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mercoledì 11 maggio 2016

Tu cosa mangi, calorie o molecole?...

Tu cosa mangi, calorie o molecole?

alimenti e dna

Quanti di voi sanno cosa stanno mangiando?

Ciò che mangiamo è fatto di sole calorie?
Quali sono gli alimenti che ci fanno bene e di cosa sono composti?
Per rispondere a queste domande è giusto partire dal corpo umano.
Il corpo umano possiamo definirlo come un sistema complesso ed aperto, ovvero un sistema costituito da diversi organi che permette l’ingresso di molecole come quelle contenute nel cibo, nei liquidi, nell’aria, negli inquinanti atmosferici presenti nell’ aria che respiriamo e permette l’uscita degli stessi, sia in quanto tali che sotto forma di metaboliti di scarto, energia, etc.
Il cibo è un potente modificatore ormonale, in grado di interagire con gli organi e i tessuti del nostro corpo.
Ecco perché bisogna conoscere il proprio organismo se si vuole stare bene.
Ci si sofferma molto sul contenuto calorico degli alimenti, ma di rado sul contenuto molecolare di questi, ovvero difficilmente ci si domanda: che cosa sto realmente mangiando?
Ad esempio una porzione di pasta, una porzione di formaggio o di un altro alimento possono produrre le stesse calorie, ma contengono molecole diverse; Agiranno allo stesso modo?
La pasta  contiene in prevalenza carboidrati, il formaggio contiene maggiormente proteine e lipidi e non contiene carboidrati, quindi anche il profilo ormonale che stimolerò  sarà diverso se assumo grassi piuttosto che  carboidrati.
Ecco che considerare l’obesità o il sovrappeso come il semplice  risultato di un eccesso “calorico” è riduttivo.
Il controllo del solo introito energetico giornaliero non è sufficiente a dimagrire o stare in forma!
Ricordiamo che dimagrire significa perdere solo massa grassa, un dato che, la sola bilancia alla quale molti fanno riferimento, non ci fornisce.
Le cellule adipose sono sensibili a delle molecole alimentari, le quali sono in grado di attivare i processi  di eliminazione dei trigliceridi, queste molecole vengono definite “modulatori epigenetici”.
I modulatori epigenetici li ritroviamo in maggior parte nei vegetali e nei legumi.
Non a caso le linee guida del World Cancer Research Fund,  raccomandano di assumere cinque porzioni di frutta e verdura al giorno.
La prima cosa che si elimina dalla tavola quando non si ha tempo o anche per pigrizia è la verdura e la frutta;
Le fibre regolano anche i livelli ormonali soprattutto dopo un pasto, magari ricco in zuccheri ed ecco che la sua carenza diviene così una causa dell’obesità!
Precisiamo che questi alimenti, oltre a contenere fibre sono ricche in vitamine, minerali e fitonutrienti che fungono da potenti antiossidanti.
Gli antiossidanti sono sostanze fitochimiche che agiscono a livello dei radicali liberi, molecole  dannose per il nostro organismo, in grado di agire a livello del DNA, causando diverse patologie.
Tra le verdure più ricche in antiossidanti ricordiamo quelle appartenenti alla famiglia delle crucifere (cavoli, broccoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles, etc.) ottime come antitumorali, naturalmente ricche in Indoli che agiscono a livello ormonale regolandolo e bilanciandolo.
Non dimentichiamo poi tutte le verdure “colorate” ricche in carotenoidi,  che contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario, e non solo.
Una famiglia che viene spesso trascurata nell’ alimentazione attuale è quella dell’allium, nella quale si annoverano,  aglio, porro, cipolla, potenti antibatterici e stimolatori del sistema immunitario, che agiscono inoltre nel ridurre gli stati infiammatori.
Ecco che migliorando la propria alimentazione, prestando attenzione al tipo di alimento e non solo al contenuto calorico di questo, assumendo sempre verdura e frutta fresca e di stagione, possiamo rafforzare la capacità di guarigione del nostro organismo, rafforzare il nostro sistema immunitario, sentirci forti, energici ed attivi; ridurre gli stati infiammatori, caratteristici tra l’altro anche dell’obesità.
Come disse Ippocrate da kos  nel 460 a.c. “Lascia che il cibo sia la tua medicina, e la tua medicina sia il tuo cibo”.


domenica 3 gennaio 2016

ALIMENTAZIONE POST FESTE: TÈ, SPEZIE E FRUTTA FRESCA...

ALIMENTAZIONE POST FESTE: TÈ, SPEZIE E FRUTTA FRESCA

alimentazione post feste
Panettone, pandoro, torrone, pranzi e cene abbondanti e “sregolati” sono stati il vostro stile alimentare durante queste feste natalizie appena terminate? Ci vuole un po’ di alimentazione post feste. Ecco qui qualche suggerimento per depurare e disintossicare l’organismo dalle tossine accumulate in questo periodo: una sferzata di energia per cominciare l’anno all’insegna del benessere.

ALIMENTAZIONE POST FESTE: I SÌ E I NO


Acqua: naturale e a temperatura ambiente, berne 2 litri al giorno per reidratare i tessuti e eliminare le scorie.
Tè: sia bianco che verde contribuisce a drenare i liquidi accumulati e a spazzare via le tossine. In più è un potente antiossidante che contrasta i radicali liberi generati da una dieta sregolata.
Frutta e verdura fresca e cruda: una macedonia a colazione (senza zucchero), così come un centrifugato (ad esempio spinaci baby/cetriolo/mela, sedano/arancia/pera, melograno/carota/ananas) a metà mattina o a metà pomeriggio è il modo ideale per disintossicare colon e fegato.
NO
Zuccheri e farine raffinati: banditi pane, pasta e zucchero bianco. Per una azione disintossicante ancora più incisiva consumare con moderazione anche le alternative integrali.
Latte e derivati: eccezione fatta per lo yogurt (bianco naturale con fermenti lattici vivi), evitare latte, burro e formaggi aiuta a sgonfiare la pancia disinfiammando il tratto gastrointestinale.
Alcolici e bibite gassate e/o zuccherate: il fegato, già provato dal surplus di lavoro durante le feste, ci ringrazierà.

