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martedì 11 agosto 2015

I benefici e le proprietà dell'Assenzio...

I benefici e le proprietà dell'Assenzio 



L'Assenzio, il cui nome scientifico è Artemisia absinthium, appartiene alla famiglia delle Asteraceae (Compositae). Conosciuta fin dai tempi antichi, veniva usata in medicina per le sue proprietà terapeutiche. In passato l'Assenzio fu spesso associato agli scrittori ed agli artisti parigini del Decadentismo e per la popolarità che ebbe in Francia fino alla sua proibizione nel 1915.

L'etimologia del termine Artemisia non è sicura ma sembrerebbe derivare da Artemisia, consorte di Mausolo, re di Caria. Secondo altri studi, invece, potrebbe derivare dalla dea della caccia Artemide, oppure da una parola greca ”artemes” (il cui significato letterale è sano) alludendo alle proprietà medicamentose delle piante del genere Artemisa.
L'Assenzio è una pianta perenne, ha radici a fittoni e un fusto dritto color argento, può raggiungere il metro di altezza e le sue foglie sono grandi di un colore verde-grigiastro sopra e bianche sotto. I suoi fiorellini sono di colore giallo pallido e fiorisce da luglio a settembre.


Le proprietà dell'Assenzio

Il suo frutto è un achenio e la pianta contiene olio essenziale, absintina, resine, tannino, acidi, nitrati. Inoltre contiene moltissimo tujone, ma questo viene perso quasi tutto durante l’essiccazione.
L’Assenzio è stato usato molto per le sue proprietà toniche, stimolanti, vermifughe, antielmintiche, antipiretiche e emmenagoghe.


Cosa e come si utilizza l'Assenzio

Le parti utilizzate dell'Assenzio sono i fiori e le foglie essiccati entrambi all’ombra. Si utilizzano per farne un decotto o un infuso che è un ottimo stimolante dell’appetito e aiuta la digestione. Le sue proprietà antipiretiche lo rendono un rimedio per la febbre e per i dolori mestruali. 
Per curare i vermi intestinali è possibile farne dei cataplasmi o dei clisteri, ottenuti dalla cottura di assenzio e aglio. 

L'Assenzio si può usare su piccole ferite, per aromatizzare i liquori e condire pietanze, ma in piccolissime quantità visto il suo sapore particolarmente amaro.
L’abuso di Assenzio provoca intossicazione, per questo motivo in alcuni paesi è stata vietata la vendita del liquore prodotto con questa pianta per quasi 100 anni: è il caso della Svizzera, paese di origine della bevanda alcolica.


domenica 26 aprile 2015

Coriandolo, quando e come utilizzarlo...

Coriandolo, quando e come utilizzarlo

La pianta da cui si ricava il Coriandolo appartiene alla famiglia delle Ombrelliferae ed è originaria dei Paesi del Mediterraneo. Del coriandolo sono utilizzate sia le foglie, più piccanti e apprezzate soprattutto in Oriente (per questo è conosciuto anche come prezzemolo cinese), che i frutti, granelli simili al pepe, gialli e dal sapore dolciastro che ricorda i limoni.

Proprietà del coriandolo
Il coriandolo è carminativoantispasmodico e stomachico, è quindi un buon rimedio naturale contro coliche addominalidifficoltà digestive e gonfiore.
Con il coriandolo si può preparare un infuso digestivo, efficace e dal sapore aromatico: basterà mettere 2 grammi di semi di coriandolo in 100ml di acqua bollente per qualche minuto. Un paio di cucchiai dopo i pasti saranno sufficienti per favorire la digestione e l'eliminazione dei gas intestinali.
Il suo effetto stimolante attenua il senso di fatica, combatte l'inappetenza e lo rende un buon tonico per l'attività cerebrale e per il sistema nervoso.
Il coriandolo ha inoltre un effetto fungicida e antibatterico.

Il coriandolo tra i rimedi naturali per la digestione difficile



Uso in cucina

Il coriandolo, col suo aroma delicato, può essere aggiunto in molte preparazioni gastronomiche senza coprire il gusto delle pietanze.
Questa spezia si presta molto bene a insaporire zuppe e minestre, legumi, carne, pesce e verdure, in particolar modo cavoli e crauti.
I semi interi sono indicati nella preparazione di sottaceti e salamoie mentre macinati sono perfetti per insaporire carne, pesce e insaccati.
Il coriandolo è un ottimo ingrediente per le miscele di spezie per il suo sapore delicato e lo troviamo tra gli ingredienti del curry e del garam masala, la miscela di spezie indiana.
Degli accostamenti con altre spezie da provare sono quello con timo e pepe per dare un tocco esotico al riso bollito e quello con la noce moscate per insaporire il purè di patate.
Nella cucina internazionale il coriandolo è molto apprezzato, meno in quella italiana, dove viene adoperato nelle preparazioni di insaccati (spesso scambiato per pepe) e come aroma per liquori e digestivi.
In Marocco è usato nelle marinate e nei ripieni di carne mentre inEgitto viene abbinato ai fagioli.
In Oriente sono più utilizzate le foglie, il cui odore è molto forte e non risulta a tutti gradevole, per aromatizzare insalate e zuppe.
Le foglie di coriandolo sono presenti anche in molte pietanze messicane.
Nell’Europa centrale i semi di coriandolo insaporiscono la cacciagione, i sottaceti e le salamoie, le verdure e i funghi.
Nei Balcani è una spezia molo apprezzata per insaporire il pane, la frutta e alcuni dolci.

Il coriandolo è usato nella preparazione di liquori e digestivi, lo troviamo ad esempio nel Ratafià, nel Gin e nello Chartreuse.

Curiosità

Il coriandolo era molto conosciuto in antichità e Plinio il Vecchio suggeriva di mettere alcuni semi di coriandolo sotto il cuscino per prevenire febbre e mal di testa.
Quando si semina il coriandolo è bene sapere che può influenzare la crescita delle piante vicine: ad esempio il finocchio soffre se coltivato accanto al coriandolo mentre l'anice ne trae vigore.
La parola coriandolo deriva dal termine latino Coriandrum che a sua volta trova le radici nella parola greca corys (cimice), seguita dal suffisso -ander (somigliante). Il nome di questa pianta si riferisce allo sgradevole odore che emana fino al periodo della maturazione dei frutti, simile a quello delle cimici. Per questo motivo la pianta del coriandolo è conosciuta anche come
erba cimicina.
Altra curiosità legata al nome di questa spezia è il motivo per cui oggi chiamiamo coriandoli i pezzetti di carta colorata che per tradizione si lanciano a Carnevale: nel XV secolo durante i festeggiamenti si lanciavano confetti che spesso consistevano in semi di coriandolo glassati. Nel tempo questi dolcetti di zucchero si sono trasformati fino a diventare i dischetti di carta che conosciamo oggi e che hanno mantenuto il nome della spezia che hanno sostituito.