Visualizzazione post con etichetta ceci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ceci. Mostra tutti i post

lunedì 12 ottobre 2015

involtini di verza...

Involtini di Verza


Un classico della cucina povera del Nord Italia, gli involtini di verza, il cui ripieno può essere spesso rappresentato da avanzi della cucina dei giorni precedenti.

Ingredienti (per 6 persone) :

Procedimento:


Mescolare e tritare tutti gli ingredienti per il ripieno (se possedete un robot da cucina è l’ideale) fino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo (controllare che il composto non risulti troppo liquido, nel caso aggiungere pane grattugiato per solidificarlo).
 
Lasciatelo riposare 30 minuti e nel frattempo lavate le verza ed appassite le foglie (non più di 3/4 per volta )in un tegame con pochissima acqua (un dito)e con il suo coperchio,  una volta appassite toglietele e depositatele in un piatto 
 
Quando avrete terminato con le foglie di verza riempite ognuna di loro con il ripieno precedentemente preparato e chiudete ogni involtino con uno stuzzicadenti.
 
Riponete gli involtini in un tegame con mezzo dito d’acqua e un giro d’olio ev , coprite con il coperchio e aspettate che il liquido evapori (circa 10 minuti ).
 
Accompagnate gli involtini con verdure cotte o patate arrosto a vostro piacere .

fonte : www.ricettevegan.it

sabato 19 settembre 2015

Involtini di peperoni con paté di ceci ai capperi e crema di patate

Involtini di peperoni con paté di ceci ai capperi e crema di patate


CAM01181


Ingredienti per 4 involtini grandi o 8 piccoli
4 peperoni lunghi rossi (peperoni corno)
500 g patate
500 ml brodo vegetale

Per il paté:
240 g ceci cotti e scolati
1 cucchiaio colmo di capperi sott’ aceto
1 cucchiaio succo di limone
2 cucchiai olio EVO
pipi
Se avete la possibilità di cuocere i peperoni interi alla brace è meglio, altrimenti metteteli in forno sempre interi, a 220 gradi, su una teglia ricoperta di carta forno e girateli ogni tanto, fino a quando la pelle sarà abbrustolita. Per poterli spellare facilmente, una volta cotti richiudeteli dentro la stessa carta forno a mo’ di fagotto e metteteli dentro una pentola con coperchio. Lasciate intiepidire per una mezz’oretta, poi spellateli con le mani, tagliate la calotta superiore con il picciolo, incideteli per lungo e togliete i semi interni. Fate in modo da ricavare una falda unica per ciascun peperone o al massimo due se volete realizzare 8 involtini più piccoli.
Preparate il patè di ceci frullandoli insieme all’olio, il limone, i capperi ben sciacquati e 3 cucchiai circa d’acqua, aggiustate di sale e mettete da parte.
Sbucciate le patate, tagliatele a tocchetti e bollitele nel brodo vegetale fin quando saranno tenere. Poi scolatele conservando il brodo di cottura e frullatele a crema con un minipimer insieme ad una tazzina abbondante del loro brodo. Dovrete ottenere una crema fluida.
Disponete le falde di peperone su un piatto, spalmatele con una generosa cucchiaiata di patè di ceci e arrotolatele a mo’ di involtino, spolverizzando sopra poco sale alle erbe. Mettete sul fondo del piatto la crema di patate appena tiepida e sopra un involtino, completate con capperi, un filo d’olio EVO e origano a piacere. Servite come secondo piatto o antipasto.

giovedì 13 agosto 2015

Gli alimenti che disintossicano...

Gli alimenti che disintossicano







Il cibo come medicina, un concetto che nell’antichità trovava i suoi solidi fondamenti, insieme alla medicina erboristica, nella cura di gran parte delle malattie altrimenti non debellabili. L’alimentazione anche come forma di prevenzione e cura, in antitesi alle problematiche causate invece dalla “cattiva” alimentazione, a partire da sovrappeso e obesità, alle malattie cardiovascolari, fino a comuni disturbi come colesterolo alto e stipsi.
Tutti i gruppi alimentari hanno al loro interno dei “campioni” che hanno capacità superiori ad altri nell’attivare un’azione depurativa e disintossicante. Proprio con questi cibi si possono costruire delle strategie per sentirsi in forma e per evitare che piccoli disturbi possano trasformarsi in vere e proprie patologie. Eliminare le tossine stimolando energia naturale dell’organismo e recuperare la funzionalità degli organi del corpo, come fegato, stomaco e intestino, questo è il pregio dei cibi “spazzino”.


