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venerdì 8 gennaio 2016

Fichi: Proprietà e Benefici...

Fichi: Proprietà e Benefici

Fico

I Fichi (Ficus carica), tanto freschi, quanto secchi, rappresentano un’importante fonte naturale di energia, non contengono grassi, colesterolo e ne Sodio, ma abbondano di tanta fibra solubile. Il Fico è un ottimo amico del cuore grazie all’elevato contenuto di Polifenoli (Antiossidanti Naturali).


I Fichi, per le loro proprietà nutritive, sono un alimento sano ed è possibile integrarli nella dieta di bambini, anziani, donne incinte ed atleti, per il loro ottimo contributo di energia e per l’elevato contenuto di fibre, molto efficaci nei disturbi intestinali. Tuttavia, i Fichi sono un alimento sconsigliato per chi soffre di Diabete e per le persone obese, rispettivamente per la notevole presenza di zuccheri e per l’elevato apporto calorico.
Alta è anche la concentrazione di Polifenoli, sostanze antiossidanti che combattono i rischi di malattie cardiovascolari e tumorali.
Inoltre, i Fichi contengono una fibra vegetale chiamata Lignina molto efficace per contrastare disturbi intestinali o stipsi cronica.
Minerali
Buono il quantitativo di Calcio, minerale essenziale nella formazione delle ossa, aumenta la densità ossea e ne facilita il corretto sviluppo.
I Fichi sono ricchi di Ferro, utile nelle persone con Anemia o per problemi di crampi. In modeste quantità, i fichi contengono: PotassioMagnesio e Fosforo.

Vitamine:
Vitamine A, B1, B2, B3 e C sono particolarmente presenti nei Fichi.
Calorie: I Fichi Freschi forniscono solo 65 calorie per 100 grammi. Al contrario, i Fichi Secchi, ricchi di Zucchero, arrivano a fornire 280 calorie per 100 grammi.
Fichi Freschi: I Fichi freschi sono composti dall’ 80% di acqua e il 12% di zuccheri. Il contenuto di grassi e proteine è minimo mentre è ricco di acqua, minerali e fibre.
Fichi Secchi: I Fichi Secchi hanno un valore nutritivo molto elevato. Con la perdita d’acqua il fico secco si arricchisce di Zuccheri (glucosio, saccarosio e fruttosio) e Vitamina C.

giovedì 3 settembre 2015

I fagioli rossi e le loro proprietà...

fagioli rossi sono piccoli e di colore rosso. Vengono chiamati anche “soia rossa”, ma la denominazione è errata perché non hanno in comune nulla con la soia, se non la loro appartenenza alla famiglia delle leguminose. Il loro sapore è dolce, simile a quello delle castagne e delle patate dolci.  In Italia sono poco conosciuti ma il loro consumo è in crescita grazie all’ interesse comune verso la cucina macrobiotica. Scopriamoli meglio.
Fagioli rossi












Proprietà  nutrizionali  dei fagioli rossi
I fagioli rossi sono preziosi alleati per la salute dell’organismo. Contengono minerali ed oligoelementi come potassio, zinco, molibdeno e ferro.
Sono ricchi di vitamine del gruppo B (tra cui acido folico), fibre e proteine. Questi fagioli sono facilmente digeribili, poveri di grassi e contengono isoflavoni, sostanze in grado di mantenere in buona salute il nostro sistema immunitario, il cervello e le ossa.
I fagioli rossi, grazie alla presenza del ferro, si rivelano preziosi per chi soffre di anemia e per tutte le persone che, per qualche motivo, ne sono potenzialmente in carenza, come ad esempio i vegetariani e i vegani.
Questi fagioli, inoltre, aiutano la formazione di enzimi utili al fegato e hanno proprietà depurative e diuretiche che facilitano i processi renali.

