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lunedì 23 maggio 2016

Le proprietà benefiche dei peperoni

Le proprietà benefiche dei peperoni



Famiglia delle Solanacee, genere Capsicum, che comprende peperone e peperoncino, varietà capsicum annuum, la più coltivata; in linguaggio comune, il peperone. Giallo, verde, rosso, fin dai colori è un’esplosione di estate, sole e calore; infatti è un tipico ortaggio estivo, e per quanto ormai sia diffuso negli orti e nelle coltivazioni di tutto il mondo, dalla Cina, all’Italia, al Perù, i piatti e le ricette che lo ricordano di più hanno una chiara impronta meridionale. Dalla peperonata siciliana al gazpacho spagnolo, alle fajitas messicane, il peperone sa di caldo, di vacanze, di sole.
Del resto, per quanto  detto precedentemente, è diffuso ovunque, la sua origine è l’America del sud; venne importato in Europa insieme ad altri frutti e ortaggi che prima del sedicesimo secolo erano del tutto sconosciuti nel vecchio continente. Si ritiene che la sua area primitiva di origine potrebbe essere il Brasile, ma all’arrivo dei conquistatori era già diffuso anche in America centrale, in moltissime varietà.

La pianta predilige climi caldi e necessita di terreni molto fertili, la semina avviene a fine febbraio (a meno che non si vogliano ottenere raccolte extrastagionali) e i frutti, le bacche della pianta, arrivano sui banchi dei mercati in estate. In tantissime varietà: infatti non solo i colori, giallo o rosso (i peperoni verdi, in realtà, sono bacche non ancora mature), sono una discriminante, ma anche la forma, il sapore, la grandezza.


Una prima differenziazione fra cultivar riguarda la separazione tra frutto dolce e piccante. Quello normalmente usato in cucina è il primo; il secondo in genere viene essiccato, a volte polverizzato, ed è usato principalmente come condimento. Ha la particolarità di contenere ancora più vitamine del suo omologo dal sapore più lieve, che già ne è ricco, come approfondiremo più avanti. Se si ragiona in termini di conformazione, il peperone può essere di forma quadrangolare, allungata e troncata. Del primo tipo sono noti il giallo e il rosso dolce di Nocera, il giallo e il rosso quadrato d’Asti, il braidese, il giallo San Valentino, il California wonder, il peperone pomodoro; del secondo, il Marconi, il lungo di Chiasso, il Corno di Toro o il Toro di Spagna, il peperone a sigaretta; del terzo, fanno parte anche varietà usate principalmente per i sottaceti, come il piccolo del Veneto e di Firenze e il quarantino d’Asti. Discorso a parte per i friarielli, come vengono chiamati in Campania, o friggitelli, secondo il loro nome romano: sono verdi, quindi come tutti i peperoni di questo colore, sono colti non ancora maturi, sono piccoli come peperoncini ma non sono piccanti, anzi. In genere vengono preparati alla griglia con la semplice aggiunta di sale. Per quanto riguarda le difficoltà di digestione legate a quest’ortaggio, molti riescono a limitare il problema togliendo la pellicola che lo ricopre, considerata la buccia; vanno eliminati anche i semi. 

I peperoni in cucina
Crudo, in pinzimonio o nel gazpacho; cotto, dalla bagna cauda alla peperonata; internazionale, dalle fajitas alla ratatouille. Il peperone è estremamente versatile, può essere cucinato con molte tecniche o può non essere cucinato affatto, e consumato sott’aceto o crudo a listarelle, insaporito con olio, pepe e sale. L’importante, al momento dell’acquisto, è controllare che i frutti siano sodi, senza grinze e ammaccature, e che abbiano il picciolo. In frigorifero resistono per qualche giorno, in genere non più di quattro.
Se la bagna cauda è un tipico piatto piemontese, e vede i peperoni come semplici ingredienti di una ricetta ricca di componenti e complessa, la peperonata invece è targata Italia del sud e già dal nome è facile immaginare che qui i peperoni sono protagonisti assoluti, cotti in padella con olio evo, pomodoro, cipolle, aglio. La sicilianissima caponata, a base di melanzane, ha molte varianti locali, alcune che prevedono i peperoni ed altre no; ma sono sempre siciliani i peperoni con la mollica, una delle declinazioni più gustose che questi prodotti possano avere. Come altre verdure, i peperoni possono essere preparati ripieni. Se non si tollera la buccia, il modo più veloce per eliminarla è cuocere i peperoni alla griglia: sarà estremamente facile staccare la pellicola che li ricopre.
Per quanto riguarda le ricette internazionali, tra le più note c’è il gazpacho, una zuppa fredda spagnola (nello specifico, originaria dell’Andalusia) preparata frullando insieme ingredienti crudi come pomodori e peperoni (da entrambi vanno eliminati i semi), cetrioli, cipolla e aglio, e aggiungendo olio, sale e pepe. Successivamente, al composto passato al setaccio, si aggiunge mollica di pane raffermo insaporita con aceto. La zuppa va poi fatta raffreddare in frigorifero. Spostandosi in America, è tipicamente messicana la ricetta delle fajitas, carne di manzo o pollo piccante accompagnata da peperoni e servita generalmente su tortillas di mais che la avvolgono. Dai peperoni si ricava inoltre una spezia usata in moltissime preparazioni, sia dolce al naturale sia resa più piccante, cioè la paprika.