DISINTOSSICARE IL FEGATO

Un fegato pigro o intossicato influenza la salute dell’intero organismo, rallentando le funzioni principali come quelle intestinali, influendo negativamente sull’umore, sul peso e sulla salute della pelle e debilitando il sistema immunitario.
In realtà la prima strategia alimentare per depurare il fegato non viene dal cibo ma dall’acqua. Un consumo di grandi quantità d’acqua, dai due ai tre litri al giorno, è l’ideale. In particolare le acque più ricche di sali come magnesio e calcio stimolano la bile e svolgono un’azione “pulente” su questo importantissimo organo, da considerarsi come la sentinella della nostra salute.
Le strategie alimentari in questo caso prevedono di ridurre l’introduzione di calorie nelle ore pomeridiane e serali, per rispettare i naturali processi del fegato. Vanno eliminati i grassi saturi e preferiti i cibi amari, come indivia, cicoria, carciofi, broccoli, dall’azione drenante e stimolante. Importante poi introdurre alimenti contenenti acidi grassi insaturi, come la frutta secca, in particolare quando al fegato “appesantito” si associano sintomi come stitichezza e mancanza di energia. Consigliabile il consumo di frutta dalle proprietà disintossicanti come limoni, fichi, mele e uva.


RIGENERARE LA PELLE

Lo stato della pelle è legato allo stato del metabolismo e soprattutto alla capacità dell’organismo di eliminare le tossine. Un’idratazione ottimale della pelle che arrivi dall’interno del corpo è la base per avere un aspetto gradevole e salutare. Gli alimenti in grado di stimolare il sistema linfatico e le funzioni intestinali per eliminare le tossine, e migliorare di conseguenza l’aspetto della pelle, sono quelli contenenti antiossidanti, provitamina E ed A, potassio, vitamina B6, B9 e C e fibre. Una  carta d’identità che corrisponde ad alcuni tipi di verdure come la scorzonera, il soncino, i porri, la barbabietola. Questo poker di verdure è riconosciuto  come un toccasana interno efficace per idratare la pelle che, oltre all’acqua, ha bisogno anche di nutrimento. I cibi antirughe, ovvero che hanno grandi quantità di vitamina E, rame e selenio, sono in particolare la frutta secca: mandorle, noci, nocciole, pinoli, olive.


DEPURARE L’INTESTINO

Un intestino poco funzionante o interessato a piccole e grandi patologie, come coliti, meteorismo e stitichezza, si manifesta attraverso uno stato di intossicazione e di malessere generale, che può diventare cronico. È fondamentale avere un intestino sano perché solo in questo modo possono essere ben assorbiti gli importanti nutrienti dei cibi, come vitamine, sali minerali e oligoelementi. I cibi utili a purificare questo importante organo sono quelli di facile assorbimento, contenenti sì fibre ma associate a grosse quantità di acqua e vitamine. I cibi amici dell’intestino devono avere inoltre discrete quantità di magnesio e zinco, oligoelementi che favoriscono sia la motilità del tratto superiore dell’intestino, sia la vitalità della flora batterica benefica in grado di contrastare sgradite fermentazioni.
Utili sono mele, pere, uva, ben masticate o anche sotto forma di centrifugati o frullati. Ma anche zucca, zucchine e cuori di palma. Yogurt o  latte  sono utili per “spazzare via” dall’intestino le tossine e contrastare la stitichezza. Nella quantità di almeno 250 grammi al giorno, lontano dai pasti, sono entrambi efficaci nelle intossicazioni intestinali provocate da abuso di lassativi e nelle stitichezze croniche accompagnate da difficoltà digestive e sonnolenza post prandiale.