Come i fagioli rossi, anche i fagioli neri sono ricchi di ferro: scopri tutte le proprietà
















Come si usano i fagioli rossi

I fagioli rossi sono disponibili in barattoli e secchi. Quelli in scatola sono più convenienti, ma possono avere sale e zucchero aggiunti. Se si sceglie di utilizzare i fagioli in scatola, sciacquare bene sotto l’acqua fredda prima di usarli per rimuovere il sale e lo zucchero. Se si sceglie di acquistare i fagioli nella loro forma secca, invece, il processo di cottura sarà più lungo. Lasciare in ammollo durante la notte. Sciacquare e mettere in una pentola di acqua fredda e cuocere a fuoco lento. Quindi aggiungere alle vostre ricette i fagioli rossi.
Una ricetta tipo è la seguente: 
Mettere a bagno i fagioli azuki per almeno 6 ore, in acqua fresca. Sciacquare bene. In una pentola, possibilmente di terra cotta, procedete alla cottura degli azuki, coprendoli d'acqua di almeno 3 dita. Non aggiungiamo né sale né nient'altro. Lasciamo cuocere i fagioli azuki per 60 minuti. Il brodo in eccesso lo si può mettere da parte e berlo così, sarà molto nutriente e pieno di vitamine e sali minerali.
A questo punto, con il brodo ed i fagioli azuki rimasti in pentola, procediamo al condimento. Uniamo del sale integrale e riaccendiamo la pentola per qualche minuto, mescolando, per farlo sciogliere bene. Il risultato che otterrete, saranno degli azuki pronti per essere gustati così da soli o con dei crostini di pane.
Come tutti i legumi, se associati ad un piatto di cereali integrali e verdure, possono essere una buona fonte di nutrimento e costituire una dieta sana, come ci insegna la macrobiotica. I fagioli azuki vengono anche usati per i dolci, in quanto il loro gusto ricorda lievemente quello delle castagne.


fonte : www.cure-naturali.it

venerdì 31 luglio 2015

Prugne secche, alleate dell'equilibrio alimentare...

Prugne secche, alleate dell'equilibrio alimentare

Risultati immagini per prugne secche
Al di là della sua immagine di rimedio della nonna per i disturbi del transito intestinale, la prugna secca è un'alleata per la salute delle donne, in particolare per mantenere la linea. Si sposa perfettamente con le esigenze della vita quotidiana ed è l'alimento ideale delle moderne amazzoni, come spuntino e durante i pasti. Scopriamo insieme la proprietà di questo frutto unico.

Le sue proprietà nutrizionali sono innegabili e, contrariamente a quanto si pensa comunemente, la prugna secca non fa ingrassare. Per questo motivo é consigliata a tutte le donne, soprattutto in determinate situazioni.  

Le proprietà benefiche della prugna secca

"Le virtù terapeutiche della prugna secca sono note da tempo: il medico greco Ippocrate (460-377 a.C.) lo cita tra i suoi preparati medicinali" . La vitamina E e il beta-carotene in essa contenute apportano un concentrato di vitamine e antiossidanti superiore a qualunque altro frutto, in grado di proteggere gli acidi grassi e le membrane cellulari dall'attacco dei radicali liberi e di contrastare quindi l'invecchiamento, la perdita di elasticità della pelle e le rughe. 
Il potassio contenuto nelle prugne secche, inoltre, conferisce loro un effetto diuretico e disintossicante; esse contengono anche un altro elemento indispensabile per la donna: il boro, che ha un ruolo importante nel processo di ossificazione partecipando attivamente, insieme al calcio e alla vitamina D, al mantenimento delle riserve ossee e alla conservazione della massa ossea. La prugna secca contiene anche del magnesio, necessario per la contrazione muscolare e per la conduzione degli impulsi nervosi.
Un altro punto di forza? L'elevato contenuto di ferro (2,1 mg per 100 g di polpa), utile soprattutto per la donna incinta, che spesso ne è carente.  

La prugna secca come alleata della linea

Nonostante il suo sapore zuccherato, la prugna è un frutto poco calorico, non contiene lipidi e il 93% dell'energia che apporta è di origine glucidica. La sua particolarità rispetto agli altri frutti è rappresentata dalla composizione dei suoi glucidi: glucosio, fruttosio e un poliolo molto raro, il sorbitolo.
La combinazione di questi tre glucidi mette a disposizione del cervello un'energia rapidamente disponibile e a graduale assimilazione ,quindi le prugne mangiate alla fine della colazione riducono la voglia di fuori-pasto prima di pranzo. Uno studio condotto dal Professor Gérard Slama nel 2007 ha evidenziato che la prugna ha un indice glicemico (IG) basso e che quindi appartiene alla categoria della frutta secca raccomandata e raccomandabile. 
Le prugne secche sono inoltre ricche di fibre: 100 g corrispondono al 63% della dose giornaliera raccomandata (RDA). Le sue fibre sono ugualmente distribuite tra quelle solubili e quelle insolubili, favorendo così la regolazione del transito intestinale in tutta dolcezza e dando un prolungato senso di sazietà. Una donna adulta può mangiare 4-5 prugne secche al giorno, inserendole nella sua quota calorica, come dessert o spuntino.