Proprietà salutari
La notevole presenza di vitamina C, di cui il peperone è più ricco anche rispetto agli agrumi (se lasciato crudo), ne fa un prodotto con caratteristiche salutari di vario tipo, in primo luogo antiossidanti: in effetti il peperone è la bacca che contiene, rispetto al peso, più vitamina C. Ma è molto rilevante anche la presenza di betacarotene, soprattutto nei peperoni rossi; e il frutto contiene anche varie vitamine del gruppo B. Oltre alle vitamine, sono presenti molti sali minerali, principalmente potassio, ma anche ferro, magnesio, calcio.
La notevole quantità di acqua e fibra determina un potenziale, lieve, effetto lassativo; le poche calorie ne fanno un cibo consigliato in caso di diete ipocaloriche. A differenza del peperoncino, ricco di capsaicina, il peperone contiene soprattutto una sostanza chiamata diidro capsiato. Notoriamente, il peperone può creare qualche difficoltà di digestione; per questo motivo è sconsigliato a chi ha problemi gastrici, soprattutto se persistono nonostante l’eliminazione della buccia, cioè della pellicola che riveste il frutto. 





fonte : www.benessere.com

venerdì 6 maggio 2016

La bevanda più di moda in Cina? L’acqua calda...

La bevanda più di moda in Cina? L’acqua calda.

thermos
A noi occidentali sembra assolutamente normale cercare una bibita fresca, per calmare la sete oppure per accompagnare i pasti. Ma dal punto di vista di chi è cresciuto in Cina, questa nostra abitudine è strana ed incomprensibile, perché lì l’abitudine è esattamente opposta: è normale consumare sempre bevande calde , indipendentemente dalla temperatura esterna. Che sia una giornata gelida oppure che il sole spacchi le pietre, potreste vedere qualcuno che tira fuori un thermos per sorseggiare qualcosa di caldo.
Anche la semplice acqua viene riscaldata quando viene servita: l’idea di servire acqua anche alla semplice temperatura ambiente è qualcosa che viene considerato quasi ai limiti della maleducazione in molte famiglie.
L’idea diffusa infatti è che le bevande fredde facciano male alla salute: in particolare, l’acqua calda alla mattina secondo la tradizione cinese aiuterebbe la digestione, la circolazione sanguigna, e aiuterebbe anche a eliminare le tossine.
Non si sa bene l’origine esatta delle tradizione, ma probabilmente ci sarebbe però anche un fattore molto più pratico: dopo la seconda guerra mondiale, l’acqua di rubinetti e fontane era spesso inquinata, e così in molte città cinesi gli abitanti erano incoraggiati a bollirla prima di berla, per sterilizzarla.
Quella di bere tutte le bevande calde, compresa l’acqua, è un abitudine con cui adesso molti alberghi, ristoranti e compagne aeree in tutto il mondo, con l’incremento dei flussi turistici dalla Cina, stanno iniziando a fare i conti: e se ovviamente sono ancora molti a rimanere stupiti di fronte alla “bizzarra” richiesta di acqua calda, sono sempre di più quelli che invece hanno messo nei loro listini il re shui, l’acqua calda, pronta per essere servita.


lunedì 25 aprile 2016

Il metabolismo e il perdere peso: realtà e miti...



Il metabolismo e il perdere peso: realtà e miti



Parliamo di metabolismo e sfatiamo alcune leggende…

Il corpo brucia più calorie per digerire delle bevande fredde col ghiaccio che per digerire gli alimenti

Vero
Ma prima di farsi venire un mal di testa col ghiaccio, c’è di più. “La piccola differenza di calorie probabilmente non intaccherà in maniera significativa la vostra dieta”, spiega Madelyn Fernstrom, Ph.D., CNS, fondatore e direttore del UPMC Weight Management Center di Pittsburgh. L’aspetto positivo è che diversi studi hanno suggerito che 5 o 6 bicchieri di acqua fredda potrebbero aiutare a bruciare circa 10 calorie in più al giorno, che equivale a circa 1 chilo di perdita di peso ogni anno senza alcuno sforzo.

Bere la giusta quantità di acqua può aiutarvi a bruciare più calorie

Vero
Tutte le reazioni chimiche del vostro corpo dipendono dall’acqua. Se il corpo è disidratato si possono bruciare fino al 2% in meno di calorie, secondo i ricercatori della University of Utah, che ha monitorato i tassi metabolici di 10 adulti mentre bevevano quantitativi variabili di acqua al giorno. Questo studio ha evidenziato che chi beveva da 8 a 12 bicchieri di acqua al giorno presentavano un più alto tasso metabolico rispetto a quelli che ne bevevano 4.

La dieta rallenta il tasso metabolico a riposo, rendendo più difficile mantenere il peso stabile.

Vero
Per ogni mezzo chilo che si perde il vostro metabolismo a riposo scende da 2 a 10 calorie circa al giorno. Perdendo 5 Kg è necessario mangiare da 20 a 100 calorie  in meno al giorno per mantenere il vostro fisico in forma, senza svolgere attività fisica. E’ tuttavia possibile evitare che il vostro metabolismo rallenti durante il periodo di dieta, un modo possibile è quello di perdere grassi, mantenendo la massa muscolare: è possibile ottenere questo risultato riducendo le calorie e aumentando gli esercizi aerobici e di resistenza. Le diete intensive (meno di 1.000 calorie al giorno) possono portare ad una maggiore percentuale di perdita di massa muscolare.

I cibi piccanti accelerano il metabolismo

Vero
La capsaicina, il composto bioattivo che fa sì che i peperoncini siano piccanti, può accelerare il metabolismo e nello stesso tempo migliora la sazietà diminuendo il senso di fame. Gli studi mostrano che consumare circa 1 cucchiaio di peperoncino trito di colore rosso o verde, che equivale a 30 milligrammi di capsaicina, provoca una temporanea crescita del 23% del metabolismo. In un altro studio sono stati dati 0,9 grammi di pepe rosso in forma di capsule o disciolti nel succo di pomodoro prima di ogni pasto. I ricercatori hanno rilevato che gli individui hanno ridotto il loro apporto calorico totale del 10 o del 16% per cento, rispettivamente, per 2 giorni dopo e hanno dichiarato di sentirsi ancora sazi.

