lunedì 6 luglio 2015

I benefici del latte materno...

Vantaggi sanitari e psico-sociali dell’Allattamento al seno





Per il bambino

Prima che un bambino nasca, l’utero lo protegge dalla maggior parte dei germi ai quali è esposta la
madre. Dopo la nascita, il latte materno continua a proteggerlo contro molti dei virus, batteri e
parassiti con cui il neonato viene in contatto.
Fra le diverse sostanze contenute nel latte materno, alcune prevengono le malattie mentre altre
addirittura stimolano lo sviluppo del sistema immunitario immaturo del bambino e lo rinforzano.
Questo ha come risultato una salute migliore, anche anni dopo che l’allattamento è cessato. Per
queste ed altre ragioni, sulla base di evidenze scientifiche, l’Assemblea Mondiale della Sanità ha
decretato, come raccomandazione di salute pubblica, che i bambini dovrebbero essere allattati in
maniera esclusiva per sei mesi e l’allattamento continuato almeno fino all’età di 2 anni. L’Allattamento promuove la sopravvivenza infantile:

• “ Se tutti i bambini fossero allattati esclusivamente nei primi sei mesi di vita, si stima che circa
1,5 milioni di morti infantili sarebbero evitate e la salute e lo sviluppo di milioni di altri
bambini sarebbe notevolmente migliore” afferma l’Unicef nel suo rapporto “Fatti per la Vita”
edizione 2002.
• In ambienti poveri di risorse, l’allattamento esclusivo potrebbe essere la migliore opzione per le
madri HIV positive.
• L’allattamento è un mezzo essenziale per provvedere sicurezza alimentare per milioni di neonati
in tutto il mondo, e lo è ancora di più nei paesi in via di sviluppo e dove vi sono guerre,
conflitti, migrazioni di popolazioni, disastri naturali o crisi economiche.

L’Allattamento riduce l’incidenza delle malattie infettive:

• Otite Media: Le infezioni all’orecchio medio sono una delle più frequenti ragioni di visite
mediche. In uno studio effettuato in USA, è risultato che i bambini da zero a dodici mesi che
non erano stati allattati avevano una ricorrenza doppia di otite rispetto a quelli allattati
esclusivamente per almeno 4 mesi.
• Diarrea: Gli anticorpi nel latte della mamma proteggono il bambino dai germi che causano la
diarrea. Nelle comunità povere, la diarrea causata dall’alimentazione artificiale è responsabile di
malattie acute. Il ciclo di malattia, disidratazione e malnutrizione indebolisce il neonato, talvolta
in maniera fatale. Uno studio effettuato in Bielorussia mostra che i bambini allattati in maniera
esclusiva a tre mesi hanno il 40% meno di possibilità di contrarre infezioni gastro-intestinali.
• Polmonite: Dappertutto, la polmonite è una delle principali cause di morte per i bambini sotto 5
anni di età. Uno studio in Brasile mostra che il rischio di ospedalizzazione per polmonite fra
bambini non allattati è 17 volte maggiore che per i bambini allattati.

L’Allattamento riduce il rischio di asma e di allergie:

• In Australia, il rischio di asma infantile è inferiore di almeno il 40% nei bambini allattati per 4
mesi.
• Una rassegna Medline di dodici studi relativi ad asma e allattamento ha messo in evidenza che
l’allattamento esclusivo riduce il rischio di asma del 30%, e mostra risultati ancora migliori
(48%) in famiglie con una storia di malattie legate all’asma.

L’Allattamento migliora il QI:

• In Danimarca uno studio ha recentemente confermato che l’allattamento influenza lo sviluppo
del cervello, misurato come abilità nel gattonare, nell’ afferrare gli oggetti e nell’ articolare
sillabe: più lunga era la durata dell’allattamento e maggiori erano le capacità che i bambini
mostravano.

Effetti a lungo termine dell’allattamento sulla salute:

• Massa ossea: In Tanzania, uno studio ha dimostrato che esiste una significativa associazione fra
allattamento durante l’infanzia e una maggiore densità minerale ossea in bambini di 8 anni di
età, comparati con bambini che non erano stati allattati.
• Meningite da Haemophilus influenzae: In Svezia uno studio ha mostrato che bassi tassi di
allattamento erano associati, nei 5-6 anni successivi, a più alti tassi di meningite.
• Obesità: In diversi paesi (Germania, Repubblica Ceca, Regno Unito, USA) la ricerca ha
dimostrato che l’allattamento riduce il rischio di obesità e sovrappeso.

Per la mamma

L’Allattamento è parte integrale del ciclo riproduttivo: l’allattamento esclusivo, seguito a 6 mesi
dall’ introduzione di cibi complementari appropriati, e continuato finché il bambino ha due anni o
anche oltre, completa questo ciclo. Gli studi hanno mostrato che vi sono molte donne per le quali la
contraccezione non è disponibile, è inaccettabile o inaccessibile dal punto di vista economico. Per
queste donne, l’allattamento è il mezzo principale per distanziare le nascite. Inoltre, l’allattamento
favorisce il benessere emozionale e psicologico della madre ed ha numerosi vantaggi per la sua
salute.

L’Allattamento aiuta a distanziare le nascite:

• Fintanto che una mamma allatta in maniera esclusiva o quasi esclusiva, e finché non è
ricomparso il ciclo, la protezione da altre gravidanze durante i primi sei mesi di vita del
bambino è del 98% (14). Questo sistema di pianificazione familiare è chiamato Metodo
dell’Amenorrea Lattazionale (o LAM dalla sigla in inglese).