I “DEPURATORI” IN DISPENSA

•    Mela: proprietà
Disintossicante: particolarmente ricca di acido malico, acido tartarico, magnesio, zinco, niacina e vitamina C, tutte sostanze che favoriscono i processi di depurazione. Utile quando si ha qualche chilo di troppo con problemi di ritenzione idrica. Per la ricchezza di oligoelementi, la mela è consigliata nei processi depurativi delle persone che soffrono di astenia. Tra le tante varietà di mele, la Stayman e le Granny Smith, sono quelle dotate di maggiori proprietà depurative.
Anticolesterolo: per chi ha colesterolo alto, grazie alla presenza di pectina di cui questo frutto è molto ricco, è un alimento utile per abbassare i valori e proteggere le arterie.
Stimola le funzioni epatiche: chi ha difficoltà digestive dovrebbe preferire le varietà Renetta e Royal Gala per la loro facile digeribilità.
Combatte la fragilità capillare: le Delicius rosse, mangiate con la buccia, sono diuretiche e utili per le persone con problemi circolatori e fragilità capillare.
Consumo: la mela è ideale a colazione o a merenda da mangiare come semplice frutto, in macedonie di frutta fresca o anche a pezzi con fiocchi d’avena e latte vaccino o “vegetale” (riso, avena, soia) come colazione corroborante. A pasto è consigliata in insalata, con rucola, valeriana o grattugiata insieme alle carote e condita con un buon olio extravergine d’oliva, poco sale e succo di limone.
•    Limone: proprietà
Contrasta acido urico e colesterolo: acido citrico, vitamina C e P, citrato di calcio e di   potassio sono il mix di sostanze che aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo e ad eliminare le tossine.
Digestivo: aiuta a eliminare le tossine nell’organismo derivanti dal consumo di cibi grassi, alcol e alimenti eccessivamente proteici. Gli effetti sono molteplici: favorisce i processi digestivi e contribuisce a rivitalizzare la pelle che risente di una cattiva alimentazione.
Antiossidante: può essere un alleato formidabile negli anziani poiché le sostanze in esso contenute contrastano la formazione di radicali liberi responsabili dei processi di invecchiamento. Utile anche per coloro che sono costretti a un elevato consumo di farmaci per l’azione disinfettante protettiva e disintossicante, che svolge questo frutto sull’apparato gastrointestinale.
Preventivo antinfluenzale: il notevole contenuto di vitamina C lo rende un alimento ideale da consumare a livello preventivo a partire da settembre, contro le sindromi influenzali e tutte le affezioni tipiche dei mesi invernali.
Consumo: una semplice ed efficace cura del limone può essere fatta consumando il succo di un limone diluito con poca acqua naturale calda, tutte le mattine a digiuno, per un’intera stagione. Se si hanno problemi di fegato, la medicina ayurvedica consiglia, dopo aver bevuto il succo, di coricarsi sul fianco destro, dalla parte del fegato, per 15 minuti.
•    Germogli: proprietà
Vitaminici: i germogli, di qualunque tipo, sono un cibo detossinante e allo stesso tempo energetico con un modestissimo apporto calorico. Si possono considerare una vera e propria bomba vitaminica. In particolare sono presenti le vitamine A facilmente assimilabili dall’organismo.
Ricostituenti: sono benefici per le donne in gravidanza, le persone convalescenti, e chi soffre di lievi forme depressive, per il loro elevato potere corroborante e stimolante.
Consumo: meglio consumarli crudi in insalata.
•    Ceci: proprietà
Antidepressivi: ricchi di triptofano e arginina, aminoacidi strettamente legati alla produzione di serotonina, agiscono sul tono dell’umore e aiutano a ritrovare energia.
Controllo del colesterolo: energetici e più ricchi di acidi grassi, rispetto agli altri legumi, sono utili per contrastare l’eccesso di colesterolo nel sangue e i trigliceridi.
Consumo: per un’azione rinforzante e depurativa è consigliabile consumarli tre volte alla settimana. Vanno bene sia secchi, cotti in quanto i livelli di aminoacidi e restano alti anche con l’essiccazione e la cottura in tutti i legumi e in     particolare nei ceci. In insalata o come ingrediente di pasta, riso, zuppe, minestre e passati.
•    Avena: proprietà
Stimola il metabolismo: è il cereale più ricco in acido oleico e ha un’elevata percentuale di acido linoleico, uno tra gli acidi grassi essenziali più importanti dal punto di vista nutrizionale. Ricca di proteine (10-16% della sua composizione), contiene anche molta lisina, un composto organico dalle alte capacità depurative e potente attivatore del metabolismo. È indicato a chi ha il sistema immunitario debilitato e tende ad ammalarsi facilmente per la facilità di assorbimento dei minerali e delle vitamine contenute, in particolare l’acido pantotenico e la tiamina che stimolano il metabolismo e accelerano i processi depurativi.
Regolatore intestinale: un altro componente prezioso è l’avenina, che favorisce le soluzioni intestinali e stimola la funzionalità epatica.
Adatta ai diabetici: è un alimento indicato anche a chi soffre di diabete. I prodotti da forno a base di questo cereale, tipo pane, cracker e biscotti, danno energia ma non alterano il livello glicemico.
Consumo: i fiocchi d’avena possono essere consumati a colazione nel latte. Ideale anche per preparare morbide creme con aggiunta di latte o brodo vegetale ma anche per minestre e minestroni a come ingrediente per ripieni.