Assumere più proteine accelera il metabolismo

Vero
Le proteine forniscono un vantaggio metabolico rispetto ai grassi o ai carboidrati, perché il corpo consuma più energia per elaborarle. Ciò è noto come effetto termico degli alimenti. Gli studi dimostrano che si può bruciare fino al doppio delle calorie nella digestione delle proteine rispetto ai carboidrati. In una tipica dieta il 14 per cento circa delle calorie proviene dalle proteine, raddoppiando la dose (riducendo contemporaneamente i carboidrati per compensare le calorie extra) è possibile bruciare ulteriori 150-200 calorie al giorno, spiega Donald Layman, Ph.D., professore di nutrizione presso l’Università dell’Illinois.

Mangiare un pompelmo prima di ogni pasto aumenta la velocità del metabolismo

Falso
Il pompelmo non fa miracoli per il metabolismo, ma può aiutare a perdere peso. Mezzo pompelmo prima dei pasti aiuta gli individui a perdere circa 4 chili in 12 settimane, secondo uno studio pubblicato nelJournal of Medicinal Food. Il motivo: le sue fibre e l’acqua ti fanno sentire pieno, così mangerete di meno al pasto successivo.

Il sollevamento pesi aumenta il metabolismo più di un allenamento aerobico

Vero
Quando ti alleni abbastanza da aggiungere 3 kg di muscoli, aumenti la capacità di bruciare calorie dal 6 all’ 8 per cento, il che significa che si bruciano circa 100 calorie in più ogni giorno. L’esercizio aerobico, d’altro canto, non aumenta in modo significativo la massa muscolare del corpo. “Il modo migliore per aumentare la massa muscolare è quello di fare un allenamento di resistenza”, osserva Ryan D. Andrews, RD, specialista negli esercizi di forza in Colorado.

Il sedano è un “alimento negativamente-calorico” perché per digerirlo occorrono più calorie di quanto esso contenga

Falso
L’effetto termico del cibo porta il corpo a bruciare calorie come avviene per pasti, spuntini e bevande. Ma questo processo richiede dallo 0 al 30 per cento delle calorie assunte (le proteine, per esempio, comportano più calorie da digerire rispetto al grasso o ai carboidrati). Un gambo di sedano di medie dimensioni conta solo circa 6 calorie, il suo effetto termico è circa la metà di una caloria. In realtà, “gli alimenti negativamente-calorici” non sono nient’altro che un desiderio.

Il tè aumenta la naturale capacità di bruciare calorie

Vero
Le catechine trovate nel tè verde e nel tè oolong possono aumentare la capacità del corpo di bruciare i grassi. E’ stato effettuato uno studio sulle donne giapponesi per confrontare gli effetti del consumo di tè verde e tè oolong, in vari giorni. Solo una grande tazza di tè oolong ha aumentato la capacità di bruciare calorie fino al 10 per cento, un incremento che ha raggiunto il suo picco un’ora e mezza più tardi. Il tè verde ha accelerato il metabolismo del 4 per cento per un’ora e mezza. Altri studi dimostrano che bere da due a quattro tazze di tè verde o tè oolong al giorno (per un totale di circa 375-675 mg di catechina) si può tradurre in un extra di 50 calorie bruciate ogni giorno un totale di circa 2.5 Kg in un anno.

Le voglie alimentari durante il periodo mestruale sono legate alla maggiore velocità metabolica prima di questo periodo

Vero
Se c’è un aspetto positivo del periodo mestruale, è che il tasso metabolico a riposo può aumentare durante quella parte del ciclo mestruale nota come fase luteale (dal giorno dopo l’ovulazione al primo giorno delle mestruazioni). Questa spinta metabolica che possiamo considerare ormonale può bruciare sino a 300 calorie al giorno, motivo per cui il nostro appetito aumenta durante questa fase.

Se avete poco tempo, svolgete una più intensa attività fisica in modo da accelerare il metabolismo

Vero
Le persone che esercitano attività fisica ad un’intensità molto elevata possono constatare dopo l’esercizio fisico un aumentato tasso metabolico a riposo che è maggiore e più duraturo rispetto a quello ottenuto da chi svolge una moderata attività fisica. Aumentate l’intensità del vostro allenamento e potrete aspettarvi di bruciare almeno il 10 per cento delle calorie totali utilizzate durante l’allenamento in un’ora o poco dopo l’esercizio. Quindi, se camminate e fate jogging per 6.5 Km (circa 400 calorie), invece di camminare soltanto è possibile bruciare un extra di 40 calorie nelle ore successive.

giovedì 3 dicembre 2015

La Menopausa...

La Menopausa

Risultati immagini per menopausa

La menopausa è una delle tappe evolutive della donna, caratterizzata dalla cessazione del ciclo mestruale e da un susseguirsi di cambiamenti morfologici e funzionali dovuti al progressivo esaurirsi della produzione di ormoni femminili (estrogeni e progesterone).
Gli estrogeni e il progesterone influiscono su tutto l’organismo e su numerosi processi vitali.
  • TESSUTI: La carenza di estrogeni infatti causa secchezza generalizzata, desquamazione, rughe profonde, perdita di turgore del seno, unghie fragili, capelli secchi, sindrome dell’occhio secco.
  • APPARATO URO-GENITALE: prolasso uterino, cistocele e rettocele, concause della cosiddetta “incontinenza da sforzo”.
  • APPARATO CARDIO CIRCOLATORIO: con la cessazione della funzione ovarica, viene meno il ruolo protettivo degli estrogeni nei confronti dell'apparato cardiovascolare. Aumenta così il rischio di aterosclerosi: nelle donne in postmenopausa crescono infatti le concentrazioni di trigliceridi, colesterolo totale e il rapporto LDL/HDL colesterolo.
  • APPARATO SCHELETRICO: l'altro importante segno tardivo della menopausa (causato soprattutto dalla carenza ormonale) è l'osteoporosi, caratterizzata da una riduzione quantitativa della densità ossea, cui si associano alterazioni microarchitetturali della struttura ossea.

