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giovedì 3 settembre 2015

I fagioli rossi e le loro proprietà...

fagioli rossi sono piccoli e di colore rosso. Vengono chiamati anche “soia rossa”, ma la denominazione è errata perché non hanno in comune nulla con la soia, se non la loro appartenenza alla famiglia delle leguminose. Il loro sapore è dolce, simile a quello delle castagne e delle patate dolci.  In Italia sono poco conosciuti ma il loro consumo è in crescita grazie all’ interesse comune verso la cucina macrobiotica. Scopriamoli meglio.
Fagioli rossi












Proprietà  nutrizionali  dei fagioli rossi
I fagioli rossi sono preziosi alleati per la salute dell’organismo. Contengono minerali ed oligoelementi come potassio, zinco, molibdeno e ferro.
Sono ricchi di vitamine del gruppo B (tra cui acido folico), fibre e proteine. Questi fagioli sono facilmente digeribili, poveri di grassi e contengono isoflavoni, sostanze in grado di mantenere in buona salute il nostro sistema immunitario, il cervello e le ossa.
I fagioli rossi, grazie alla presenza del ferro, si rivelano preziosi per chi soffre di anemia e per tutte le persone che, per qualche motivo, ne sono potenzialmente in carenza, come ad esempio i vegetariani e i vegani.
Questi fagioli, inoltre, aiutano la formazione di enzimi utili al fegato e hanno proprietà depurative e diuretiche che facilitano i processi renali.

Come i fagioli rossi, anche i fagioli neri sono ricchi di ferro: scopri tutte le proprietà
















Come si usano i fagioli rossi

I fagioli rossi sono disponibili in barattoli e secchi. Quelli in scatola sono più convenienti, ma possono avere sale e zucchero aggiunti. Se si sceglie di utilizzare i fagioli in scatola, sciacquare bene sotto l’acqua fredda prima di usarli per rimuovere il sale e lo zucchero. Se si sceglie di acquistare i fagioli nella loro forma secca, invece, il processo di cottura sarà più lungo. Lasciare in ammollo durante la notte. Sciacquare e mettere in una pentola di acqua fredda e cuocere a fuoco lento. Quindi aggiungere alle vostre ricette i fagioli rossi.
Una ricetta tipo è la seguente: 
Mettere a bagno i fagioli azuki per almeno 6 ore, in acqua fresca. Sciacquare bene. In una pentola, possibilmente di terra cotta, procedete alla cottura degli azuki, coprendoli d'acqua di almeno 3 dita. Non aggiungiamo né sale né nient'altro. Lasciamo cuocere i fagioli azuki per 60 minuti. Il brodo in eccesso lo si può mettere da parte e berlo così, sarà molto nutriente e pieno di vitamine e sali minerali.
A questo punto, con il brodo ed i fagioli azuki rimasti in pentola, procediamo al condimento. Uniamo del sale integrale e riaccendiamo la pentola per qualche minuto, mescolando, per farlo sciogliere bene. Il risultato che otterrete, saranno degli azuki pronti per essere gustati così da soli o con dei crostini di pane.
Come tutti i legumi, se associati ad un piatto di cereali integrali e verdure, possono essere una buona fonte di nutrimento e costituire una dieta sana, come ci insegna la macrobiotica. I fagioli azuki vengono anche usati per i dolci, in quanto il loro gusto ricorda lievemente quello delle castagne.


fonte : www.cure-naturali.it

giovedì 13 agosto 2015

Gli alimenti che disintossicano...

Gli alimenti che disintossicano







Il cibo come medicina, un concetto che nell’antichità trovava i suoi solidi fondamenti, insieme alla medicina erboristica, nella cura di gran parte delle malattie altrimenti non debellabili. L’alimentazione anche come forma di prevenzione e cura, in antitesi alle problematiche causate invece dalla “cattiva” alimentazione, a partire da sovrappeso e obesità, alle malattie cardiovascolari, fino a comuni disturbi come colesterolo alto e stipsi.
Tutti i gruppi alimentari hanno al loro interno dei “campioni” che hanno capacità superiori ad altri nell’attivare un’azione depurativa e disintossicante. Proprio con questi cibi si possono costruire delle strategie per sentirsi in forma e per evitare che piccoli disturbi possano trasformarsi in vere e proprie patologie. Eliminare le tossine stimolando energia naturale dell’organismo e recuperare la funzionalità degli organi del corpo, come fegato, stomaco e intestino, questo è il pregio dei cibi “spazzino”.