Un frutto per tutte le donne

Oltre alle sue proprietà nutrizionali, la prugna secca presenta il vantaggio di offrire un'alternativa gustosa e di variare il menù. Inoltre le donne che spesso combattono lo stress con il cioccolato possono invece scegliere le prugne secche, ricche di magnesio. 
I professionisti della salute le consigliano soprattutto: 
  • Alle donne incinte o che vogliono diventare mamme: esse hanno un fabbisogno elevato di acido folico (vitamina B) e calcio. Mangiare quotidianamente delle prugne secche contribuisce ad apportare acido folico e favorisce la costruzione di "riserve". La prugna rappresenta inoltre una riserva di calcio.
  • Alle sportive: in caso di sforzi fisici prolungati è necessario rifornire l'organismo di carburante, ma non bisogna ingerire il primo carboidrato che capita, ma un glucide a indice glicemico medio o basso. La perdita di liquidi deve essere compensata con acqua, e anche quella di sali minerali deve essere riequilibrata. La prugna secca è l'ideale, perché rappresenta uno snack energetico di ottima qualità grazie alla capacità di alzare in misura ridotta la glicemia e grazie alla ricchezza di sali minerali, che aiuta a compensare le perdite di questi elementi.
  • Alle donne in menopausain questo periodo si verifica un aumento della massa grassa a discapito di quella magra, mentre gli esami del sangue evidenziano spesso un livello di colesterolo troppo alto e una glicemia a digiuno al disotto del normale. In questo caso le fibre della prugna secca e la presenza di sorbitolo aiutano a regolare la glicemia e a ridurre l'assorbimento del colesterolo, mentre i suoi antiossidanti contribuiscono a prevenire l'invecchiamento cellulare. L'elevata quantità di boro, inoltre, ha un'azione benefica sulla solidità della massa ossea e migliora le funzioni cognitive.

martedì 7 luglio 2015

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DEI PISTACCHI...

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DEI PISTACCHI


Un cibo da aperitivo, da sgranocchiare davanti alla tv; ma anche un ingrediente capace di caratterizzare con il suo aroma e la sua consistenza il condimento di una pasta, di dare croccantezza alla panatura di un taglio di carne, di rendere indimenticabili dolci, creme, gelati, granite. E i pistacchi sono ancora più di questo: rappresentano un mondo affascinante, sia dal punto di vista storico, con le loro origini mediorientali e la successiva diffusione in tutto il mondo, sia da quello botanico, prodotti da piante che possono arrivare ai trecento anni d’età, sia da quello delle proprietà alimentari, con la ricchezza dei loro principi nutritivi.

In Italia, pistacchio richiama subito Bronte, comune alle pendici dell’Etna celebre proprio per il suo pistacchio Dop: presidio Slow Food, il cosiddetto oro verde di Bronte è protagonista di ricette che spaziano dal pesto alla siciliana o più specificamente alla brontese per la pasta, ai dolci, ai salumi; a fine estate la cittadina gli dedica una sagra di ambientazione storica, unendo così tradizione, gusto, rievocazione, storia, cultura gastronomica. Il pistacchio di Bronte è riconoscibile per le dimensioni , per il colore, verde smeraldo, e per il gusto, ed è un prodotto molto richiesto anche all’estero, dall’Europa al Giappone.
Il pistacchio, Pistacia Vera, famiglia delle Anacardiaceae, è un albero originario del Medio Oriente, che può superare i dieci metri di altezza e i tre secoli d’età. Attualmente viene coltivato nei paesi mediorientali, in Cina, in California, nei paesi dell’Europa meridionale come Italia, Spagna e Grecia, ma anche in Australia; i principali produttori mondiali sono Iran, Turchia, Stati Uniti e Siria. La coltivazione è a scopo alimentare, poiché il pistacchio ha un’estrema versatilità, che permette di consumarlo sia da solo, sia in composizioni dolci o salate. In genere si trova in commercio essiccato e in guscio, oppure sgusciato e pelato, poiché il cosiddetto pistacchio è il seme della pianta, ed è racchiuso sia da un guscio sia da una pellicola. Appena raccolto, il pistacchio viene liberato dal mallo e viene essiccato, ancora in guscio. Poi a seconda della destinazione che prenderà il prodotto, verrà o no sgusciato e pelato, lasciato intero o reso in granella o in polvere, oppure ulteriormente trattato per farne farine, paste e altri prodotti. 