L’osteoporosi

La principale causa di questo problema è la massiccia riduzione della produzione dell'estradiolo da parte delle ovaie, che ha come risultato finale la perdita di calcio dalle ossa. Le prime modificazioni incombono intorno ai quarant’anni d’età dove l’eliminazione del calcio a livello ematico supera il deposito. Questo è un processo involutivo assolutamente fisiologico, del quale però lo stato nutrizionale deve tenerne conto e nei limiti del possibile cercare di prevenire le eventuali complicanze che si possono creare.
Consigli utili per prevenire l’osteoporosi:
  • Evitare il fumo (diminuisce gli estrogeni).
  • Limitare la caffeina (massimo 3 tazzine al dì).
  • Esposizione al sole per 30 minuti 3 volte a settimana, favorisce la produzione di vit. D da parte dell’organismo.
    La vit. D è fondamentale per l’assorbimento e la fissazione del calcio nelle ossa.
  • Fare attività fisica (camminare).
    Il movimento è fondamentale per diminuire il rischio di osteoporosi.
  • Mangiare alimenti ricchi di calcio
    (pesce azzurro, cavolo, broccolo, cicoria, finocchi, legumi, frutta secca, erbe aromatiche e latticini).

Attenzione al latte e derivati: non è la panacea che vogliono far credere. Troppo latte e latticicni acidificano il ph intestinale. Uno squilibrio di questo ph porta ad un’eliminazione del calcio, per riportare i valori del ph ad uno stato ottimale per le funzioni fisiologiche del nostro organismo.
Nella dieta è bene limitare quegli alimenti
che ostacolano l’assorbimento di calcio:
  1. alimenti che contengono molti fosfati
    (salumi, formaggi fusi, carne e coca cola).
  2. Limitare alimenti che contengono acido ossalico
    (cacao, rabarbaro, coste, spinaci) o
    acido fitico (cereali integrali, the nero, caffè).
ALIMENTAZIONE IN MENOPAUSA
Privilegiare cibi semplici e garantire la variabilità.
Evitare pasti snack e sostituti del pasto.
Limitare il consumo di caffeina (non più di 3 tazzine al giorno).
Evitare il fumo
Fare attività fisica

ZUCCHERI: preferire quelli complessi (pasta, riso, pane, mais, orzo, farro, camut, legumi, patate) a quelli semplici (saccarosio e dolci). 

PROTEINE: cercare di privilegiare quelle vegetali. Legumi + cereali= proteine di alto valore biologico a ridotta quantità di grassi
Introdurre almeno 2 volte a settimana il pesce
(povero di colesterolo e ricco di omega 3).
La carne rossa (vitello, cavallo, manzo), va alternata a quella bianca
(pollo, tacchino, maiale, coniglio).

GRASSI: no alla margarina, saltuariamente il burro; preferire olio d’oliva extravergine, oli di semi spremuti a freddo (girasole, mais, vinaccioli, riso, lino). 2 -3cucchiai al giorno. Evitare o limitare le salse, i salumi, i formaggi stagionati e tutti i prodotti precotti o liofilizzati.
Preferire il latte scremato o p.s., formaggi freschi (ricotta, stracchino, mozzarella, primo sale, dietella) da consumare 1-2 volte a settimana.
Privilegiare la carne bianca rispetto a quella rossa.
N.B. il lombo di maiale sgrassato contiene meno grassi del pollo!

VITAMINE E SALI MINERALIfrutta e verdura sono indispensabili (sia crude che cotte). Ogni colore ha la sua proprietà, i piatti devono essere variopinti. Importante la vit C, con le sue proprietà antiossidanti.

FIBRE ALIMENTARIaiutano a regolarizzare l’attività intestinale (cereali integrali, verdura e frutta), ma il loro contenuto di acido fitico e ossalico interferisce con l’assorbimento di calcio. Quindi non abusarne.

ACQUAdeve essere assunta soprattutto lontano dai pasti. Scegliere quelle ricche di Ca (300 mg per litro). Non esagerare con la quantità, soprattutto se la dieta è varia.

SALEsalare il minimo indispensabile. Evitare cibi in scatola, dadi, salumi, formaggi stagionati.

LA SOIAcontiene la lecitina: abbassa i livelli di colesterolo LDL nel sangue, previene il rischio di arteriosclerosi e dell’infarto al miocardio, ricostituente del S.N.C.
Fitoestrogeni:sostanze vegetali simili agli ormoni umani. Se introdotti correttamente (45mg/dì di pt) riducono i sintomi legati alla menopausa
L’introduzione di 45 mg di soia al dì aumenta il contenuto minerale osseo.

venerdì 2 ottobre 2015

Rimedi naturali contro la stitichezza: ecco i più efficaci...