DISINTOSSICARE IL FEGATO

Un fegato pigro o intossicato influenza la salute dell’intero organismo, rallentando le funzioni principali come quelle intestinali, influendo negativamente sull’umore, sul peso e sulla salute della pelle e debilitando il sistema immunitario.
In realtà la prima strategia alimentare per depurare il fegato non viene dal cibo ma dall’acqua. Un consumo di grandi quantità d’acqua, dai due ai tre litri al giorno, è l’ideale. In particolare le acque più ricche di sali come magnesio e calcio stimolano la bile e svolgono un’azione “pulente” su questo importantissimo organo, da considerarsi come la sentinella della nostra salute.
Le strategie alimentari in questo caso prevedono di ridurre l’introduzione di calorie nelle ore pomeridiane e serali, per rispettare i naturali processi del fegato. Vanno eliminati i grassi saturi e preferiti i cibi amari, come indivia, cicoria, carciofi, broccoli, dall’azione drenante e stimolante. Importante poi introdurre alimenti contenenti acidi grassi insaturi, come la frutta secca, in particolare quando al fegato “appesantito” si associano sintomi come stitichezza e mancanza di energia. Consigliabile il consumo di frutta dalle proprietà disintossicanti come limoni, fichi, mele e uva.


RIGENERARE LA PELLE

Lo stato della pelle è legato allo stato del metabolismo e soprattutto alla capacità dell’organismo di eliminare le tossine. Un’idratazione ottimale della pelle che arrivi dall’interno del corpo è la base per avere un aspetto gradevole e salutare. Gli alimenti in grado di stimolare il sistema linfatico e le funzioni intestinali per eliminare le tossine, e migliorare di conseguenza l’aspetto della pelle, sono quelli contenenti antiossidanti, provitamina E ed A, potassio, vitamina B6, B9 e C e fibre. Una  carta d’identità che corrisponde ad alcuni tipi di verdure come la scorzonera, il soncino, i porri, la barbabietola. Questo poker di verdure è riconosciuto  come un toccasana interno efficace per idratare la pelle che, oltre all’acqua, ha bisogno anche di nutrimento. I cibi antirughe, ovvero che hanno grandi quantità di vitamina E, rame e selenio, sono in particolare la frutta secca: mandorle, noci, nocciole, pinoli, olive.


DEPURARE L’INTESTINO

Un intestino poco funzionante o interessato a piccole e grandi patologie, come coliti, meteorismo e stitichezza, si manifesta attraverso uno stato di intossicazione e di malessere generale, che può diventare cronico. È fondamentale avere un intestino sano perché solo in questo modo possono essere ben assorbiti gli importanti nutrienti dei cibi, come vitamine, sali minerali e oligoelementi. I cibi utili a purificare questo importante organo sono quelli di facile assorbimento, contenenti sì fibre ma associate a grosse quantità di acqua e vitamine. I cibi amici dell’intestino devono avere inoltre discrete quantità di magnesio e zinco, oligoelementi che favoriscono sia la motilità del tratto superiore dell’intestino, sia la vitalità della flora batterica benefica in grado di contrastare sgradite fermentazioni.
Utili sono mele, pere, uva, ben masticate o anche sotto forma di centrifugati o frullati. Ma anche zucca, zucchine e cuori di palma. Yogurt o  latte  sono utili per “spazzare via” dall’intestino le tossine e contrastare la stitichezza. Nella quantità di almeno 250 grammi al giorno, lontano dai pasti, sono entrambi efficaci nelle intossicazioni intestinali provocate da abuso di lassativi e nelle stitichezze croniche accompagnate da difficoltà digestive e sonnolenza post prandiale.