ALIMENTAZIONE POST FESTE: UN AIUTO DALLE SPEZIE

Curcuma, timo e cannella sono un trio perfetto per depurare il fegato, favorire la digestione e ripristinare la corretta funzionalità dell’intero apparato gastrointestinale. Come usarli? Ottimo è il pinzimonio di curcuma e olio EVO per condire le crudité di verdure. Il timo è perfetto da utilizzare come esaltatore di sapidità al posto del sale su pesce e carni bianche. Infine una spruzzata di cannella in polvere su una fetta di pane di segale spalmata di miele è una sana e buona alternativa al pandoro avanzato…

giovedì 1 ottobre 2015

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DEI CACHI

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DEI CACHI





La Terra dei Cachi, in realtà, è l'Asia. IlDiospyros Kaki è un albero da frutto antichissimo, della famiglia delle Ebenacee, tra i primi ad essere coltivati dall'uomo, che ha probabilmente avuto origine in Cina, e poi si è diffuso in Estremo Oriente, dalla Corea al Giappone, dove è conosciuto anche come Loto del Giappone (per quanto questo nome dovrebbe essere limitato alla varietà del Diospyros Lotus).
Nel paese del Sol Levante questa bellissima pianta è chiamata anche Albero della Pace, poiché alcuni esemplari riuscirono a sopravvivere alla bomba atomica sganciata su Nagasaki nel 1945. Tra gli altri nomi usati per indicarlo, ci sono anche Mela d'Oriente e Albero delle Sette Virtù, in Asia, e Cibo degli Dei, in occidente. La pianta, che può superare i 15 metri di altezza, è stata diffusa in Europa e in America a metà del diciannovesimo secolo; in Italia l'albero è arrivato a fine '800 e la coltivazione intensiva è iniziata nei primi anni del '900. In italiano il frutto è detto cachi o kaki (più raramente caco al singolare), con tutte le possibili varianti dialettali: nel napoletano ad esempio è conosciuto come legnasanta. In Italia l'albero di kaki è coltivato soprattutto in Campania, Romagna, Veneto e Sicilia; le varietà più diffuse sono Loto di Romagna, Vaniglia della Campania, Fuyu, Kawabata, Suruga; una delle più note, anche all'estero, tanto che viene largamente esportato, è la varietà siciliana di Misilmeri. In genere la bacca si raccoglie tra ottobre e novembre; si presenta di un colore arancione acceso, da cui la denominazione dell’omonimo colore, e la varietà di kaki più diffusa è contraddistinta da una polpa molto cremosa, mentre la variante vaniglia è più compatta.

In cucina

Il frutto andrebbe mangiato o usato nelle varie ricette solo una volta che sia perfettamente maturato: se acerbo dà il classico gusto "allappato", dovuto alla grande quantità di tannino. Se invece si sceglie di essiccarlo, si deve utilizzare un frutto non ancora maturo, che può essere essiccato al sole o negli essiccatoi dopo che è stato sbucciato, denocciolato e tagliato a spicchi. Comunque anche per uso domestico può essere comprato ancora non perfettamente maturo, poiché raggiunge la maturazione velocemente: un piccolo trucco per accelerare questo processo è quello di sistemare il frutto vicino a delle mele.
Data la dolcezza del frutto maturo, in cucina è destinato ad essere un ottimo dessert, già in purezza. Se si desidera presentarlo in una preparazione più complessa, la confettura di kaki è estremamente semplice da realizzare, e il tocco magistrale consiste nell’ aggiungere un po' di Grand Marnier. Occorre fare attenzione alla varietà di kaki che si sceglie di utilizzare, poiché se il tipico sapore è lo stesso, la consistenza tra kaki e kaki vaniglia è diversissima: il kaki ha una polpa cremosa che può essere estratta direttamente con un cucchiaino, mentre il kaki vaniglia ha una polpa soda e va tagliato a fette.
Data la consistenza gelatinosa del kaki, è perfetto anche per preparazioni come i budini, in cui può essere accompagnato da altri frutti, magari con connotazione più acida come fragole o frutti di bosco, per riequilibrare l'eccessiva dolcezza.
In Giappone il kaki viene utilizzato per la realizzazione di bevande alcoliche, comprese derminate varietà di sakè.

Proprietà salutari 
Dato l'alto contenuto di zuccheri è sconsigliato a chi è obeso o soffre di diabete; ma si tratta praticamente dell'unica controindicazione, perché per il resto il kaki è un frutto ricco di vitamina C, betacarotene e di minerali come il potassio, e ha proprietà benefiche che spaziano dagli effetti lassativi (se il frutto è maturo; se è acerbo, al contrario, può risultare astringente) e diuretici, alla capacità di proteggere e depurare il fegato.
Gli effetti regolatori sull'intestino sono i più conosciuti, ma i kaki in realtà sono i frutti perfetti anche per i bambini, gli sportivi, gli astenici, poiché hanno straordinarie capacità energizzanti, dovute principalmente agli zuccheri che contengono. Anche in questo caso è bene distinguere fra kaki maturi e acerbi: così come i kaki maturi aiutano in caso di stipsi, mentre quelli acerbi sono astringenti, per quanto riguarda la presenza di zuccheri, nei kaki acerbi è molto più limitata, e il sapore "allappante" è dovuto al tannino, che durante la maturazione si riduce. Se l'astenia è dovuta a problemi connessi con la funzionalità epatica, il kaki è un’ottima soluzione; contro la stipsi il frutto maturo è consigliato a colazione, privato di semi e buccia. Gli effetti diuretici sono dovuti all'alta percentuale contenuta di potassio, quelli lassativi sono anche conseguenza della discreta quantità di fibre



FONTE: www.benessere.com

mercoledì 16 settembre 2015

Dieta per rinforzare i capelli...

Dieta per rinforzare i capelli


Gli alimenti per rinforzare i capelli

Quanto è utile la dieta contro la caduta e perdita dei capelli? Tantissimo, i nostri capelli resistono a moltissimi danni, dai trattamenti chimici, ai coloranti, dalla lisciatura, alla permanente, così come ai prodotti per lo styling, e a tante altre cose da non meravigliarsi se essi si presentino secchi e fragili. Ma ci sono molti modi per riparare alcuni dei danni che causiamo ogni giorno, grazie alla giusta scelta degli alimenti da assumere nella dieta.
Si può essere sorpresi nell’apprendere che i nostri capelli sono un sottoprodotto delle proteine prodotte dal nostro corpo dai tipi di alimenti che mangiamo. Si può anche essere sorpresi nell’apprendere che i cibi, in realtà, promuovono la crescita di capelli forti e sani.