I pistacchi in cucina
 


Una ciotola di pistacchi da sgusciare insieme a un bicchiere di vino è sempre un piacere da gustare, ma i pistacchi per un gastronomo sono una fonte di idee e ricette notevolissima. Possono accompagnare la pasta come condimento di un pesto, essere usati con le carni, anche quelle particolari come l’agnello, sotto forma di panatura; insaporiscono salumi come la mortadella; e il loro impiego in pasticceria spazia dai gelati alle creme, dai torroni alle torte. 
In commercio il pistacchio intero si trova in guscio, sgusciato o pelato, cioè privato della pellicola che avvolge il seme; è commercializzato anche sotto forma di granella, farina e pasta. 
La Sicilia, unica regione italiana a produrre pistacchi, è particolarmente ricca di ricette che ne esaltano il gusto e ne sanno sfruttare al meglio l’aroma. Si varia dalle salse ai primi, dai risotti alle paste, dalle lasagne agli gnocchi, ai fagottini. Il pesto per condire spaghetti o altri tipi di pasta si realizza con pistacchi di Bronte, basilico, pinoli e mandorle tostate (che possono essere sostituiti dalle noci), olio evo, sale, pepe, parmigiano. I pistacchi accompagnano i secondi di carne e pesce, dall’agnello al maiale al manzo al pollo, dalle alici al pescespada, come panatura, condimento o ripieno. In pasticceria, il pistacchio viene esaltato nelle torte, nei gelati e nelle granite, nei biscotti e nei semifreddi, nelle creme e nei torroni. 
Ma i pistacchi sono presenti anche nella cucina internazionale, soprattutto mediorientale: un esempio classico è il baklava, un dolce che si trova in molti paesi, dalla Turchia al Libano, con alcune varianti, e che di base viene realizzato con fagottini di vari strati sovrapposti di pasta filo o pasta sfoglia, frutta secca, sciroppo di zucchero, miele, burro, limone ed eventuali spezie. 


Proprietà salutari 

Il pistacchio contiene molte calorie, quindi non è indicato per chi deve seguire diete a basso contenuto calorico; come tutta la frutta a guscio, c’è il rischio di allergie; inoltre è sconsigliato a chi ha problemi di diabete e ipertensione
Per il resto, non presenta particolari controindicazioni, e la sua ricchezza di vitamine eminerali ne fa un cibo interessante dal punto di vista delle proprietà. Per quanto per la maggior parte sia composto di grassi, si tratta di grassi monoinsaturi, che aiutano a regolare la quantità di colesterolo nel sangue e quindi ad aiutare la salute del sistema cardiovascolare. Uno studio condotto nel 2008 negli Stati Uniti su tre gruppi di volontari è stato incentrato sull’eventualità che un consumo moderato di pistacchi ogni giorno possa essere in grado di abbassare i livelli di colesterolo totale e soprattutto colesterolo Ldl, responsabile dei danni al sistema cardiovascolare. Il consumo era effettuato sotto costante controllo medico, per bilanciare la quantità di sale e grassi che vengono ingeriti con semi di pistacchio. Iniziative individuali in tal senso, effettuate senza consultare un medico, rischiano di apportare più danni che benefici. 
Le sostanze presenti in questo seme, come isoflavoni, luteina e polifenoli, inoltre hanno proprietà ricostituenti e antiossidanti. 
  
