novembre; si presenta di un colore arancione acceso, da cui la denominazione dell’omonimo colore, e la varietà di kaki più diffusa è contraddistinta da una polpa molto cremosa, mentre la variante vaniglia è più compatta.

In cucina

Il frutto andrebbe mangiato o usato nelle varie ricette solo una volta che sia perfettamente maturato: se acerbo dà il classico gusto "allappato", dovuto alla grande quantità di tannino. Se invece si sceglie di essiccarlo, si deve utilizzare un frutto non ancora maturo, che può essere essiccato al sole o negli essiccatoi dopo che è stato sbucciato, denocciolato e tagliato a spicchi. Comunque anche per uso domestico può essere comprato ancora non perfettamente maturo, poiché raggiunge la maturazione velocemente: un piccolo trucco per accelerare questo processo è quello di sistemare il frutto vicino a delle mele.
Data la dolcezza del frutto maturo, in cucina è destinato ad essere un ottimo dessert, già in purezza. Se si desidera presentarlo in una preparazione più complessa, la confettura di kaki è estremamente semplice da realizzare, e il tocco magistrale consiste nell’ aggiungere un po' di Grand Marnier. Occorre fare attenzione alla varietà di kaki che si sceglie di utilizzare, poiché se il tipico sapore è lo stesso, la consistenza tra kaki e kaki vaniglia è diversissima: il kaki ha una polpa cremosa che può essere estratta direttamente con un cucchiaino, mentre il kaki vaniglia ha una polpa soda e va tagliato a fette.
Data la consistenza gelatinosa del kaki, è perfetto anche per preparazioni come i budini, in cui può essere accompagnato da altri frutti, magari con connotazione più acida come fragole o frutti di bosco, per riequilibrare l'eccessiva dolcezza.
In Giappone il kaki viene utilizzato per la realizzazione di bevande alcoliche, comprese derminate varietà di sakè.

Proprietà salutari 
Dato l'alto contenuto di zuccheri è sconsigliato a chi è obeso o soffre di diabete; ma si tratta praticamente dell'unica controindicazione, perché per il resto il kaki è un frutto ricco di vitamina C, betacarotene e di minerali come il potassio, e ha proprietà benefiche che spaziano dagli effetti lassativi (se il frutto è maturo; se è acerbo, al contrario, può risultare astringente) e diuretici, alla capacità di proteggere e depurare il fegato.
Gli effetti regolatori sull'intestino sono i più conosciuti, ma i kaki in realtà sono i frutti perfetti anche per i bambini, gli sportivi, gli astenici, poiché hanno straordinarie capacità energizzanti, dovute principalmente agli zuccheri che contengono. Anche in questo caso è bene distinguere fra kaki maturi e acerbi: così come i kaki maturi aiutano in caso di stipsi, mentre quelli acerbi sono astringenti, per quanto riguarda la presenza di zuccheri, nei kaki acerbi è molto più limitata, e il sapore "allappante" è dovuto al tannino, che durante la maturazione si riduce. Se l'astenia è dovuta a problemi connessi con la funzionalità epatica, il kaki è un’ottima soluzione; contro la stipsi il frutto maturo è consigliato a colazione, privato di semi e buccia. Gli effetti diuretici sono dovuti all'alta percentuale contenuta di potassio, quelli lassativi sono anche conseguenza della discreta quantità di fibre



FONTE: www.benessere.com

lunedì 7 settembre 2015

Mela verde: proprietà curative...