I “DEPURATORI” IN DISPENSA

•    Mela: proprietà
Disintossicante: particolarmente ricca di acido malico, acido tartarico, magnesio, zinco, niacina e vitamina C, tutte sostanze che favoriscono i processi di depurazione. Utile quando si ha qualche chilo di troppo con problemi di ritenzione idrica. Per la ricchezza di oligoelementi, la mela è consigliata nei processi depurativi delle persone che soffrono di astenia. Tra le tante varietà di mele, la Stayman e le Granny Smith, sono quelle dotate di maggiori proprietà depurative.
Anticolesterolo: per chi ha colesterolo alto, grazie alla presenza di pectina di cui questo frutto è molto ricco, è un alimento utile per abbassare i valori e proteggere le arterie.
Stimola le funzioni epatiche: chi ha difficoltà digestive dovrebbe preferire le varietà Renetta e Royal Gala per la loro facile digeribilità.
Combatte la fragilità capillare: le Delicius rosse, mangiate con la buccia, sono diuretiche e utili per le persone con problemi circolatori e fragilità capillare.
Consumo: la mela è ideale a colazione o a merenda da mangiare come semplice frutto, in macedonie di frutta fresca o anche a pezzi con fiocchi d’avena e latte vaccino o “vegetale” (riso, avena, soia) come colazione corroborante. A pasto è consigliata in insalata, con rucola, valeriana o grattugiata insieme alle carote e condita con un buon olio extravergine d’oliva, poco sale e succo di limone.
•    Limone: proprietà
Contrasta acido urico e colesterolo: acido citrico, vitamina C e P, citrato di calcio e di   potassio sono il mix di sostanze che aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo e ad eliminare le tossine.
Digestivo: aiuta a eliminare le tossine nell’organismo derivanti dal consumo di cibi grassi, alcol e alimenti eccessivamente proteici. Gli effetti sono molteplici: favorisce i processi digestivi e contribuisce a rivitalizzare la pelle che risente di una cattiva alimentazione.
Antiossidante: può essere un alleato formidabile negli anziani poiché le sostanze in esso contenute contrastano la formazione di radicali liberi responsabili dei processi di invecchiamento. Utile anche per coloro che sono costretti a un elevato consumo di farmaci per l’azione disinfettante protettiva e disintossicante, che svolge questo frutto sull’apparato gastrointestinale.
Preventivo antinfluenzale: il notevole contenuto di vitamina C lo rende un alimento ideale da consumare a livello preventivo a partire da settembre, contro le sindromi influenzali e tutte le affezioni tipiche dei mesi invernali.
Consumo: una semplice ed efficace cura del limone può essere fatta consumando il succo di un limone diluito con poca acqua naturale calda, tutte le mattine a digiuno, per un’intera stagione. Se si hanno problemi di fegato, la medicina ayurvedica consiglia, dopo aver bevuto il succo, di coricarsi sul fianco destro, dalla parte del fegato, per 15 minuti.
•    Germogli: proprietà
Vitaminici: i germogli, di qualunque tipo, sono un cibo detossinante e allo stesso tempo energetico con un modestissimo apporto calorico. Si possono considerare una vera e propria bomba vitaminica. In particolare sono presenti le vitamine A facilmente assimilabili dall’organismo.
Ricostituenti: sono benefici per le donne in gravidanza, le persone convalescenti, e chi soffre di lievi forme depressive, per il loro elevato potere corroborante e stimolante.
Consumo: meglio consumarli crudi in insalata.
•    Ceci: proprietà
Antidepressivi: ricchi di triptofano e arginina, aminoacidi strettamente legati alla produzione di serotonina, agiscono sul tono dell’umore e aiutano a ritrovare energia.
Controllo del colesterolo: energetici e più ricchi di acidi grassi, rispetto agli altri legumi, sono utili per contrastare l’eccesso di colesterolo nel sangue e i trigliceridi.
Consumo: per un’azione rinforzante e depurativa è consigliabile consumarli tre volte alla settimana. Vanno bene sia secchi, cotti in quanto i livelli di aminoacidi e restano alti anche con l’essiccazione e la cottura in tutti i legumi e in     particolare nei ceci. In insalata o come ingrediente di pasta, riso, zuppe, minestre e passati.
•    Avena: proprietà
Stimola il metabolismo: è il cereale più ricco in acido oleico e ha un’elevata percentuale di acido linoleico, uno tra gli acidi grassi essenziali più importanti dal punto di vista nutrizionale. Ricca di proteine (10-16% della sua composizione), contiene anche molta lisina, un composto organico dalle alte capacità depurative e potente attivatore del metabolismo. È indicato a chi ha il sistema immunitario debilitato e tende ad ammalarsi facilmente per la facilità di assorbimento dei minerali e delle vitamine contenute, in particolare l’acido pantotenico e la tiamina che stimolano il metabolismo e accelerano i processi depurativi.
Regolatore intestinale: un altro componente prezioso è l’avenina, che favorisce le soluzioni intestinali e stimola la funzionalità epatica.
Adatta ai diabetici: è un alimento indicato anche a chi soffre di diabete. I prodotti da forno a base di questo cereale, tipo pane, cracker e biscotti, danno energia ma non alterano il livello glicemico.
Consumo: i fiocchi d’avena possono essere consumati a colazione nel latte. Ideale anche per preparare morbide creme con aggiunta di latte o brodo vegetale ma anche per minestre e minestroni a come ingrediente per ripieni.