Idratare i capelli con acqua

Una delle chiavi per avere capelli forti e sani è quella di assicurarsi di bere abbastanza acqua e la regola generale è quella di garantire di bere almeno otto bicchieri al giorno. L'acqua lava via le tossine dal corpo e previene la formazione di scorie che, in tale modo, non rimangono intrappolate all’interno dei capelli. I capelli adeguatamente idratati sono in grado di diventare forti e sani. Bere molta acqua non solo aiuta nella crescita dei capelli, ma aiuta anche a migliorare la carnagione e a mantenere sani tutti gli organi del corpo.

Aggiungere spezie alla dieta

Ci sono molte spezie che sono considerate utili per la salute dei capelli: curcuma, pepe nero e cumino sono tutte le spezie che aiutano nella crescita di capelli sani e forti. Una dieta per capelli forti dovrebbe includere spezie saltate in olio di oliva con verdure tritate e un contorno di verdure a foglia verde.

Proteine magre per capelli forti

Vi sono maggiori probabilità di avere capelli forti e sani se si mangiano cibi ricchi di proteine magre come carne magra, pesce e pollo. Altri alimenti ricchi di proteine, come le uova e i prodotti a base di soia, sono considerati alimenti per avere capelli forti e sani. Cercare di includere una porzione di carne magra nella dieta ogni giorno è utile a garantire più forza nei capelli.

Alimenti da cui stare alla larga per non danneggiare i capelli

Ci sono alimenti che sono effettivamente dannosi per la salute, e sono quelli pieni di grassi saturi coma anche sale e zucchero, che non forniscono alcun nutriente che possa permettere la crescita di capelli forti e sani. Una dieta ricca di vitamine e sostanze nutritive consente al corpo di produrre un rifornimento costante di nuovi capelli, più forti.

Applicare il cibo direttamente sui capelli

Ci sono alcuni alimenti sani che possono essere applicati direttamente sui capelli come un trattamento di bellezza naturale ed efficace. Uno di questi alimenti è l’avocado. L'avocado è un alimento sano da consumare, ma è anche un ottimo cibo da applicare sui capelli. Basta mangiare la metà di un avocado e ridurre in poltiglia l'altra, da applicare sui capelli. Lasciare in posa per un massimo di un'ora e poi sciacquare con acqua tiepida.

3 modi efficaci per rinforzare capelli

Nutrire i follicoli - Proteine per capelli:  pelle, unghie, muscoli, occhi, organi ed i capelli sono tutti fatti di proteine e sono essenziali per la riparazione e per la ricostruzione dei tessuti. Per avere capelli forti, bisogna assicurarsi di includere nella dieta proteine di alta qualità come uova, latticini a basso contenuto di grassi, pollame, pesce, carne, cereali integrali e fagioli.
Gli alimenti più efficaci per i capelli sani e forti: il consumo di frutta, verdura, legumi e cereali integrali fornirà al corpo le vitamine e i minerali essenziali per rafforzare i capelli. Un altro minerale importante da includere è il ferro che si trova nella frutta secca, nella carne biologica e di manzo, nei fagioli, nelle alghe, e nei legumi. Gli alimenti consigliati sono: noci, sesamo, semi di girasole, alghe, semi di zucca, barbabietole, bietole, funghi, more, mirtilli, lamponi, more, mele, pere, pesche, fagioli, agnello e pollo biologici. Meglio limitare: i cibi fritti, i coloranti artificiali e gli additivi, la farina bianca, gli zuccheri aggiunti e bevande analcoliche.
Vitalità con le vitamine - Oltre a una dieta nutrizionalmente bilanciata, alcune vitamine sono essenziali per il mantenimento di un cuoio capelluto sano e forte. Bisognerà innanzitutto parlare con il proprio medico per decidere la quantità di cibo appropriata.
Incrementare la vitamina B: la perdita dei capelli può essere dovuta ad una carenza di B12, un nutriente essenziale che si trova nella carne, nel manzo, nel pollame e nelle uova. Se non si consumano regolarmente questi alimenti, si può provare un integratore giornaliero. Un'altra vitamina che dà forza ai capelli e alle unghie è la biotina che si trova nel fegato e nel tuorlo d'uovo. Per rafforzare i capelli, si può provare ad integrare 3 mg di biotina al giorno. Le uova crude contengono una glicoproteina denominata "avidina" che impedisce l'assorbimento di biotina, se le uova non sono cotte bene. Per un assorbimento ottimale, bisogna assicurarsi di cuocere le uova fino a quando sono ben sode.
Acidi grassi: gli acidi grassi essenziali EPA e DHA sono necessari per la salute di cuore, cervello e cuoio capelluto. Una carenza di questi acidi può lasciare i capelli senza vita, fragili e opachi.
Rafforzare con lo zinco: un modo per ottenere l'assunzione di zinco è attraverso un supplemento giornaliero di 80 mg al giorno. Alcuni studi indicano che lo zinco può influenzare i livelli di androgeni che sono gli ormoni associati alla perdita genetica dei capelli.
Olio di enotera: l'olio di enotera contiene un acido grasso omega-6 presente negli oli vegetali. Lavora molto bene in sinergia con gli acidi grassi omega-3 per assicurare una crescita migliore e per rinforzare i capelli. L’assunzione di 300 mg al giorno può aiutare a prevenire danni ai capelli e ai follicoli.
Un suggerimento in più: per nutrire i follicoli piliferi e per promuovere una crescita sana dei capelli, si può provare ad utilizzare una miscela di erbe tradizionali cinesi che nutrono i follicoli dei capelli e favoriscono la crescita sana di capelli più forti.
Curare i capelli - Per avere capelli sani e forti è necessario mantenere una corretta circolazione del cuoio capelluto. E' meglio evitare l'esercizio eccessivo e faticoso che possa contribuire ad esaurire l'energia vitale. Una riduzione dello stress, qualche massaggio rilassante e un po’ di meditazione possono contribuire ad acquisire la tranquillità necessaria a promuovere la circolazione del sangue.
Rilassate il vostro cuoio capelluto: è possibile provare una tecnica conosciuta soprattutto nei Paesi Orientali, due volte al giorno, per promuovere la circolazione del cuoio capelluto. Iniziare stando comodamente seduti su una sedia, o con le gambe incrociate, su un cuscino morbido. Con la punta di ogni dito (pollice compreso) picchiettare delicatamente tutta la testa, stimolando il cuoio capelluto, per circa 1 minuto. Iniziare con molta delicatezza e quindi aumentare gradualmente l’intensità. Si può anche provare a massaggiare il cuoio capelluto con entrambe le mani per 2-3 minuti.
Scelte naturali: evitare shampoo sintetici, balsami, maschere e spray che possano mettere a dura prova la forza, la resistenza e la salute dei capelli. I colpi di sole, la colorazione, e le messe in piega frequenti possono contribuire alla perdita, alla fragilità e alla secchezza dei capelli.
Cura dei capelli: dopo aver lavato i capelli, lasciare asciugare naturalmente prima dell’acconciatura abituale. Pettinare i capelli quando sono bagnati può causarne la rottura.
Altri suggerimenti: evitare acconciature tropo elaborate o eccessivamente strette, come le trecce o le code di cavallo. Una torsione compulsiva, uno sfregamento, e un’eccessiva forzatura dei capelli possono creare più stress per il cuoio capelluto. Scegliere sempre una pettinatura che riduca al minimo i danni ai capelli e le possibili calvizie.