Valori nutrizionali 
Cento grammi di pistacchi equivalgono a più di 600 kcal, derivanti dal 56 per cento circa di grassi, dal 27 per cento circa di carboidrati e dal 18 per cento circa di proteine. I pistacchi contengono molta vitamina A, vitamine B1B2, B3 e B6, vitamina C ed E. Rilevante la presenza, tra i minerali, di potassiofosforo,magnesiocalcio e, in minore quantità, ferro e rame.




fonte: www.benessere.com

giovedì 2 luglio 2015

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DELL’ALBICOCCA

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DELL’ALBICOCCA



Frutto (detto drupo) estivo per eccellenza, l'albicocca nasce dall’albero dell’albicocco,Prunus Armeniaca, famiglia delle Rosacee, genere Prunus. È quindi imparentato con altri frutti simbolo dell’estate come pesche e ciliegie, e la pianta condivide con gli alberi dello stesso genere alcune caratteristiche tipiche, come la delicatezza dei colori e l’abbondanza dei fiori, che ricoprono i rami in primavera prima ancora delle foglie. L’albicocco è originario dell’Asia e dovrebbe avere almeno quattromila anni di storia; a diffonderlo nell’area mediterranea sono stati prima i Romani e poi gli arabi. La pianta è piuttosto resistente anche ai climi freddi, ma poiché fiorisce presto viene coltivata in zone temperate per evitare che il freddo rovini i frutti. A seconda delle varietà, le albicocche si raccolgono tra fine maggio, come la Pindos, e agosto. La maggior parte delle cultivar dà frutti verso giugno e luglio, come l’Amabile Vecchioni e la Valleggina, tipica della Liguria; dalla varietà Luizet, coltivata in Svizzera, si ricava un noto distillato del Canton Vallese.
L’albicocca, di forma tendenzialmente ovale, ha un diametro variabile tra circa quattro e circa sei centimetri; presenta una buccia vellutata, di colore dorato che in alcune varietà tende al rosso, e ha un seme singolo. È un frutto ricco di minerali e vitamine A e C; l’apporto calorico è basso.
le albicocche in cucina 



Succhi di frutta, marmellate, gelatine; frutti freschi ed essiccati; sciroppati e congelati. In macedonia, nei biscotti, nelle crostate, nella torta Sacher, nei liquori, come lo svizzero Abricotine. A colazione, come frullato, a pranzo, insieme alla carne, a fine pasto, come sorbetto. Per chi ama le albicocche, non c’è rischio di annoiarsi; inoltre, grazie ai vari trattamenti a cui sono sottoposte, possono essere consumate, sebbene non fresche, per tutto l’anno. 
I prodotti industriali a base di albicocca sono reperibili in ogni supermercato e spaziano, come detto, dai succhi di frutta alla marmellata, ai frutti sciroppati o disidratati. Se si è in estate, e quindi si ha la possibilità di comprare la frutta fresca, è bene scegliere albicocche già mature, che possono essere conservate in frigorifero ma vanno smaltite entro pochi giorni. La buccia è edibile ma va lavata con attenzione; il seme va eliminato. 
La particolare dolcezza di questo frutto ne fa un dessert perfetto, soprattutto considerando che, nonostante il sapore, l’albicocca non contiene un’eccessiva quantità di zuccheri e l’apporto calorico è contenuto. Per chi è amante degli accostamenti particolari come carne e frutta, l’albicocca può accompagnare carni bianche; del resto questo frutto è tra quelli utilizzati per realizzare la mostarda di Cremona. 
Per chi preferisce accostamenti più classici, l’albicocca è un ingrediente ideale per torte, crostate e dolci di ogni tipo, che sia fresca, in marmellata, sciroppata o in gelatina; si sposa a perfezione con il cioccolato, come nel caso della già menzionata Sacher; ma anche con gli amaretti, i formaggi, lo yogurt e con molti altri ingredienti. Fermo restando che anche una semplice albicocca, degustata in purezza, senza aver subito nessun trattamento e senza necessità di essere accompagnata o di accompagnare nulla, è uno dei doni più piacevoli dell’estate. 