fonte :www.cucina-naturale.it

giovedì 9 aprile 2015

Crepes arrotolate con maionese di mandorle, carote ed erba cipollina...

Crepes arrotolate con maionese di mandorle, carote ed erba cipollina


IMG_6160

La ricetta delle crepes vegane è stata una delle prime che ho pubblicato sul blog (vedi questo post) e ha avuto un grande successo. Adesso l’ho voluta rivisitare rendendola senza glutine e aggiungendo la farina di mais che conferisce maggiore compattezza e gusto. Ne è venuta fuori una via di mezzo fra una crepe, una tortilla e una piadina sottile, perfetta per arrotolarla e gustarla fredda insieme a verdure di vario tipo e maionese.
Io stavolta ho optato per una maionese di mandorle e semi di girasole che ho trovato molto buona e, se vogliamo, più “sana” rispetto alla classica, in quanto senza aggiunta di olio (per la ricetta della veg-maionese classica invece vedi qui). Le carote ci stanno bene perché contrastano con la lieve acidità della maionese e danno colore e croccantezza. Se non avete o non trovate l’erba cipollina potete sostituirla con prezzemolo o timo in versione secca e fresca.
Potete preparare la maionese e queste crepes/tortillas/piadine alla sera, l’indomani mattina farcirle e portarle al lavoro per la pausa pranzo, oppure in gita o scampagnata all’ aperto come pranzo al sacco, approfittando delle belle giornate di primavera ^_^
Ingredienti per 4 crepes:
60 g farina di ceci
40 g farina di riso
40 g farina di mais fioretto
2 cucchiaini colmi di erba cipollina secca
2 carote medie
sale alle erbe, olio EVO qb

Per la “maionese” di mandorle e semi di girasole:
80 g mandorle pelate ammollate in acqua per almeno 3 ore
40 g semi di girasole ammollati in acqua per almeno 3 ore
120 g acqua
2 cucchiai abbondanti di succo di limone
1 cucchiaino di senape delicata
1 punta di cucchiaino di curcuma