fonte :www.cucina-naturale.it

mercoledì 6 maggio 2015

Vitamina B3, o niacina, o vitamina PP: ecco le sue principali attività e le fonti alimentari...

Vitamina B3 (niacina o vitamina PP)


fonte : saperesalute.it

Risultati immagini per vitamina b3

Che cos’è

La vitamina B3, solubile in acqua, è nota anche con il nome di niacina o vitamina PP per la sua azione contro la pellagra ("pellagra preventive factor"), una malattia un tempo molto diffusa causata dalla sua carenza.
È tra i componenti di due coenzimi (NAD e NADP) fondamentali nelle reazioni di ossidoriduzione che avvengono nel nostro metabolismo. La vitamina B3 è essenziale per il regolare funzionamento del sistema nervoso.

Fonti alimentari

Le maggiori fonti naturali di vitamina B3 sono le arachidi, la carne bianca (specie il tacchino), il vitello, il fegato di manzo, il salmone, il tonno, il pesce spada e il lievito di birra. È una delle vitamine più stabili: non teme infatti l'ossigeno, il calore e la luce.

Attività

La vitamina B3 è necessaria per la respirazione cellulare, aiuta nella liberazione di energia e il metabolismo dei carboidrati, grassi e proteine, una buona circolazione e la salute della pelle, il funzionamento del sistema nervoso, e la normale secrezione di fluidi biliari e dello stomaco.
Potenzia la memoria e sembra essere anche efficace nel trattamento di ansia. La niacina è anche efficace nel migliorare la circolazione e ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.

Carenza

Numerosi i sintomi che possono indicare una carenza di vitamina B3, dalla perdita del tono muscolare alla cattiva digestione ai disturbi cutanei.
Anche problemi alle gengive e alla lingua, insieme con mal di testa ricorrente, nausea e irritabilità possono essere associati a un insufficiente apporto di vitamina B3.
La carenza grave di vitamina B3 (oggi molto rara nei paesi occidentali) provoca la pellagra, una malattia caratterizzata da lesioni all'apparato digerente (uno dei sintomi è la diarrea), lesioni alla cute e al sistema nervoso centrale.

Sovradosaggio

Ad alte dosi, può risultare tossica. I principali effetti collaterali che si possono verificare sono quelli vasodilatatori con comparsa di ipotensione e vampate, eritema, prurito, dolore epigastrico, nausea, mal di testa e diarrea.
Si sono anche avuti casi di alterazione delle transaminasi ed epatotossicità.

lunedì 9 marzo 2015

Fruttosio,proprietà e assorbimento...


  • Risultati immagini per fruttosio
Il fruttosio (o levulosio) è un monosaccaride, che ha la stessa formula molecolare del glucosio (C6H12O6) ma diversa struttura chimica. Anche le sue proprietà nutrizionali, da tempo oggetto di numerosi studi e ricerche, sono differenti.
Come tutti i carboidrati anche il fruttosio apporta all'incirca 4 Kcal per grammo (3,75 per la precisione).