Proprietà salutari 


L’albicocca è un frutto ricco di vitamine, soprattutto carotenoidi, vitamina A e C. L’alta presenza di minerali come potassiofosforosodioferro e calcio ne fa un valido supporto in casi di anemia, spossatezza, convalescenza; soprattutto il potassio aiuta anche nell’attività fisica, durante i mesi estivi. L’albicocca può essere blandamente lassativa a causa del sorbitolo; è comunque ricca di acqua e fibre, quindi a priori è un aiuto per la regolarità intestinale. Occorre ricordare che le vitamine A e C hanno, tra le varie proprietà, anche una funzione antiossidante, quindi contrastano l’azione dei radicali liberi e proteggono l’organismo. 
Le albicocche non fresche, quindi cotte e sciroppate, candite, disidratate, trattate in altri modi, ovviamente perdono molti dei loro principi salutari, poiché la cottura danneggia soprattutto la vitamina C; le altre sostanze risulteranno in alcuni casi più concentrate, come per le albicocche disidratate; ma attenzione alla quantità di zuccheri, che ovviamente aumenta con alcuni trattamenti, come per le albicocche sciroppate. 
I semi, come anche quelli delle pesche, contengono tracce di acido cianidrico, qindi sono potenzialmente tossici, per quanto la medicina tradizionale orientale ne riconosca anche dei principi benefici. 
  

Valori nutrizionali
 
Un etto di albicocche fresche è composto per circa l’86 per cento d’acqua, e per circa il 6,5 per cento di zuccheri. Le proteine rappresentano lo 0,4 per cento del peso totale, e le fibre l’1,5 per cento; i grassi non superano lo 0,1 per cento. Le calorie corrispondenti a un etto di prodotto fresco nella sua parte edibile sono circa 28. Tra i minerali il più presente è il potassio, 320 mg per etto, seguito da calcio, fosforo, sodio e ferro. Le vitamine contenute sono la A, in particolare abbondanza, e la C. Tra le altre sostanze, tiamina, riboflavina e niacina. 



fonte : www.benessere.com

mercoledì 1 luglio 2015

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DELLE ZUCCHINE...

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DELLE ZUCCHINE






















Un piccolo frutto in genere poco appariscente, raccolto quando nemmeno è ancora giunto a maturazione, che per un appassionato di cucina può rivelarsi un tesoro. La zucchina, ortaggio apparentemente modesto, in realtà ha il potenziale per essere una protagonista della tavola. Può essere servita cruda, frittagrigliatacotta al vapore, lessata; offre un fiore apprezzatissimo anche ripieno e in pastella; regala forme che variano da quella cilindrica a quella tonda, perfetta per le ricette che prevedono ripieni, e colori che spaziano dal verde smeraldo al bianco al giallo. Dal punto di vista del benessere, è composta principalmente d’acqua, ha pochissime calorie, offre vitamine A e C e tanto potassio.
La Cucurbita Pepo fa parte della famiglia delle Cucurbitacee, che comprende altri orteggi come cetriolo e zucca e frutti come cocomero e melone; come buona parte degli esemplari di questa famiglia la pianta è annuale con fusto erbaceo strisciante o rampicante, teme il freddo, necessita di clima mite e di una posizione aerata e soleggiata. I fiori sono maschili, e si sviluppano a parte su un tralcio proprio, e femminili, presenti sul frutto. Poiché le zucchine si riproducono per impollinazione naturale, è bene fare attenzione a non raccogliere troppi fiori maschili (quelli usati in cucina) per scopi alimentari.
Distinguendo le varietà a seconda della forma dei frutti, le più diffuse sono le zucchine lunghe, di forma cilindrica. Appartengono a questa categoria diversi cultivar, che possono essere distinti innanzitutto dal colore: le sfumature spaziano dal verde molto scuro o smeraldo, come lo zucchino di Milano, a quello più chiaro, come nel caso della zucchina romanesca, fino a sbiadire come per la zucchina bianca o gialla. La superficie può presentarsi liscia o fortemente scanalata, la forma può essere nettamente cilindrica o tendente al piriforme. Alla categoria delle zucchine tonde appartiene, ad esempio, la Tonda di Firenze; come detto, sono varietà adatte a ricette che prevedono ripieni. Le patisson infine sono di origine francese e hanno una forma molto particolare, lobata, e un gusto più deciso.
Le zucchine in cucina 