Rimedi naturali contro la stitichezza: ecco i più efficaci



Sei stanco di soffrire di stitichezza perché il tuo intestino non funziona come dovrebbe e cerchi un rimedio naturale definitivo che ti aiuti quando il tuo problema è la stitichezza?
Per prima cosa, sappi che i rimedi naturali per la stitichezza sono nelle tue mani, e che se soffri perché il tuo intestino è pigro devi cominciare a risolvere la situazione a partire da ora! Senza ricorrere a soluzioni chimiche, che sono efficaci sul momento, ma che possono aggravare la situazione.
La stitichezza è una condizione derivante dalla mancanza di movimenti intestinali regolari che non permettono il completo svuotamento dell’intestino.
E’ un male molto comune, in quanto le persone sono sempre più sedentarie, a causa della mancanza di esercizio fisico e del consumo di alimenti troppo asciutti  e poveri di fibre.
Tuttavia, si sviluppa spesso anche in determinate situazioni, per esempio quando si viaggia o si attraversa un periodo di stress.

 I sintomi principali della stitichezza

  • Il dolore e la difficoltà di evacuazione;
  • Gonfiore addominale;
  • Feci dure e asciutte;
  • Movimenti intestinali scarsi (una volta ogni 4 giorni o più);
  • Senso di nausea;
E ‘importante sapere che la stitichezza può anche essere una conseguenza di una malattia o di un disturbo sistemico, come problemi di tiroide, di fegato, di cistifellea, oppure durante la menopausa, la gravidanza e l’occlusione intestinale.
Quando si soffre di costipazione cronica, ci si predispone l’insorgenza di reumatismi, artrite, ipertensione e persino il cancro in quanto le tossine si diffondono attraverso il flusso sanguigno in tutto il corpo.

Raccomandazioni per combattere la stitichezza

Innanzitutto, per aiutare l’intestino pigro a ripartire, devi cambiare il tuo stile di vita e cominciare ad assumere più fibre e più liquidi. Ecco alcuni consigli di cui tenere conto:
  • Adotta una dieta naturale a base di fibre (da 20 a 35 grammi al giorno), a base di frutta (pere, prugne, ecc) e di verdura per prevenire questo disturbo.
  • Bevi almeno otto bicchieri di acqua al giorno.
  • Evita la carne rossa, i cibi piccanti, il caffè ed il tè.
  • Non utilizzare lassativi chimici commerciali, perché possono causare una grande dipendenza e alterare la flora intestinale.
  • Controlla i farmaci che assumi, in quanto alcuni possono causare o esacerbare la costipazione, come nel caso di antiacidi contenenti alluminio o calcio, antistaminici, i farmaci contro il parkinsonismo, gli integratori di calcio, i diuretici, le fenotiazine, i sedativi e gli antidepressivi.
  • Non combattere lo stimolo di svuotamento, vai subito in bagno senza rimandare.
  • Esegui passeggiate regolari da 20 a 30 minuti al giorno dopo i pasti e pratica sport.
  • Accovacciati (con le ginocchia strette al petto) per aiutare l’intestino a riattivarsi.
  • Abitua l’intestino a rispettare orari precisi.  Cerca di andare in bagno in un momento specifico della giornata (per esempio al mattino) tutti i giorni. Nel tempo, il colon sarà stimolato ad evacuare.
Prima di provare qualsiasi rimedi, dovrai rieducare l’intestino e migliorare le tue abitudini se vorrai sconfiggere questo fastidioso problema.

Rimedi naturali contro la stitichezza

Sei fortunato! Esistono molti rimedi naturali contro la stitichezza!
Qui ti riportiamo quelli che riteniamo più efficaci: scegli quello più adatto a te e mi raccomando, non sovraccaricare prendendoli tutti insieme.
Con pazienza, provali e trova quello che funziona meglio per te, tenendo a mente che ognuno di noi è molto diverso.
  • Massaggia la pancia con l’olio d’oliva eseguendo movimenti circolari in senso orario.
  • Mangia ogni giorno un paio di cucchiai di polpa di avocado mescolata con il miele.
  • Mangia papaya ogni giorno, preferibilmente al mattino.
  • Bevi un bicchiere di acqua tiepida e poi consuma una colazione a base di frutta fresca, cereali e latte (preferibilmente scremato), magari fatti un bel centrifugato di frutta. Per stimolare ulteriormente i movimenti intestinali è consigliabile fare un po’ di attività fisica.
  • Sostituisci il pane bianco con il pane  integrale.
  • Bevi a digiuno un infuso di malva diluito in un bicchiere di acqua tiepida.
  • Al mattino, mangia alcune prugne hai lasciato in un bicchiere d’acqua la notte prima
  • Assumi olio di semi di lino, che ha proprietà lassative eccellenti. Metti 2 cucchiai di semi di lino in una tazza di acqua calda e lasciare riposare il composto per 12 ore. Una volta trascorso questo tempo, migliora il gusto con un po’ di limone o miele. Meglio assumerlo prima di addormentarsi.
  • Aggiungi ad uno yogurt (meglio se fatto in casa) 1 cucchiaio di semi di lino.
  • Fai bollire mezzo litro di acqua con 50 g di uva passa, fichi secchi 50 g e 50 g di orzo.   Aggiungi 15 g di liquirizia e mantieni coperto il contenitore durante la notte. Poi filtra e bevi.
  • Spremi il succo di due arance e aggiungi due cucchiai di olio d’oliva puro. Mescola e bevi, preferibilmente al mattino.
  • Mangia a digiuno una pera cruda.
  • Grattugia le radici e le parti inferiori dei gambi di sedano, aggiungi olio d’oliva e sale in un frullatore. Prendi un cucchiaio del composto a digiuno e di nuovo prima di coricarti.
  • Consuma 2 o 3 albicocche, insieme con abbondante acqua,  un’ora prima di andare a letto, e poi la mattina prima di colazione.
  • Macina  semi di psyllium con una porzione di semi di lino e di crusca di avena. Mescola gli ingredienti con acqua e assumi il tutto come un budino verso le nove di sera.
  • Mescola 2 cucchiaini di piantaggine in polvere in una tazza di acqua. Mangia immediatamente e poi bevi un bicchiere d’acqua. La piantaggine aumenta la massa fecale.
  • Esegui quotidiane docce circolari sull’addome con acqua calda per cinque minuti.
Metti a marinare per una notte 3 cucchiai di semi di lino, due radici di altea e una manciata di piantaggine maggiore. Il giorno dopo, scola bene, e prendi una tazza a digiuno e un’altra tazza prima di dormire, accompagnata da molta acqua.



fonte:www.curarsialnaturale.it

lunedì 28 settembre 2015

Ipotensione ortostatica: che cos’è...