Mela verde: proprietà curative



Rispetto alla mela rossa, la mela verde ha ulteriori vantaggi e dunque è di maggiore aiuto in una dieta perché sazia maggiormente, ha meno calorie e soprattutto ha diverse proprietà curative: vediamo quali sono nel dettaglio.
Innanzitutto la mela verde è molto sana e ha un alto potere saziante, che dà allo stomaco un senso di soddisfazione e aiuta a non mangiare troppo; peraltro è ideale dopo un’abbuffata dato che contribuisce a facilitare la digestione, grazie agli enzimi che possiede. Uno dei suoi principali vantaggi è relativo all’alto contenuto di fibre che ha, cosa che si traduce in una significativa riduzione di eventuali problemi al colon e del colesterolo cattivo che circola nel corpo, ma anche e soprattutto in un intestino più regolare.
Le mele verdi riducono anche i problemi al fegato, aiutano a prevenire eventuali disfunzioni all’apparato digerente, la diarrea e la costipazione, ma anche alcune forme di cancro e danni al DNA, grazie ai flavonoidi e polifenoli che contiene, ovvero degli utilissimi antiossidanti; danno energia perché contengono anche carboidrati e sono ottimi per chi conduce uno stile di vita sano e attivo.
Le proprietà curative delle mele verdi non sono finite qui: tra gli altri benefici vi è infatti la loro capacità di ridurre la pressione arteriosa, di stabilizzare lo zucchero nel sangue, di aiutare nel trattamento dei reumatismi, di ridurre la probabilità di sviluppare malattie della pelle e di purificare il sangue, perché contengono molti minerali. Hanno un effetto sbiancante sui denti per via dell’alto tasso di vitamina A, B e C incluso in ogni mela.
Le mele verdi andrebbero dunque incluse in una qualunque dieta alimentare perché hanno dei nutrienti essenziali e contribuiscono anche al raggiungimento del tanto desiderato peso forma: hanno infatti un contenuto calorico molto basso, per cui una mela verde di medie dimensioni può fornire circa 70 kcal, mentre per quanto riguarda le fibre ne ha all’incirca 4 grammi. In questo caso attenzione a mangiare anche la buccia (dopo aver lavato accuratamente il frutto), perché le fibre sono contenute in gran parte proprio lì.


fonte : www.greenstyle.it

venerdì 3 luglio 2015

LE PROPRIETÁ BENEFICHE DEL MELONE...

LE PROPRIETÁ BENEFICHE DEL MELONE



Il cucumis melo, meglio conosciuto con il nome di melone, è un’Angiosperma della famiglia delle Cucurbitacee. Originaria delle zone del Caucaso, questa pianta con il fusto rampicante viene generalmente coltivata nei Paesi con clima mite e i suoi frutti sono dolci e gustosi. Alcuni ritengono che il melone abbia origini asiatiche (i cinesi ne esaltano le virtù terapeutiche) ma secondo altre fonti la sua origine sarebbe invece africana. In Italia venne introdotto in età cristiana e veniva indicato dagli antichi autori latini con il nome dipopones o melones, termini che sono rimasti negli anni (il primo più usato nell’Italia meridionale, il secondo al nord). In Europa il melone venne introdotto da Carlo VIII e raggiunse la sua massima diffusione dopo il XV secolo.
Il melone ha una forma rotonda o leggermente ovale; la buccia esterna ha un colore giallognolo e la sua polpa, ricca di semi piccoli e piatti, si presenta dolce e succosa. Esistono tre varietà di meloni: quelli estivi (cosiddetti retati, caratterizzati da striature in rilievo) e i cantalupi che hanno la buccia liscia e sono più aromatizzati e profumati; molto apprezzato e consumato è anche il meloneinvernale che si presenta con la scorza gialla o verde e la polpa chiara, generalmente dolce e saporita. Il 60% della produzione mondiale proviene dall’Asia, mentre in Europa i maggiori produttori sono Spagna, Romania, Francia e Italia.

Caratteristiche del melone 

Il melone ha foglie alterne glauchescenti ed ha fiori sia maschili che femminili. La fecondazione incrociata avviene ad opera degli insetti, anche se per le colture in serra è più indicato ricorrere alla fecondazione artificiale. Per quanto riguarda il clima, questo frutto necessita di un clima temperato caldo e di un terreno esposto al sole. La terra in cui viene seminato deve essere profonda e ben drenata per evitare ristagni d’acqua. La semina avviene generalmente nei mesi di aprile-maggio e in questo modo: vengono create delle piccole buche in lunghe file distanti un metro l’una dall’altra e vi si lasciano cadere dentro quattro semi. Quando invece si vuole piantare i meloni anticipatamente, si procede nel mese di marzo creando un artificiale terreno piuttosto caldo che viene ricoperto da un tunnel di plastica trasparente. Per quanto riguarda la coltura, non esistono quindi cure particolari, tuttavia occorre non trascurare un’importante operazione: la cimatura. Quando le piantine hanno cinque e sei foglie, si cimano sopra le prime due e di conseguenza anche i rami che si sviluppano dopo questa operazione e dopo la formazione dei piccoli frutti, si cimeranno ancora i rami fruttiferi a due foglie sopra i frutti. Per quanto riguarda la raccolta, questa può essere eseguita tagliando il frutto quando il peduncolo manifesta le prime screpolature: contemporaneamente la scorza prende colore tipico della varietà e il frutto inizia ad emanare il “classico” profumo.