Le zucchine sono un frutto primaverile, ma ormai sono presenti in commercio quasi tutto l’anno. Quando si scelgono occorre controllare che siano freschissime, perché le zucchine non hanno una lunga resistenza: devono essere sode, la buccia deve avere un colore brillante e deve essere priva di ammaccature, il fiore non deve presentare segni di appassimento. È bene scegliere zucchine piccole, poiché presentano meno semi. La buccia può essere consumata insieme al frutto, a meno che non presenti peli di una consistenza spinosa; di per sé non sono segno di scarsa qualità dell’ortaggio, tutt’altro, ma possono risultare sgradevoli al palato e quindi vanno eliminati. I fiori che in genere si usano nelle fritture non sono quelli che si trovano all’estremità della zucchina, femminili, ma quelli che si sviluppano lungo un gambo proprio, maschili. Vanno sempre privati del pistillo prima di essere cucinati; in genere vengono fritti in pastella, secondo ricette tradizionali diffuse in varie località, come Roma o Napoli. Possono anche essere in parte riempiti di un ripieno, come mozzarella e filetto di acciuga. 
Le zucchine possono essere consumate crude, ad esempio tagliate a julienne e inserite in un’insalata mista; possono essere tagliate in lungo e grigliate, anche dopo una leggera marinatura; possono essere tagliate a rondelle e fritte, e in questo caso sono un condimento eccellente per la pasta, come gli spaghetti, un ingrediente perfetto per una frittata ma anche un ottimo contorno a sé. Occorre ricordare che le zucchine assorbono molto i condimenti, quindi se ad esempio vengono fritte le naturali doti di leggerezza e alta digeribilità verranno modificate. La cottura che le mantiene più leggere è quella a vapore; possono anche essere lessate. 
Le zucchine tonde o piriformi possono essere scavate e riempite con un ripieno, che può contemplare sia altre verdure sia carne o formaggi; questo ortaggio si sposa benissimo anche con il pesce. Le zucchine possono anche essere utilizzate per una versione alternativa della parmigiana, al posto delle melanzane, e naturalmente possono essere inserite nei minestroni e nelle zuppe, tenendo presente che hanno tempi di cottura molto rapidi. 

Proprietà salutari 

Le zucchine sono composte per circa il 95 per cento d’acqua; per questo sono indicate sia a scopo diuretico sia nelle diete ipocaloriche, poiché presentano pochi zuccheri, pochissimi grassi e poche calorie. Anche l’apporto di proteine vegetali è però estremamente scarso; le fibre sono presenti ma non in grande quantità. 


In linea di massima le zucchine sono molto facilmente digeribili, anche se è necessario tenere presente che sulla digeribilità incide il metodo di cottura scelto, poiché assorbono molto i condimenti. Sono comunque consigliate per chi ha problemi digestivi e tendono anche a regolare problemi intestinali. 
Tra le vitamine, sono presenti la A e la C e alcune vitamine del gruppo B; tra i minerali spicca ilpotassio, ma ci sono anche fosforocalcioferro e manganese
  
Valori nutrizionali 
Cento grammi di zucchine crude contengono quasi il 95 per cento d’acqua, tra 1 e 1,5 grammi di proteine e circa l’equivalente di carboidrati, mentre i grassi si attestano sullo 0,1 circa. Non è presente colesterolo. Le fibre sono poco più dell’1 per cento, per un totale di circa 11 kcal. 
Le zucchine contengono molto potassio; sono presenti vitamina A, C e acido folico




fonte : www.benessere.com

venerdì 17 aprile 2015

Il radicchio , generalità e proprietà nutrizionali...

Il radicchio , generalità e proprietà  nutrizionali

Generalità sul radicchio

Col termine generico "radicchio" si è soliti indicare un alimento di origine vegetale color rosso, verde o variegato, caratterizzato dalla forma a cespo (aperta o chiusa, affusolata o a palla) e da un sapore tipicamente amaro.
Il radicchio è una verdura appartenente al VI e al VII gruppo di alimenti, giacché (con le dovute differenze legate alla varietà) contiene sia vitamina C, sia retinolo equivalenti (pro-vit. A - carotenoidi).
Molte varietà di radicchio, rosse e non, hanno acquisito la certificazione di Indicazione Geografica Protetta (IGP).

Radicchio


Dal punto di vista botanico, il radicchio è classificabile come un GRUPPO di verdure appartenenti alla Famiglia delle Asteraceae, Sottofamiglia Cichorioideae, Genere Cichorium; si tratta dunque di una cicoria. Sarebbe anche opportuno distinguere i radicchi della Specie intybus da quelli ottenuti dall'incrocio tra quest'ultima e la Specie endivia (ad es. radicchio variegato), ma in tal modo saremmo anche tenuti ad elencare tutte le varietà e le classificazioni botaniche di entrambi i filoni. Meglio concentrarci su argomenti pi vicini all'interesse collettivo.