Ipotensione ortostatica: che cos’è






Si definisce ipotensione ortostatica una sindrome clinica caratterizzata da un brusco calo della pressione arteriosa, quando si passa dalla posizione distesa a quella eretta. Tale calo della pressione causa vertigini e annebbiamento della vista, qualche volta seguiti da sape sincope. L'ipotensione ortostatica può avere varie cause; può essere, per esempio, dovuta all'assunzione di alcuni farmaci, in particolare antidepressivi e antipertensivi, o essere la conseguenza di una malattia, tra cui diabete e alcune lesioni del sistema nervoso.
Nella maggior parte dei casi, però, è fisiologica. Ci sono cioè persone, in particolare di sesso femminile, che hanno fisiologicamente la pressione arteriosa più bassa che nella norma. In quei casi non bisogna preoccuparsi, ma è opportuno prendere alcune precauzioni per alleviare i sintomi e, in particolare, per evitare di svenire.
L’ipotensione ortostatica, in chi ne soffre, è frequente soprattutto al risveglio, quando ci si alza dal letto. È quindi consigliabile mettersi prima seduti sul bordo del letto, restarci per una decina di secondi e poi alzarsi lentamente. In generale, comunque, non bisogna mai alzarsi di scatto.

Rimedi naturali contro l’ipotensione ortostatica

È possibile ricorrere ad alcuni rimedi naturali contro l'ipotensione ortostatica. È sempre opportuno, però, accertare che la causa della pressione bassa non sia patologica, non sia  cioè dovuta a una malattia, e che non sia l’effetto collaterale di un farmaco.
Elenchiamo alcuni dei più noti rimedi naturali, sfatando anche qualche mito.
Liquirizia. Esiste una vasta documentazione scientifica riguardo alla capacità della liquirizia di causare un aumento della pressione arteriosa. La sostanza responsabile di tale effetto è l’acido glicirretico.
Caffè. Gli effetti della caffeina sulla pressione arteriosa sono stati ampiamente studiati, ma i risultati sono contraddittori. Non sappiamo ancora con certezza quali siano i suoi effetti nel lungo periodo, sappiamo, però, che, causando vasocostrizione, la caffeina provoca un aumento della pressione subito dopo il consumo.
Aumentare l’apporto idrico. Un apporto idrico adeguato, bevendo acqua, ma anche mangiando molta frutta e verdure di stagione, aiuta a regolarizzare la pressione arteriosa.
Doccia fredda. L’acqua fredda causa vasocostrizione e, per questo motivo, può essere menzionati tra i rimedi naturali contro l'ipotensione. Per alleviare i sintomi della pressione bassa, può essere utile anche bagnarsi i polsi con l'acqua fredda.
Evitare il caldo. Le temperature elevate causano una riduzione della pressione arteriosa, pertanto, se è consigliabile per tutti evitare di stare troppo al sole e di uscire nelle ore più calde della giornata, lo è ancora di più per chi soffre di ipotensione.

mercoledì 16 settembre 2015

Dieta per rinforzare i capelli...

Dieta per rinforzare i capelli


Gli alimenti per rinforzare i capelli

Quanto è utile la dieta contro la caduta e perdita dei capelli? Tantissimo, i nostri capelli resistono a moltissimi danni, dai trattamenti chimici, ai coloranti, dalla lisciatura, alla permanente, così come ai prodotti per lo styling, e a tante altre cose da non meravigliarsi se essi si presentino secchi e fragili. Ma ci sono molti modi per riparare alcuni dei danni che causiamo ogni giorno, grazie alla giusta scelta degli alimenti da assumere nella dieta.
Si può essere sorpresi nell’apprendere che i nostri capelli sono un sottoprodotto delle proteine prodotte dal nostro corpo dai tipi di alimenti che mangiamo. Si può anche essere sorpresi nell’apprendere che i cibi, in realtà, promuovono la crescita di capelli forti e sani.

Idratare i capelli con acqua

Una delle chiavi per avere capelli forti e sani è quella di assicurarsi di bere abbastanza acqua e la regola generale è quella di garantire di bere almeno otto bicchieri al giorno. L'acqua lava via le tossine dal corpo e previene la formazione di scorie che, in tale modo, non rimangono intrappolate all’interno dei capelli. I capelli adeguatamente idratati sono in grado di diventare forti e sani. Bere molta acqua non solo aiuta nella crescita dei capelli, ma aiuta anche a migliorare la carnagione e a mantenere sani tutti gli organi del corpo.

Aggiungere spezie alla dieta

Ci sono molte spezie che sono considerate utili per la salute dei capelli: curcuma, pepe nero e cumino sono tutte le spezie che aiutano nella crescita di capelli sani e forti. Una dieta per capelli forti dovrebbe includere spezie saltate in olio di oliva con verdure tritate e un contorno di verdure a foglia verde.