La dieta è il miglior rimedio per rinforzare i capelli quando cadono

Una buona dieta, contenente tutte le sostanze più efficaci per rafforzare i capelli e renderli sani, associata a pochi ma importanti accorgimenti da praticare tutti i giorni, permettono di avere capelli splendidi e forti, prevenendone la fragilità, la rottura, e, spesso, anche la perdita.

fonte : inerboristeria.com

martedì 15 settembre 2015

Alimenti sani e quelli da evitare...

Alimenti sani


Chi ha detto che gli alimenti sani e genuini da inserire nella dieta non possono essere anche buoni e gustosi? Esistono  diverse diete che possono portare alla perdita di peso con successo, se seguite in modo corretto in base a come esse sono state programmate, ma, questo non significa che ogni cibo che si inserisce in un programma di dieta sia un alimento ritenuto “sano”: sarà quindi necessario cambiare le abitudini alimentari per ottenere il massimo da un regime naturale improntato sul benessere dell’individuo.

Una cosa molto importante da fare è non preoccuparsi di seguire una dieta solo “perché va di moda”, bensì, invece, imparare quali alimenti sono quelli giusti per ciascuno di noi.

Quali sono gli alimenti sani da mangiare?


Più un alimento è vicino al suo stato naturale, meglio è per tutti. Frutta fresca e bacche commestibili di ogni tipo sono in grado di soddisfare ogni desiderio per i dolci. Gli ortaggi interi sono ricchi di vitamine e minerali, e sarà molto curioso “mangiare colorato, in verde, arancio e giallo”. La cottura a vapore permette di mantenere inalterato il valore nutrizionale di un alimento a cui non bisogna aggiungere salse che contengono un elevato contenuto di calorie e grassi poco salutari.
Qualsiasi tipo di pasta o prodotti da forno dovrebbero essere composti da cereali integrali. Bisogna evitare spuntini dolci e anche pasticcini. Una mela è un ottimo alimento, una torta di mele lo è molto meno.
Prediligere le carni magre e non dimenticare mai il pesce! Gli acidi grassi omega-3 del pesce dell’oceano sono spesso carenti nella dieta di tutti i giorni, e sarà quindi di vitale importanza mangiare pesce per due o tre volte alla settimana. Pesce al forno e pollo sono alimenti più sani di altri alimenti fritti e le carni magre come il bisonte o il cervo possono essere più sane di quelle come la carne grassa di manzo.
Pasti a base di carni elaborate, hot dogs, pancetta, salsicce, contengono moltissimi grassi saturi e nitrati. Se non si riesce proprio a fare a meno di questi alimenti, prediligere le versioni più sane, vendute nei negozi di alimenti naturali.
Ricordarsi sempre di mangiare un’ampia varietà di alimenti per ottenere tutte le vitamine e i minerali necessari per il benessere psico-fisico.
Acqua naturale, latte e succhi di frutta con il 100 % di polpa sono eccellenti sostituti alle bevande zuccherate. Limitare le bevande analcoliche. Se l’acqua da sola non  è molto gradita, è possibile aggiungere una fetta di limone o lime per conferire un tocco di sapore. Per i bambini, si può fare una miscela di succo di frutta e acqua lievemente gassata.

Gli alimenti non sani

  1. alimenti troppo elaborati e fritti
  2. bibite zuccherate
  3. carni elaborate insieme ad altri alimenti (es.: polpette)
  4. patatine fritte e patate arrosto
  5. pane bianco e pasta raffinata
  6. la maggior parte dei ravioli confezionati e similari
  7. cereali per la colazione elaborati con zuccheri, grassi e additivi aggiunti
  8. pollo congelato fritto, bastoncini di pesce e pop corn

Alimenti sani

  1. verdure verde e dai colori vivaci
  2. verdure a foglia verde scuro e lattuga
  3. Frutta fresca e bacche
  4. tacchino e pollo senza pelle
  5. frutta a guscio, frutta secca
  6. pane e pasta integrali
  7. oli da cucina, come olio di colza e olio di oliva
  8. carne di bisonte alimentato con erbe
  9. pesce d'oceano
  10. latte o bevande di soia a basso contenuto di grassi
  11. semi e legumi

Valutare lo stile di vita


Una volta che si è capito quali cibi sono adatti per ciascuno di noi, bisognerà modificare le proprie abitudini alimentari, cominciando da spunti di riflessione che possono farci capire il motivo per il quale scegliamo di assumere determinati alimenti.
Ecco alcune domande possibili:
  1. Mangi perché sei annoiato, triste o felice?
  2. Fai spuntini davanti alla tv senza nemmeno badare particolarmente a quello che mangi?
  3. Le maggior parte dei vostri pasti consumati a casa o nei ristoranti?
  4. Quante volte mangi ai fast food?
  5. Ti piace cucinare?
  6. Quanto spesso ti fermi in un negozio di alimentari?
  7. Salti la colazione o il pranzo, per poi mangiare troppo durante la giornata?
  8. Quanto sono grandi le porzioni che consumi?
  9. Senti il bisogno di dolci?
  10. Ci sono alimenti di cui non puoi fare a meno?

Alimenti sani per spuntini


Tenere a portata di mano spuntini sani come frutta e verdure croccanti (es.: sedano e carote. Se si sente assolutamente la necessità di mangiare del cioccolato, un pezzettino è consentito, purchè non si mangi dell’altro. Se non si vuole rinunciare a sgranocchiare mentre si guardano i programmi preferiti, prediligere gli alimenti a basso contenuto calorico, perché è molto facile mangiare troppo quando si è distratti dalla partita di calcio o dal film che si sta guardando. Prediligere verdure croccanti verdure crude al posto delle  patatine fritte.