Fruttosio negli alimenti

Il fruttosio è presente nella frutta (a cui deve il nome), nel miele e nei vegetali. L'uva matura, le banane ed i pomodori sono solo alcuni degli alimenti a più alto contenuto di questo zucchero:

ALIMENTOGlucosio totale
(g/kg di alimento)
Fruttosio totale
(g/kg di alimento)
Frutta
Arance29-3931-33
Banane42-6241-62
Fragole2520-27
Mandarini10-1118-38
Mele29-3280
Pere12.5-1660
Succo di limone8-99
Verdura e ortaggi
Aglio148
Carote23.523
Lattuga2.4-5.13.1
Melanzane13-1612-16
Peperoni15-2513-16
Piselli2.3-192.25-10
Pomodori freschi13-1415-19
Zucchine9.5-118-12
Da Chimica degli alimenti - Cappelli e Vannucchi - Zanichelli

Il fruttosio abbonda anche in molti cibi lavorati dove viene utilizzato per dolcificare e per conservare più a lungo gli alimenti.
Combinato con il glucosio forma il disaccaride saccarosio (il comune zucchero da cucina) rispetto al quale ha un potere dolcificante superiore (quasi il doppio). E' proprio l'abbondante presenza di fruttosio a conferire al miele una maggiore dolcezza rispetto allo zucchero tradizionale.
FruttosioHa un'elevata igroscopicità, cioè tende ad assorbire acqua dall'ambiente circostante. Per questo motivo viene utilizzato per evitare l'essiccazione dei preparati in cui è contenuto proteggendoli allo stesso tempo dallo sviluppo di muffe e migliorandone la conservazione. Al contrario del glucosio non ha potere cariogeno.
Il fruttosio viene normalmente ottenuto per isomerizzazione del glucosio presente nell'amido di mais. A temperatura ambiente, vista la sua alta solubilità, si presenta in forma liquida. Tramite il processo di raffinazione si possono però ottenere cristalli bianchi simili allo zucchero.
L'amido di mais viene utilizzato in campo industriale anche per produrre lo sciroppo di mais che è composto per il 55% da fruttosio e per il rimanente 45% da glucosio.
Come abbiamo visto la presenza del fruttosio prolunga i tempi di conservazione ed impedisce la cristallizzazione (aspetto particolarmente utile nelle bevande zuccherate).
Lo sciroppo di mais è contenuto in caramelle, bibite, dolci, succhi di frutta, cereali per la prima colazionealimenti dietetici e barrette energetiche. Il suo utilizzo nell'industria dolciaria è fondamentale poiché il costo contenuto e le pregiate caratteristiche si sposano benissimo con le esigenze aziendali.

Digestione e assorbimento


Se ingerito da solo il fruttosio giunge inalterato fino all'intestino tenue dove viene assorbito e veicolato verso il fegato.
La sua velocità di assorbimento è inferiore rispetto a quella del glucosio e del saccarosio ma comunque maggiore di quella degli edulcoranti artificiali consigliati ai soggetti diabetici (polialcoli).
Grazie a questo assorbimento relativamente rapido il fruttosio non ha gli effetti lassativi tipici dei dolcificanti artificiali. Tuttavia, se assunto in eccesso può superare la massima capacità di assorbimento andando in contro ad una rapida fermentazione che causa flatulenza e dolori intestinali.
Il fegato ha il compito di metabolizzare il fruttosio trasformandolo in glucosio che, per via della lentezza con la quale viene prodotto, è riversato in circolo lentamente.
Tuttavia tale capacità di trasformazione ha un limite e, se presente in eccesso, il fruttosio viene convertito in acido lattico o in trigliceridi che verranno poi immessi nel sangue o depositati nel fegato (vedi steatosi epatica). L'ipertrigliceridemia (elevata quantità di trigliceridi nel sangue) rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari (gli altri lipidi ematici, come il colesterolo o l'HDL non vengono minimamente influenzati dal metabolismo del fruttosio). Oltretutto l'eccesso di trigliceridi viene captato dalle cellule che provvedono a depositare gli acidi grassi sotto forma di tessuto adiposo.

fonte : www.my-personaltrainer.it