Proteine magre per capelli forti

Vi sono maggiori probabilità di avere capelli forti e sani se si mangiano cibi ricchi di proteine magre come carne magra, pesce e pollo. Altri alimenti ricchi di proteine, come le uova e i prodotti a base di soia, sono considerati alimenti per avere capelli forti e sani. Cercare di includere una porzione di carne magra nella dieta ogni giorno è utile a garantire più forza nei capelli.

Alimenti da cui stare alla larga per non danneggiare i capelli

Ci sono alimenti che sono effettivamente dannosi per la salute, e sono quelli pieni di grassi saturi coma anche sale e zucchero, che non forniscono alcun nutriente che possa permettere la crescita di capelli forti e sani. Una dieta ricca di vitamine e sostanze nutritive consente al corpo di produrre un rifornimento costante di nuovi capelli, più forti.

Applicare il cibo direttamente sui capelli

Ci sono alcuni alimenti sani che possono essere applicati direttamente sui capelli come un trattamento di bellezza naturale ed efficace. Uno di questi alimenti è l’avocado. L'avocado è un alimento sano da consumare, ma è anche un ottimo cibo da applicare sui capelli. Basta mangiare la metà di un avocado e ridurre in poltiglia l'altra, da applicare sui capelli. Lasciare in posa per un massimo di un'ora e poi sciacquare con acqua tiepida.

3 modi efficaci per rinforzare capelli

Nutrire i follicoli - Proteine per capelli:  pelle, unghie, muscoli, occhi, organi ed i capelli sono tutti fatti di proteine e sono essenziali per la riparazione e per la ricostruzione dei tessuti. Per avere capelli forti, bisogna assicurarsi di includere nella dieta proteine di alta qualità come uova, latticini a basso contenuto di grassi, pollame, pesce, carne, cereali integrali e fagioli.
Gli alimenti più efficaci per i capelli sani e forti: il consumo di frutta, verdura, legumi e cereali integrali fornirà al corpo le vitamine e i minerali essenziali per rafforzare i capelli. Un altro minerale importante da includere è il ferro che si trova nella frutta secca, nella carne biologica e di manzo, nei fagioli, nelle alghe, e nei legumi. Gli alimenti consigliati sono: noci, sesamo, semi di girasole, alghe, semi di zucca, barbabietole, bietole, funghi, more, mirtilli, lamponi, more, mele, pere, pesche, fagioli, agnello e pollo biologici. Meglio limitare: i cibi fritti, i coloranti artificiali e gli additivi, la farina bianca, gli zuccheri aggiunti e bevande analcoliche.
Vitalità con le vitamine - Oltre a una dieta nutrizionalmente bilanciata, alcune vitamine sono essenziali per il mantenimento di un cuoio capelluto sano e forte. Bisognerà innanzitutto parlare con il proprio medico per decidere la quantità di cibo appropriata.
Incrementare la vitamina B: la perdita dei capelli può essere dovuta ad una carenza di B12, un nutriente essenziale che si trova nella carne, nel manzo, nel pollame e nelle uova. Se non si consumano regolarmente questi alimenti, si può provare un integratore giornaliero. Un'altra vitamina che dà forza ai capelli e alle unghie è la biotina che si trova nel fegato e nel tuorlo d'uovo. Per rafforzare i capelli, si può provare ad integrare 3 mg di biotina al giorno. Le uova crude contengono una glicoproteina denominata "avidina" che impedisce l'assorbimento di biotina, se le uova non sono cotte bene. Per un assorbimento ottimale, bisogna assicurarsi di cuocere le uova fino a quando sono ben sode.
Acidi grassi: gli acidi grassi essenziali EPA e DHA sono necessari per la salute di cuore, cervello e cuoio capelluto. Una carenza di questi acidi può lasciare i capelli senza vita, fragili e opachi.
Rafforzare con lo zinco: un modo per ottenere l'assunzione di zinco è attraverso un supplemento giornaliero di 80 mg al giorno. Alcuni studi indicano che lo zinco può influenzare i livelli di androgeni che sono gli ormoni associati alla perdita genetica dei capelli.
Olio di enotera: l'olio di enotera contiene un acido grasso omega-6 presente negli oli vegetali. Lavora molto bene in sinergia con gli acidi grassi omega-3 per assicurare una crescita migliore e per rinforzare i capelli. L’assunzione di 300 mg al giorno può aiutare a prevenire danni ai capelli e ai follicoli.
Un suggerimento in più: per nutrire i follicoli piliferi e per promuovere una crescita sana dei capelli, si può provare ad utilizzare una miscela di erbe tradizionali cinesi che nutrono i follicoli dei capelli e favoriscono la crescita sana di capelli più forti.
Curare i capelli - Per avere capelli sani e forti è necessario mantenere una corretta circolazione del cuoio capelluto. E' meglio evitare l'esercizio eccessivo e faticoso che possa contribuire ad esaurire l'energia vitale. Una riduzione dello stress, qualche massaggio rilassante e un po’ di meditazione possono contribuire ad acquisire la tranquillità necessaria a promuovere la circolazione del sangue.
Rilassate il vostro cuoio capelluto: è possibile provare una tecnica conosciuta soprattutto nei Paesi Orientali, due volte al giorno, per promuovere la circolazione del cuoio capelluto. Iniziare stando comodamente seduti su una sedia, o con le gambe incrociate, su un cuscino morbido. Con la punta di ogni dito (pollice compreso) picchiettare delicatamente tutta la testa, stimolando il cuoio capelluto, per circa 1 minuto. Iniziare con molta delicatezza e quindi aumentare gradualmente l’intensità. Si può anche provare a massaggiare il cuoio capelluto con entrambe le mani per 2-3 minuti.
Scelte naturali: evitare shampoo sintetici, balsami, maschere e spray che possano mettere a dura prova la forza, la resistenza e la salute dei capelli. I colpi di sole, la colorazione, e le messe in piega frequenti possono contribuire alla perdita, alla fragilità e alla secchezza dei capelli.
Cura dei capelli: dopo aver lavato i capelli, lasciare asciugare naturalmente prima dell’acconciatura abituale. Pettinare i capelli quando sono bagnati può causarne la rottura.
Altri suggerimenti: evitare acconciature tropo elaborate o eccessivamente strette, come le trecce o le code di cavallo. Una torsione compulsiva, uno sfregamento, e un’eccessiva forzatura dei capelli possono creare più stress per il cuoio capelluto. Scegliere sempre una pettinatura che riduca al minimo i danni ai capelli e le possibili calvizie.