Alimenti sani quando si mangia fuori


E 'difficile mantenere una buona salute se si mangia fuori tutti i giorni. Le insalatone non sono mai così attraenti come un cheeseburger bello unto e delle patatine fritte! I ristoranti spesso servono enormi porzioni di cibo, molto più del necessario. Se non si riesce a mantenere ferma la volontà di prediligere le verdure, si può cercare di arrivare ad un compromesso:  scegliere un antipasto che si ama, combinandolo  con un insalata o una tazza di zuppa, ed evitando gli antipasti più ricchi ed elaborati. È anche possibile condividere un pasto o portarne la metà a casa. Si può morire per il dessert? Ovviamente no. Basta ordinarne uno di piccole  dimensioni, o magari anche solo una pallina di gelato, piuttosto che una più grande ... Perché non provare un piatto dolce composto da di frutti di bosco conditi con noci e un pizzico di panna montata? Meglio anche essere cauti con i drink dopo cena e preferire un bicchiere di vino al pasto. Se si mangia spesso ai fast food, è meglio non abbondare con porzioni o dimensioni, e scegliere sempre luoghi che offrono gli ingredienti più freschi.

Mangiare alimenti sani a casa


Se odiate per cucinare, tutto ciò che avete che di fresco avete comprato può solo marcire nel vostro frigorifero. Una buona idea sarebbe quella di preparare delle porzioni maggiori e poi suddividerle in tante piccole, ponendole nel surgelatore e scongelandole al bisogno: si guadagnerà tempo e i cibi freschi non avranno il tempo di marcire, poiché già cucinati.  Al supermercato, purtroppo, fare la spesa può essere spesso molto noioso. Sarà quindi consigliabile decidere preventivamente il tempo necessario per fare la spesa, facendo una lista dei cibi da acquistare. Meglio non andare a fare shopping quando si ha fame, e, se si dovesse cedere e quindi entrare nel negozio, è preferibile stare lontani dalle corsie alimentari. Acquistare sempre prodotti freschi e scegliere carni magre e pesce, stare lontani da salumi, formaggi, pasti in scatola, ed evitare di fermarsi di fronte agli snack. Meglio ancora, prediligere negozi di prodotti biologici, per quanto possibile. Se non si ha la possibilità di scegliere, meglio optare per “il minore dei mali” ed acquistare frutta e verdura surgelate, in quanto possono mantenere più a lungo gran parte dei loro nutrienti e non presentano quasi mai aggiunta di sodio.

Non saltare i pasti


Se si salta la colazione, è possibile che si perda energia a metà mattina. Piuttosto che saltare la prima colazione completamente, si consiglia di dividerla in due parti: mangiare una piccola colazione molto presto, al mattino, come un uovo, una piccola porzione di farina d'avena, o una fetta di pane integrale. A metà mattina mangiare un piccolo spuntino, come uvetta e 10 – 12 mandorle. Questa colazione divisa è una soluzione molto migliore rispetto a quella di cercare un bar dove abbuffarsi di caffè e caramelle.

Domare la golosità


Dobbiamo imparare tutti a frenare il desiderio per i dolci con la frutta e a stare lontani da snack dolci e pasticcini. Questi alimenti contengono moltissime di calorie e vi possono essere aggiunti dei grassi malsani. Se la frutta non sembra essere abbastanza dolce, si può aggiungere una piccola spolverata di zucchero. Evitare bibite zuccherate e prediligere tisane o acqua ghiacciata con e una fetta di limone o lime.


lunedì 7 settembre 2015

Mela verde: proprietà curative...

Mela verde: proprietà curative



Rispetto alla mela rossa, la mela verde ha ulteriori vantaggi e dunque è di maggiore aiuto in una dieta perché sazia maggiormente, ha meno calorie e soprattutto ha diverse proprietà curative: vediamo quali sono nel dettaglio.
Innanzitutto la mela verde è molto sana e ha un alto potere saziante, che dà allo stomaco un senso di soddisfazione e aiuta a non mangiare troppo; peraltro è ideale dopo un’abbuffata dato che contribuisce a facilitare la digestione, grazie agli enzimi che possiede. Uno dei suoi principali vantaggi è relativo all’alto contenuto di fibre che ha, cosa che si traduce in una significativa riduzione di eventuali problemi al colon e del colesterolo cattivo che circola nel corpo, ma anche e soprattutto in un intestino più regolare.
Le mele verdi riducono anche i problemi al fegato, aiutano a prevenire eventuali disfunzioni all’apparato digerente, la diarrea e la costipazione, ma anche alcune forme di cancro e danni al DNA, grazie ai flavonoidi e polifenoli che contiene, ovvero degli utilissimi antiossidanti; danno energia perché contengono anche carboidrati e sono ottimi per chi conduce uno stile di vita sano e attivo.
Le proprietà curative delle mele verdi non sono finite qui: tra gli altri benefici vi è infatti la loro capacità di ridurre la pressione arteriosa, di stabilizzare lo zucchero nel sangue, di aiutare nel trattamento dei reumatismi, di ridurre la probabilità di sviluppare malattie della pelle e di purificare il sangue, perché contengono molti minerali. Hanno un effetto sbiancante sui denti per via dell’alto tasso di vitamina A, B e C incluso in ogni mela.
Le mele verdi andrebbero dunque incluse in una qualunque dieta alimentare perché hanno dei nutrienti essenziali e contribuiscono anche al raggiungimento del tanto desiderato peso forma: hanno infatti un contenuto calorico molto basso, per cui una mela verde di medie dimensioni può fornire circa 70 kcal, mentre per quanto riguarda le fibre ne ha all’incirca 4 grammi. In questo caso attenzione a mangiare anche la buccia (dopo aver lavato accuratamente il frutto), perché le fibre sono contenute in gran parte proprio lì.


fonte : www.greenstyle.it

sabato 5 settembre 2015

CURARSI CON FRUTTA E VERDURA...

CURARSI CON FRUTTA E VERDURA







Frutta e verdura dovrebbero essere una componente costante nella nostra alimentazione. Anche la moderna scienza dietetica infatti raccomanda di inserire regolarmente verdura nei due pasti principali e frutta almeno in tre occasioni giornaliere. Che questi cibi siano le fonti privilegiate di vitamine e minerali è cosa risaputa. 
Ma oltre a garantirci un apporto adeguato di questi nutrienti, le numerose specie di vegetali che compaiono sulla nostra tavola possono aiutarci anche in qualità di veri rimedi terapeutici, ognuno con le sue peculiarità. 
Prendiamo in considerazione alcuni esempi.