"Radicchio" è quindi un termine semplificativo e volgare che indica varie "insalate amare" e che nulla ha a che vedere con la suddivisione scientifica delle piante in oggetto (poiché, rispettando quest'ultimo criterio, dovrebbero essere chiamate "cicoria"). Proviamo quindi ad elencare i più noti ortaggi che possono acquisire il nome di "radicchio":
  • Radicchio rosso: per radicchio rosso si intende una verdura pigmentata di color rubino o violaceo, appartenente a molte varietà, anche parecchio differenti per forma e provenienza ma tutte appartenenti al Genere Cichorium, Specie intybus. Tra i radicchi rossi più noti ricordiamo:
    • Radicchio rosso di Treviso, precoce e tardivo (forma allungata, con foglie strette e cespo semi-chiuso)
    • Radicchio Rosso di Chioggia (forma sferica e cespo chiuso)
    • Radicchio rosso di Verona (forma allungata, con foglie larghe e cespo chiuso).
  • Radicchio variegato: per radicchio variegato si intende un ortaggio di color verde-giallognolo puntinato in rosso-violaceo avente il cespo aperto; quello più noto e riconosciuto è di Castelfranco. Il radicchio variegato di Castelfranco è ottenuto dall'incrocio tra il rosso di Treviso e l'indivia scarola (anch'essa facente parte delle cicorie).
  • Radicchio verde: "radicchio verde" è un termine ancor più generico rispetto a quello rosso. Esso può essere utilizzato praticamente per tutte le varietà di cicoria verde AMARA (ad esclusione della cicoria catalogna e dell'indivia di Bruxelles, invece distinte per le caratteristiche morfologiche peculiari); le più note sono:
    • Radicchio verde pan di zucchero (forma allungata, con foglie larghe e cespo chiuso)
    • Radicchio verde selvatico o di campo (ce ne sono varietà differenti, alcune con foglia frastagliata, altre con foglia regolare; non formano un fitto cespo e rimangono di dimensioni più contenute).
Molte varietà di radicchio si classificano ulteriormente in precoci e tardive, variabile che ne diversifica il gusto e l'aroma. Quello di Treviso, ad esempio, è diverso anche per la forma stessa delle foglie, che dipende dalla tecnica colturale.

Proprietà nutrizionali del radicchio

Il radicchio è un ortaggio ricco di acquafibrevitamine e sali minerali. Quello verde sembra chimicamente più completo, grazie all'apporto considerevole di ferro, calcio, carotenoidi e vitamina C. Entrambi (nonostante manchi il valore del radicchio verde in tabella) rappresentano un'ottima fonte di potassio. Il radicchio apporta anche sostanze fenoliche (molecole antiossidanti) e fitosteroli (molecole ipocolesterolemizzanti). L'apporto energetico è irrisorio, poiché tutti e tre i macronutrienti energetici sono presenti in quantità non considerevoli. 

Valori nutrizionali (per 100 g di parte edibile)

Composizione nutrizionale del Radicchio rosso e del Radicchio verde - Valori di Riferimento delle Tabelle di Composizione degli Alimenti - INRAN

Radicchio Valori Nutrizionali

Radicchio rossoRadicchio verde
Parte edibile72.0%95.0%
Acqua94.0g88.1g
Proteine1.4g1.9g
Amminoacidi prevalenti--
Amminoacido limitante--
Lipidi TOT0.1g0.5g
Acidi grassi saturi- g- g
Acidi grassi monoinsaturi- g- g
Acidi grassi polinsaturi- g- g
Colesterolo0.0mg0.0mg
Carboidrati TOT1.6g0.5g
Zuccheri complessi0.0g0.0g
Zuccheri solubili1.6g0.5g
Fibra alimentare3.0gtr
Fibra solubile0.59g- g
Fibra insolubile2.37g- g
Energia13.0kcal14.0kcal
Sodio10.0mg- mg
Potassio240.0mg- mg
Ferro0.3mg7.8mg
Calcio36.0mg115.0mg
Fosforo30.0mg45.0mg
Tiamina0.07mg0.06mg
Riboflavina0.05mg0.53mg
Niacina0.30mg0.30mg
Vitamina Atr542.0µg
Vitamina C10.0mg46.0mg
Vitamina E- mg- mg

fonte : www.my-personaltrainer.it

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