La dieta è il miglior rimedio per rinforzare i capelli quando cadono

Una buona dieta, contenente tutte le sostanze più efficaci per rafforzare i capelli e renderli sani, associata a pochi ma importanti accorgimenti da praticare tutti i giorni, permettono di avere capelli splendidi e forti, prevenendone la fragilità, la rottura, e, spesso, anche la perdita.

fonte : inerboristeria.com

lunedì 10 agosto 2015

scarola,proprietà e valori nutrizionali...


Scarola,proprietà e valori nutrizionali

Risultati immagini per scarola

Generalità sulla scarola

La scarola (o indivia scarola) è una varietà di indivia (come ad es. l'insalata Belga) appartenente alla Famiglia delle Asteraceae, Genere Cichorium, Specie endivia, varietàlatifolium; la nomenclatura trinomiale della scarola è Cichorium endivia latifolium.
La scarola si presenta come un'insalata a cespo aperto, di colore vede chiaro (o giallino) al vertice delle foglie e bianco sul fusto. Al centro, la scarola racchiude fittamente piccole foglie chiare dette "cuore" del cespo. Alcune varietà di scarola vengono "forzate" per ottenere un colore ancora più pallido; tale pigmentazione può essere indotta legando le foglie esterne e proteggendo il cuore dai raggi solari.
In pieno sviluppo, la scarola cresce in altezza e produce alcune infiorescenze seguite da frutti (o acheni); questi ultimi, comunemente detti semi di scarola, sono piccoli, allungati e di color grigio. E' possibile trapiantare i semi di scarola (a 40cm x 30cm di distanza) anche nell'agricoltura biologica casalinga (magari sviluppandoli prima in semenzaio), ragion per cui è eventualmente consigliabile lasciar andare "in cannone" (pieno sviluppo fruttifero) almeno una pianta della coltivazione precedente.
Composizione nutrizionale dell'Indivia (GENERICO, riferito alla scarola e all'indivia riccia) - Tabelle di Composizione degli Alimenti INRAN
Insalata Belga Valori nutrizionali

Valori nutrizionali (per 100 g di parte edibile)

Parte edibile
69,0%
93,0g
0,9g
Lipidi TOT
0,3g
- g
- g
- g
0,0mg
2,7g
0,0g
2,7g
1,6g
16,0kcal
10,0mg
380,0mg
1,7mg
Calcio
93,0mg
31,0mg
0,05mg
0,30mg
0,5mg
213,0µg
35,0mg
- mg
In campo aperto, la scarola è seminata nel periodo di fine estate (luglio-agosto) ed è pronta ad essere colta in autunno; solo dove le temperatura non scende vertiginosamente, il prelievo può estendersi fino alla fine dell'inverno. La scarola è quindi di un ortaggio autunno-invernale, eccellente per ottemperare alle necessità vitaminiche e saline nel periodo in cui la maggior parte delleverdure NON è più disponibile.

Scarola in cucina

Il metodo migliore per consumare la scarola è cruda "in insalata"; in questo modo, con l'alimento "vivo", tutto il pool vitaminico e salino rimane invariato, a tutto vantaggio del raggiungimento delle razioni raccomandate.
Non mancano piatti cotti a base di scarola. Le foglie dell'insalata possono essere saltate in padella, brasate o bollite. Per di più, la scarola può costituire la farcitura di arrosti arrotolati, involtinipolpette fritte o saltate, pani speciali, paste ripiene e paste al forno.


Proprietà nutrizionali della scarola

L'apporto energetico della scarola è molto basso; essa contiene prevalentemente glucidi semplici(fruttosio), pochissimi lipidi (insaturi) ed altrettante proteine (a basso valore biologico).
La scarola è considerata un ortaggio appartenente al VI e VII gruppo degli alimenti(poiché contiene sia pro-vit. A, sia vit. C) ed il suo consumo è utile anche all'aumento dell'apporto idrico, dell'apporto di potassio e dell'apporto di fibra alimentare.
Se paragonate a quelle della maggior parte degli alimenti della stessa categoria, risultano ottime le concentrazioni di ferro, calcio e riboflavina.
La scarola è un alimento utile nella modulazione della peristalsi intestinale e nella prevenzione della stipsi. Con i suoi eccellenti apporti di acqua e minerali, è ideale per l'alimentazione dello sportivo. Inoltre, avendo un'ottima capacità saziante (fibre + acqua) risulta pressoché onnipresente nel regime alimentare ipocalorico per il dimagrimento. E' anche doveroso sottolineare che il contenuto di fibra alimentare - associato ai fitosteroli, alle sostanze fenoliche, alle vitamine, agli acidi grassi polinsaturi ed al potassio - si rende utile nell'alimentazione di chi soffre di malattie metaboliche e/o presenta un rischio cardiovascolare maggiore rispetto alla norma (ipercolesterolemiadiabete mellito tipo 2, ipertensionesindrome metabolica ecc.).


fonte: www.my-personaltrainer.it