Se soffrite di dolori reumatici 
Potete trarre giovamento dalle ciliegie: possono essere infuse nella grappa (se ne beve un sorso tutti i giorni), oppure centrifugate intere con i piccioli. Ma anche la fragola, la prugna e il ribes sono dei buoni rimedi. Il ribes nero in particolare è efficace anche nel trattamento della gotta per la sua azione antiuricemica e può essere usato anche sotto forma di tintura madre. Una discreta azione antireumatica è propria anche dell'uva. Fra le verdure, in tema di dolori articolari, la più indicata è il sedano, specialmente come centrifugato da solo o con il pomodoro. In caso di articolazioni infiammate, un rimedio topico molto noto è costituito dalle foglie di verza o dalla cipolla bollite e usate come impacco.
Se dovete curare la tosse 
Poniamo il caso che dobbiate curare una tosse secca e stizzosa: una ricetta semplice e gradevole potrebbe essere una macedonia ben zuccherata con anguria, fragola, pera e melone. Può funzionare anche una insalata di kiwi e cetriolo (quest'ultima dotata anche di proprietà lassative) o del succo di crescione. Se invece la tosse è accompagnata da catarro abbondante, si può ricorrere ad un centrifugato di rapa bianca o di ravanello, con poco miele. In tutti i casi di tosse specialmente se cronica e secca, la pera è sempre indicata.


La carotaCruda e con la sua buccia, la carota è un eccellente rimedio per i disturbi visivi, tratta le anemie, ed ha un'azione disinfiammante sull'intestino e sulla pelle. Associata a sedano o a rapa bianca, è utile nel trattare i disturbi del fegato. Per le sue proprietà antinfiammatorie la troviamo in una ricetta per la cistite, in forma di centrifugato associata ad un'uguale quantità di sedano e di cetriolo.
Le verdure in foglia verdeHanno, in generale, proprietà calmanti. In particolare la lattuga e la valeriana sono utili per chi soffre di insonnia e di irrequietezza. Per l'insonnia è un buon rimedio anche un infuso di sedano e cime di barbabietola.
I frutti di boscoAlcuni frutti di bosco, specialmente bevendone il succo un po' diluito con acqua, sono consigliati come febbrifughi. Fra questi in particolare il lampone ed il ribes rosso. Il succo del mirtillo può essere usato per fare degli sciacqui in caso di stomatite e anche nel mughetto (candidasi del cavo orale). Lo stesso succo o quello della mora del gelso sono utili per trattare le afte buccali e in caso di faringite o mal di gola (gargarismi col succo diluito). 
Il sedanoIn caso di gola molto infiammata, si può ricorrere a sciacqui con centrifugato di sedano. Il sedano infatti è molto efficace come antinfiammatorio e anche come sedativo. Viene usato per trattare l'ipertensione arteriosa (centrifugato), per le caldane della menopausa (centrifugato di sedano e uva). Un decotto di sedano (400 g in 1 litro d'acqua) è un efficace rimedio per le cistiti e per le prostatiti.


Alcuni utilizzi per medicazioni o applicazioni locali.
  • La lattuga fresca, schiacciata sino a ottenere una poltiglia viene usata per disinfiammare ascessi, foruncoli e anche nella terapia dell'acne.
  • Per calmare una dermatite o come impacco su un'ustione non grave possiamo applicare una fetta di patata cruda.
  • La fecola di patate dà buoni risultati nel trattamento di piaghe agli arti inferiori e apporta beneficio alla pelle screpolata.
Frutta e verdura quindi non solo rallegrano la nostra tavola, ma sono anche preziosi alleati nella cura della nostra salute. Non dobbiamo certo aspettarci effetti immediati e miracolosi dai rimedi citati, ma l'uso regolare e costante ottiene dei risultati degni di nota.




fonte :www.benessere.com

venerdì 7 agosto 2015

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DELLA PESCA...

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DELLA PESCA



Fiori rosa, fiori di pesco: i delicati fiorellini che ricoprono completamente i rami degli alberi di pesco sono una delle prime meraviglie che la stagione primaverile regala. Seguiti, nel giro di poche settimane, da quello che invece è uno dei frutti estivi per eccellenza, la pesca. Pesca gialla, bianca, noce, tabacchiera: le varietà sono tante, dalla buccia liscia a quella più vellutata, dalla tipica forma tondeggiante a quella schiacciata, dalla gialla polpa succosa a quella più bianca e dura. E sono tanti anche gli impieghi, poiché le pesche possono essere consumate fresche, in confettura, sciroppate, possono dare origine a dessert straordinari e anche a succhi e liquori.

L’albero di pesco (Prunus Persica) ha una storia antica e affascinante. Originario della Cina, ha influenzato la cultura e l’arte di tutti i luoghi dove è stato progressivamente importato; dallo stesso paese d’origine, in cui rappresentava l’immortalità, all’Egitto, alla Persia, a tutti i paesi del Mediterraneo; è arrivato fin negli Stati Uniti, che attualmente sono i maggiori produttori mondiali di pesche. Ad oggi ne esistono moltissime varietà; rispetto al frutto, la principale suddivisione è tra cultivar da consumo fresco, a polpa gialla polpa bianca;nettarinepesche da industria o percoche. L’albero in genere non supera gli otto metri di altezza; la caratteristica per cui è più noto e riconoscibile è la spettacolare fioritura, per cui i rami si riempiono di fiori ancora prima che di foglie. 


Tra le varietà di pesca gialla, dalla polpa succosa e la buccia vellutata, più diffuse, leRedhaven, le Royal Glory, leSpringbelle. Quelle bianche hanno una polpa di colore più chiaro e di consistenza meno succosa, come Springtime Iris Rosso; la pescanocenocepescanettarina, ha la buccia liscia, non vellutata; una delle varietà più note è la siciliana Sbergia. È siciliana anche la pesca diBivona o montagnola; calabrese la Merendella. La pescatabacchiera saturnina è la più facilmente riconoscibile, perché ha una inconfondibile forma schiacciata; celebre la varietà dell’Etna. A seconda della varietà, il frutto può maturare dalla fine di maggio, fino a settembre. 