2 cucchiai pieni di erba cipollina fresca tritata
Preparate la pastella delle crepes mescolando le tre farine insieme con una frusta, poi aggiungete a poco a poco 250 g d’acqua e amalgamate bene in modo che non ci siano grumi. Lasciate riposare per almeno una mezz’ora.
Nel frattempo preparate la maionese: sciacquate e scolate molto bene le mandorle e i semi di girasole e tritateli con un mixer fino ad ottenere un composto piuttosto compatto ma granuloso. Trasferitelo in un bicchiere stretto (quello in dotazione col minipimer va benissimo) e lavoratelo col minipimer insieme all’acqua, il succo di limone, la senape, la curcuma e il sale fin quando avrete un composto liscio e morbido. Regolate di sale e/o succo di limone secondo il vostro gusto. Lasciate riposare in frigorifero.
Prendete la pastella delle crepes e aggiungete un paio di prese di sale e l’erba cipollina secca.Cuocete le crepes in un padellino antiaderente (meglio usare quelli fatti a posta per le crepes) secondo il procedimento che trovate qui. Man mano che le cuocete adagiatele in un piatto piano e lasciatele raffreddare.
Con un pelapatate affilato ricavate dalle carote delle striscioline sottili, tipo “tagliatelle” crudiste per intenderci (in alternativa potete anche grattugiarle con una grattugia a fori grossi) e conditele con poco sale alle erbe e un filino d’olio. Massaggiatele con le mani per ammorbidirle, poi prendete una crepes, spalmatela con un generoso strato di maionese di mandorle, cospargetelo di erba cipollina fresca tritata e adagiate sopra un mucchietto di carote, distribuendole su tutta la superficie ma lasciando liberi i bordi. Arrotolate la crepes ben stretta, tagliatela a metà e servitela se volete insieme ad una quenelle di maionese avanzata e un insalatina di carote all’erba cipollina, oppure avvolgete con un tovagliolo da cucina e carta stagnola e portate in giro come pranzo al sacco.
fonte : nonsoloveg.altervista.org

martedì 3 marzo 2015

Ceci e Farina di Ceci...

Ceci e Farina di Ceci
<p style="display: none;"><cite><a href="http://www.my-personaltrainer.it/benessere/ceci-farina-di-ceci.html">Ceci e Farina di Ceci</a></cite> da http://www.my-personaltrainer.it/benessere/ceci-farina-di-ceci.html</p>

Risultati immagini per ceci


Introduzione

ceci sono i semi di Cicer arietinum, pianta erbacea appartenente alla famiglia delle fabaceae o leguminosae. Si tratta quindi di legumi, il cui utilizzo alimentare è possibile solo previa essiccazione.
Le piante del cece sono particolarmente coltivate in Umbria, nel Lazio, in Toscana e soprattutto in Liguria (si ricorda la tipica specialità locale a base di farina di ceci: la farinata); ad ogni modo, tutte le piante del cece sono coltivate nella maggior parte delle regioni Mediterranee.

Analisi botanica

La pianta del cece presenta un'altezza di 20-50 cm. È caratterizzata da un fusto peloso, con foglie opposte e dentate. Sopravvive anche in climi abbastanza aridi, grazie alle profonde radici che penetrano nel terreno fino a 2 metri: proprio questa caratteristica permette al cece di sopravvivere con una minima quantità di acqua.
Dopo la soia ed il fagiolo, il cece è la terza pianta leguminosa per produzione globale: in Italia, tuttavia, non viene molto coltivata, a causa soprattutto del terreno poco adatto, della bassa resa e, soprattutto, della scarsa richiesta di mercato.

Analisi nutrizionale

I ceci essiccati sono legumi molto calorici: apportano infatti circa 316 Kcal per 100g: tant'è che, una volta cotti, contengono oltre il 6% di grassi, contro il 2% dei fagioli. Ad ogni modo, i ceci sono molto più equilibrati in termini di distribuzione dei macronutrienti, oltre ad essere molto energetici. Alcuni autori azzardano attribuire proprietà terapeutiche ai ceci: infatti, questi legumi sono ricchi di saponine, utilissime per diminuire i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue.
Inoltre, i ceci sono fonte di proteine vegetali, di fibra, di vitamine del gruppo B (B1B2B3, B5, B6), di vitamina C ed E. Nei ceci si trovano anche alcuni minerali (quali ad esempio magnesio e fosforo). Ancora, questi preziosi legumi, purtroppo poco consumati nel Nostro Paese, contengono una discreta quantità di acidi grassi polinsaturi (soprattutto acido linoleico).
I ceci sembrano vantare anche blande proprietà antiacide (utili, dunque, in condizioni di acidità di stomaco); il consumo dei ceci può essere anche un possibile aiuto contro le ulcere gastroduodenali (proprietà non del tutto dimostrate).