Vitamine e proprietà del melone
 





Il melone è considerato un frutto molto gustoso, mediamente saziante e abbastanza dissetante, grazie all’alto contenuto di acqua. Per questo motivo aiuta anche a prevenire la disidratazione. In tavola viene servito abbinato al prosciutto crudo e rappresenta un ottimo e poco calorico antipasto. Un vasetto di yogurt magro abbinato ad una fetta di melone tagliato a pezzettini è un ottimo spuntino per chi sta osservando una dieta; leggermente lassativo, è rinfrescante ed è inoltre adatto a chi soffre d’anemia essendo ricco di ferro. È anche ricco di vitamine A e C ed è considerato un ottimo ricostituente per chi è carente di questi elementi. La vitamina A, nella forma di betacarotene, previene la formazione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare e delle smagliature. Anche la vitamina B è presente in questo frutto e oltre a tonificare, ricarica dal punto di vista “umorale” e si è anche rivelata ottima nel contrastare la fame nervosa.  Inoltre questa vitamina migliora la capacità visiva e rinforza le ossa e i denti. 
Il melone ha anche proprietà rinfrescanti, diuretiche, depurative e lassative ed è indicato in caso di stipsi e/o emorroidi e di dolori reumatici. La presenza di calcio,fosforomagnesio e potassio rende il melone un ottimo integratore naturale contro il caldo: ne basta una fetta per migliorare e riattivare l’intestino pigro (quando “soffre” eccessivamente le alte temperature) ed ottenere un effetto anti gonfiore. Quindi le sue proprietà antinfiammatorie , diuretiche e fluidificanti per il sangue sono molto efficaci per la rigenerazione delle cellule. Il suo apporto bilanciato di acquafibra rinfresca l’apparato digestivo e migliora la circolazione, eliminando il colesterolo e i trigliceridi in eccesso. Infine la sua polpa viene utilizzata, sotto forma di impasto, per curare ferite e ustioni.


Il melone in cosmesi 

Il melone si è rivelato anche un ottimo alleato di bellezza. In cosmesi viene utilizzato sotto forma di maschera che tonifica la pelle, rendendola morbida e vellutata. Ecco come preparare un’ottima crema per pelli secche: mescolare 1 dl di succo di melone ottenuto con la centrifuga, 1 dl di acqua oligominerale naturale e 1 dl di latte intero. Conservare il tutto in frigo (al massimo per una settimana) e agitare prima dell’uso. Molto utilizzata è anche la lozione rinfrescante “fai da te”, al melone e argilla: sbucciare un melone maturo, frullare la polpa e filtrarla attraverso un fitto colino. Raccogliere il succo in una terrina, aggiungere un cucchiaino di argilla verde e mescolare per un minuto. Lasciate riposare per 5 minuti. Dopo un’eccessiva esposizione al sole, se la pelle brucia particolarmente, immergere un batuffolo di cotone nel liquido e tamponare delicatamente le parti arrossate, ripetendo l’azione fino ad ottenere il sollievo desiderato. Lasciate agire per qualche minuto, quindi risciacquate con acqua tiepida. Il succo del melone ha un effetto rinfrescante ed astringente e attenua gli effetti negativi dell’eccessiva esposizione al sole. L’argilla dal canto suo, ha un effetto antiinfiammatorio, lenitivo e cicatrizzante.
TABELLA CALORICA E NUTRIZIONALE DEL MELONE
ENERGIA (calorie)Parte edibileAcquaCarboidratiGrassiProteine
33 Kcal / 137Kjoule47 %90,1 g7,4 g0,2 g0,8 g

Valori calcolati per 100 gr. di prodotto

Acquisto e conservazione del melone
 





Per conservare bene il melone, tenere presente che la temperatura non dovrebbe mai scendere sotto i 5 °C, altrimenti il frutto potrebbe deteriorarsi. L’ideale sarebbe conservarlo in frigorifero, per 2-3 giorni, separandolo dagli altri altrimenti che potrebbero rimanere “contaminati” dal forte aroma che la polpa emana. Piccoli accorgimenti per non sbagliare quando si acquista un melone: percuotere il frutto con le nocche e accertarsi che non emetta nessun suono; premere i due estremi del melone e accertarsi che non sia troppo duro, ma neanche eccessivamente molle; la buccia deve essere intatta, priva di ammaccature o macchie scure e deve avere un profumo intenso. Tenere anche presente che il melone più gustoso è quello maschio, che ha un punto nero nella parte opposta rispetto al picciolo.


fonte: www.benessere.com