Le pesche in cucina 
Le pesche hanno un notevole utilizzo in cucina, sia in tavola, sia nei dessert, sia per le preparazioni industriali. Quando si acquistano pesche fresche, di qualsiasi varietà, devono essere scelte in base al profumo, alla mancanza di ammaccature, grinze e parti molli al tatto. Se si scelgono pesche acerbe è necessario farle maturare a temperatura ambiente; quelle mature vanno conservate in frigorifero dove si mantengono per pochi giorni. Possono essere consumate fresche, in macedonia, ma possono anche essere cotte, in tal caso si sposano benissimo, ad esempio, con gli amaretti, e sono un classico della cucina regionale piemontese
Sono ingredienti di sciroppi, conserve, gelati, marmellate, e moltissimi dessert. Se tra le preparazioni industriali più diffuse ci sono i succhi di frutta alla pesca e le pesche sciroppate, tra i dolci uno dei più noti è la pesca melba. La storia di questo dessert è affascinante, poiché coniuga musica e cucina: il creatore della pesca melba è Escoffier, uno dei più celebri chef di tutti i tempi, che rivoluzionò l’arte dell’alta cucina e della ristorazione. La sua fonte d’ispirazione fu il soprano australiano Nellie Melba, a cui dedicò questa ricetta, che vanta ormai più di un secolo di tradizione. Le pesche vengono cotte in sciroppo di zucchero, tagliate, sistemate in una coppa su gelato alla vaniglia, ricoperte di purea di lamponi. Viene considerato un dolce inglese, poiché probabilmente Escoffier lo servì per la prima volta a Londra, ma viene eseguito nelle cucine ormai di tutto il mondo. Alcune varianti prevedono l’aggiunta di panna montata e mandorle. 



Proprietà salutari 
La medicina tradizionale, sia quella cinese sia quella antica occidentale, ha sempre riconosciuto molte proprietà alle pesche, che fossero depurative, digestive, vermifughe o addirittura utili per la circolazione o contro il mal di testa. Quel che è certo è che sono ricche di acqua e fibre, poco caloriche, prive di grassi: le pesche sono frutti indicati nelle diete ipocaloriche, sia per i valori nutrizionali sia per la capacità di saziare. Posseggono inoltre proprietà antiossidanti, blandamente lassative grazie alla pectina, ma soprattutto diuretiche. Attenzione al nocciolo, che è tossico
  
Valori nutrizionali 
Per ogni cento grammi, una pesca contiene all’incirca quasi 89 grammi d’acqua, un grammo circa di fibre, quasi dieci grammi di zucchero, per un totale di circa 30 kcal. I minerali più presenti sono potassio (190 mg), fosforo (20 mg), e poi, in quantità più ridotte, magnesio e calcio. La vitamina C è la più presente; in quantità ridotte sono presenti anche vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e vitamina A. Questi valori si riferiscono al frutto fresco; i valori di pesche trattate, in confettura, sciroppate etcetera sono del tutto differenti. 




fonte: www.benessere.com

venerdì 31 luglio 2015

Prugne secche, alleate dell'equilibrio alimentare...

Prugne secche, alleate dell'equilibrio alimentare

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Al di là della sua immagine di rimedio della nonna per i disturbi del transito intestinale, la prugna secca è un'alleata per la salute delle donne, in particolare per mantenere la linea. Si sposa perfettamente con le esigenze della vita quotidiana ed è l'alimento ideale delle moderne amazzoni, come spuntino e durante i pasti. Scopriamo insieme la proprietà di questo frutto unico.

Le sue proprietà nutrizionali sono innegabili e, contrariamente a quanto si pensa comunemente, la prugna secca non fa ingrassare. Per questo motivo é consigliata a tutte le donne, soprattutto in determinate situazioni.  

Le proprietà benefiche della prugna secca

"Le virtù terapeutiche della prugna secca sono note da tempo: il medico greco Ippocrate (460-377 a.C.) lo cita tra i suoi preparati medicinali" . La vitamina E e il beta-carotene in essa contenute apportano un concentrato di vitamine e antiossidanti superiore a qualunque altro frutto, in grado di proteggere gli acidi grassi e le membrane cellulari dall'attacco dei radicali liberi e di contrastare quindi l'invecchiamento, la perdita di elasticità della pelle e le rughe. 
Il potassio contenuto nelle prugne secche, inoltre, conferisce loro un effetto diuretico e disintossicante; esse contengono anche un altro elemento indispensabile per la donna: il boro, che ha un ruolo importante nel processo di ossificazione partecipando attivamente, insieme al calcio e alla vitamina D, al mantenimento delle riserve ossee e alla conservazione della massa ossea. La prugna secca contiene anche del magnesio, necessario per la contrazione muscolare e per la conduzione degli impulsi nervosi.
Un altro punto di forza? L'elevato contenuto di ferro (2,1 mg per 100 g di polpa), utile soprattutto per la donna incinta, che spesso ne è carente.  

La prugna secca come alleata della linea

Nonostante il suo sapore zuccherato, la prugna è un frutto poco calorico, non contiene lipidi e il 93% dell'energia che apporta è di origine glucidica. La sua particolarità rispetto agli altri frutti è rappresentata dalla composizione dei suoi glucidi: glucosio, fruttosio e un poliolo molto raro, il sorbitolo.
La combinazione di questi tre glucidi mette a disposizione del cervello un'energia rapidamente disponibile e a graduale assimilazione ,quindi le prugne mangiate alla fine della colazione riducono la voglia di fuori-pasto prima di pranzo. Uno studio condotto dal Professor Gérard Slama nel 2007 ha evidenziato che la prugna ha un indice glicemico (IG) basso e che quindi appartiene alla categoria della frutta secca raccomandata e raccomandabile. 
Le prugne secche sono inoltre ricche di fibre: 100 g corrispondono al 63% della dose giornaliera raccomandata (RDA). Le sue fibre sono ugualmente distribuite tra quelle solubili e quelle insolubili, favorendo così la regolazione del transito intestinale in tutta dolcezza e dando un prolungato senso di sazietà. Una donna adulta può mangiare 4-5 prugne secche al giorno, inserendole nella sua quota calorica, come dessert o spuntino.