Impieghi dei ceci

Dopo l'essiccazione, i ceci devono essere posti in acqua fredda per circa 12 ore, prima di essere cucinati. Dopodiché, i ceci possono essere bolliti e successivamente schiacciati, dunque consumati come purè.
In Oriente, i ceci schiacciati sono mischiati con semi di sesamo, limone e olio, per preparare l'humus. Particolare è il consumo di ceci al naturale, dopo averli naturalmente macerati, asciugati sulla cenere e tostati.
I ceci essiccati sono utilizzati soprattutto per la preparazione di farine.

Risultati immagini per farina di ceci

Farina di ceci

Ottima alternativa alla farina di frumento, la farina di ceci si ottiene dalla macinazione dei semi essiccati del cece; è un alimento ricco di minerali, quali calcio, fosforo, ferro, e di proteine vegetali.
I ceci essiccati vengono macinati a cilindri oppure a pietra (di qualità superiore). Il processo di macinazione dei ceci prevede la raffinazione, poiché risulta indispensabile la separazione della crusca.
La farina di ceci è largamente utilizzata in Liguria, dove la farinata viene considerata una specialità tipica locale. La farinata è una torta di ceci molto bassa, impastata solamente con farina di ceci, acqua, sale e olio d'oliva; la farinata si cuoce, in genere, nel forno a legna, ma talvolta viene cotta in padella.
La farina di ceci è utilizzata anche per la produzione della panissa, altra specialità culinaria ligure: questa torta di ceci viene ricoperta di cipolle.
La farina di ceci può essere utilizzata anche mescolata alla farina di grano duro e uova per preparare la pasta fresca; ancora, può essere impiegata come elemento base per la pastella (per le verdure) e per preparare gnocchi.

Farina di ceci nella storia

Le primissime testimonianze archeologiche della coltivazione di Cicer arietinum derivano dall'Iraq risalgono all'antichissima età del bronzo (3.500-1.200 a.C.). Dopodiché, la coltivazione del cece si diffuse in Egitto e nell'Impero Romano. Attualmente, i ceci e la farina ottenuta sono consumati principalmente in India ed in Pakistan.

Riassunto

Ceci: in breve

CeciSemi di Cicer arietinum, pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae. Dopo la soia ed il fagiolo, il cece è la terza pianta leguminosa per produzione globale
Coltivazione della pianta del ceceColtivate in Umbria, nel Lazio, in Toscana e soprattutto in Liguria
Pianta del cece: descrizione botanicaAltezza pianta: 20-50 cm
Fusto: peloso
Foglie: opposte e dentate
Radici: profonde
Habitat: clima arido ed ostile
Ceci: analisi nutrizionale
  • Kcal: 316 kcal per 100g
  • Grassi: 6% di grassi
  • Fonte di proteine vegetali, fibra, vitamina del gruppo B, vitamina C ed E
  • Minerali: magnesio e fosforo
  • Discreta quantità di acidi grassi polinsaturi (soprattutto acido linoleico)
Proprietà terapeutiche dei ceci
  • Blande proprietà antiacide
  • Possibile aiuto contro le ulcere gastriche-duodenali
  • Diminuiscono potenzialmente i livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue
Ceci: impieghi
  • Essiccazione e macerazione: → bollitura e pestatura (purè)
  • Preparazione humus (oriente): aggiunta di semi di sesamo, olio e limone ai ceci schiacciati
  • Consumo di ceci al naturale dopo la macerazione e l'asciugatura su cenere
  • Preparazione di farine (farinata, panissa)
Farina di ceci nella storiaPrimissime testimonianze della coltivazione del cece: età del bronzo (Iraq)
In seguito: diffusione in Egitto e nell'impero Romano
Attualmente: i ceci e la farina ottenuta sono consumati principalmente in India ed in Pakistan

<p style="display: none;"><cite><a href="http://www.my-personaltrainer.it/benessere/ceci-farina-di-ceci.html">Ceci e Farina di Ceci</a></cite> da http://www.my-personaltrainer.it/benessere/ceci-farina-di-ceci.html</p>


fonte :www.my-personaltrainer.it

<p style="display: none;"><cite><a href="http://www.my-personaltrainer.it/benessere/ceci-farina-di-ceci.html">Ceci e Farina di Ceci</a></cite> da http://www.my-personaltrainer.it/benessere/ceci-farina-di-ceci.html</p>