Un frutto per tutte le donne

Oltre alle sue proprietà nutrizionali, la prugna secca presenta il vantaggio di offrire un'alternativa gustosa e di variare il menù. Inoltre le donne che spesso combattono lo stress con il cioccolato possono invece scegliere le prugne secche, ricche di magnesio. 
I professionisti della salute le consigliano soprattutto: 
  • Alle donne incinte o che vogliono diventare mamme: esse hanno un fabbisogno elevato di acido folico (vitamina B) e calcio. Mangiare quotidianamente delle prugne secche contribuisce ad apportare acido folico e favorisce la costruzione di "riserve". La prugna rappresenta inoltre una riserva di calcio.
  • Alle sportive: in caso di sforzi fisici prolungati è necessario rifornire l'organismo di carburante, ma non bisogna ingerire il primo carboidrato che capita, ma un glucide a indice glicemico medio o basso. La perdita di liquidi deve essere compensata con acqua, e anche quella di sali minerali deve essere riequilibrata. La prugna secca è l'ideale, perché rappresenta uno snack energetico di ottima qualità grazie alla capacità di alzare in misura ridotta la glicemia e grazie alla ricchezza di sali minerali, che aiuta a compensare le perdite di questi elementi.
  • Alle donne in menopausain questo periodo si verifica un aumento della massa grassa a discapito di quella magra, mentre gli esami del sangue evidenziano spesso un livello di colesterolo troppo alto e una glicemia a digiuno al disotto del normale. In questo caso le fibre della prugna secca e la presenza di sorbitolo aiutano a regolare la glicemia e a ridurre l'assorbimento del colesterolo, mentre i suoi antiossidanti contribuiscono a prevenire l'invecchiamento cellulare. L'elevata quantità di boro, inoltre, ha un'azione benefica sulla solidità della massa ossea e migliora le funzioni cognitive.

giovedì 2 luglio 2015

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DELL’ALBICOCCA

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DELL’ALBICOCCA



Frutto (detto drupo) estivo per eccellenza, l'albicocca nasce dall’albero dell’albicocco,Prunus Armeniaca, famiglia delle Rosacee, genere Prunus. È quindi imparentato con altri frutti simbolo dell’estate come pesche e ciliegie, e la pianta condivide con gli alberi dello stesso genere alcune caratteristiche tipiche, come la delicatezza dei colori e l’abbondanza dei fiori, che ricoprono i rami in primavera prima ancora delle foglie. L’albicocco è originario dell’Asia e dovrebbe avere almeno quattromila anni di storia; a diffonderlo nell’area mediterranea sono stati prima i Romani e poi gli arabi. La pianta è piuttosto resistente anche ai climi freddi, ma poiché fiorisce presto viene coltivata in zone temperate per evitare che il freddo rovini i frutti. A seconda delle varietà, le albicocche si raccolgono tra fine maggio, come la Pindos, e agosto. La maggior parte delle cultivar dà frutti verso giugno e luglio, come l’Amabile Vecchioni e la Valleggina, tipica della Liguria; dalla varietà Luizet, coltivata in Svizzera, si ricava un noto distillato del Canton Vallese.
L’albicocca, di forma tendenzialmente ovale, ha un diametro variabile tra circa quattro e circa sei centimetri; presenta una buccia vellutata, di colore dorato che in alcune varietà tende al rosso, e ha un seme singolo. È un frutto ricco di minerali e vitamine A e C; l’apporto calorico è basso.
le albicocche in cucina 



Succhi di frutta, marmellate, gelatine; frutti freschi ed essiccati; sciroppati e congelati. In macedonia, nei biscotti, nelle crostate, nella torta Sacher, nei liquori, come lo svizzero Abricotine. A colazione, come frullato, a pranzo, insieme alla carne, a fine pasto, come sorbetto. Per chi ama le albicocche, non c’è rischio di annoiarsi; inoltre, grazie ai vari trattamenti a cui sono sottoposte, possono essere consumate, sebbene non fresche, per tutto l’anno. 
I prodotti industriali a base di albicocca sono reperibili in ogni supermercato e spaziano, come detto, dai succhi di frutta alla marmellata, ai frutti sciroppati o disidratati. Se si è in estate, e quindi si ha la possibilità di comprare la frutta fresca, è bene scegliere albicocche già mature, che possono essere conservate in frigorifero ma vanno smaltite entro pochi giorni. La buccia è edibile ma va lavata con attenzione; il seme va eliminato. 
La particolare dolcezza di questo frutto ne fa un dessert perfetto, soprattutto considerando che, nonostante il sapore, l’albicocca non contiene un’eccessiva quantità di zuccheri e l’apporto calorico è contenuto. Per chi è amante degli accostamenti particolari come carne e frutta, l’albicocca può accompagnare carni bianche; del resto questo frutto è tra quelli utilizzati per realizzare la mostarda di Cremona. 
Per chi preferisce accostamenti più classici, l’albicocca è un ingrediente ideale per torte, crostate e dolci di ogni tipo, che sia fresca, in marmellata, sciroppata o in gelatina; si sposa a perfezione con il cioccolato, come nel caso della già menzionata Sacher; ma anche con gli amaretti, i formaggi, lo yogurt e con molti altri ingredienti. Fermo restando che anche una semplice albicocca, degustata in purezza, senza aver subito nessun trattamento e senza necessità di essere accompagnata o di accompagnare nulla, è uno dei doni più piacevoli dell’estate. 

Proprietà salutari 


L’albicocca è un frutto ricco di vitamine, soprattutto carotenoidi, vitamina A e C. L’alta presenza di minerali come potassiofosforosodioferro e calcio ne fa un valido supporto in casi di anemia, spossatezza, convalescenza; soprattutto il potassio aiuta anche nell’attività fisica, durante i mesi estivi. L’albicocca può essere blandamente lassativa a causa del sorbitolo; è comunque ricca di acqua e fibre, quindi a priori è un aiuto per la regolarità intestinale. Occorre ricordare che le vitamine A e C hanno, tra le varie proprietà, anche una funzione antiossidante, quindi contrastano l’azione dei radicali liberi e proteggono l’organismo. 
Le albicocche non fresche, quindi cotte e sciroppate, candite, disidratate, trattate in altri modi, ovviamente perdono molti dei loro principi salutari, poiché la cottura danneggia soprattutto la vitamina C; le altre sostanze risulteranno in alcuni casi più concentrate, come per le albicocche disidratate; ma attenzione alla quantità di zuccheri, che ovviamente aumenta con alcuni trattamenti, come per le albicocche sciroppate. 
I semi, come anche quelli delle pesche, contengono tracce di acido cianidrico, qindi sono potenzialmente tossici, per quanto la medicina tradizionale orientale ne riconosca anche dei principi benefici. 
  

Valori nutrizionali
 
Un etto di albicocche fresche è composto per circa l’86 per cento d’acqua, e per circa il 6,5 per cento di zuccheri. Le proteine rappresentano lo 0,4 per cento del peso totale, e le fibre l’1,5 per cento; i grassi non superano lo 0,1 per cento. Le calorie corrispondenti a un etto di prodotto fresco nella sua parte edibile sono circa 28. Tra i minerali il più presente è il potassio, 320 mg per etto, seguito da calcio, fosforo, sodio e ferro. Le vitamine contenute sono la A, in particolare abbondanza, e la C. Tra le altre sostanze, tiamina, riboflavina e niacina. 



fonte : www.benessere.com