L’Allattamento riduce i rischi di anemia:

• Nelle prime ore e nei giorni successivi al parto, ogni volta che la madre allatta, il suo utero si
contrae, prevenendo eccessive perdite di sangue.
• Con il passare dei mesi, l’allattamento riduce la frequenza e la gravità dell’anemia perché,
ritardando il ritorno del ciclo mensile, aiuta la mamma a ricostruire le sue riserve di ferro.

Benefici a lungo termine per la salute materna:

• Cancro al seno: Studi effettuati in USA, Cina, Giappone, Nuova Zelanda, Regno Unito e
Messico mostrano che le donne che allattano hanno minori rischi di sviluppare il cancro al seno
e che tale rischio diminuisce con l’aumento della durata dell’allattamento.• Cancro alle ovaie: Allattare per almeno due mesi per ogni bambino diminuisce il rischio per la
madre di contrarre il cancro all’epitelio delle ovaie.
• Osteoporosi: Il rischio di frattura al femore fra le donne di oltre 65 anni è inferiore del 50% per
quelle che hanno allattato. Diminuisce di un ulteriore 25% per coloro che hanno allattato
ciascun figlio almeno nove mesi.

Per la famiglia

Prepararsi all’arrivo di un bebè, sperimentare il processo della nascita, e adattarsi ai primi mesi di
vita del bambino sono fra le esperienze più straordinarie, toccanti ed emozionalmente forti che i
genitori e le famiglie vivono. L’amore, la cura, il nutrimento, ma anche la preoccupazione per il
proprio bambino sono sensazioni normali e talvolta possono far sentire i genitori sopraffatti. Ogni
malattia è uno stress emotivo per la famiglia; se ad ammalarsi è un neonato o una madre che lavora,
le preoccupazioni sono ancora maggiori. I costi per la salute aumentano costantemente e possono
rappresentare uno sforzo considerevole per il budget familiare.

Allattare aiuta a stringere i legami familiari:

• Molti studi hanno dimostrato l’importanza psicologica ed emozionale dell’allattamento e i suoi
effetti positivi sul bonding sia per la madre che per il bambino. L’importanza del bonding è
ancora maggiore per la mamma che dovrà riprendere presto il lavoro.
• Allattare sviluppa l’autostima materna e la fiducia nelle sue capacità fisiche ed emotive.

Allattare porta vantaggi economici ed aiuta a risparmiare tempo:

• Risparmi sull’acquisto di sostituti del latte materno e di altre attrezzature per nutrire il bambino.
• Minori spese mediche, sia per visite che per medicinali.
• Minori spese per metodi contraccettivi.
• Meno tempo per preparare biberon, procurarsi acqua e combustibile e pulire gli utensili.
• Meno tempo (e preoccupazioni!) per prendersi cura di bimbi sofferenti per malattie che
avrebbero potuto essere evitate facilmente.

Per i datori di lavoro

Quando neonati e bambini stanno male, i genitori spesso stanno a casa per occuparsi di loro. Leggi
nazionali spesso consentono loro di prendere ferie o darsi malati essi stessi. Questo assenteismo
costituisce un costo per i datori di lavoro come per il budget del sistema sanitario nazionale. Inoltre,
molte donne impiegate hanno solo un breve periodo di congedo pagato per la maternità. Se
desiderano allattare i propri figli, è importante che trovino condizioni favorevoli sui loro posti di
lavoro. Molte leggi sul lavoro prevedono pause per l’allattamento, pagate o no, e molti datori di
lavoro mettono a disposizione delle loro impiegate delle agevolazioni per favorire l’allattamento.
Ambienti adeguati per allattare o per spremersi il latte e conservarlo sono facili da creare e non
necessitano di grandi investimenti.

L’allattamento riduce l’assenteismo:

• Studi in USA e altrove hanno dimostrato che i bambini allattati hanno statisticamente un
numero inferiore di malattie di quelli nutriti con formula, e che le mamme dei bambini allattati
erano meno assenti (solo il 25% di astensioni da lavoro della durata di un giorno) rispetto alle
mamme dei bambini non allattati.

L’Allattamento contribuisce a migliori relazioni sul lavoro:

• I datori di lavoro che sostengono le loro impiegate (benefici per la maternità, pause per
l’allattamento, periodi di riposo…) notano un miglioramento nell’umore dello staff, meno turnover
e aumento di fedeltà all’impresa da parte dei lavoratori.

Per la società

Il latte materno è una sostanza vivente. E’ unico e non riproducibile, specificamente adatto ai
bisogni mutevoli di ogni bambino. E’ il primo cibo umano in eccellenza, il miglior esempio di come
l’umanità può auto-sostenersi attraverso l’approvvigionamento di un cibo completo per i propri
neonati.
L’allattamento trova anche una giustificazione economica perché è meno costoso produrre latte
materno che non la formula; la società grazie all’allattamento può inoltre risparmiare
considerevolmente sulle spese sanitarie.

L’allattamento aiuta a proteggere l’ambiente:

• Ecologico nella sua produzione, durante il consumo e lo smaltimento, il latte materno è una
risorsa naturale e rinnovabile.
• Non vi sono problemi di produzione, né di trasporto, confezionamento e smaltimento rifiuti:
l’allattamento non produce alcuno spreco.
Allattare ha come risultato un diffuso beneficio economico:
• Le Nazioni possono risparmiare enormi somme nell’acquisto e distribuzione di sostituti
commerciali di latte materno (spesso in valuta straniera). In India, ad esempio, a livello
nazionale le donne producono approssimativamente 3.900 milioni di litri di latte in un periodo
di due anni (che corrisponde circa alla durata dell’allattamento per le madri indiane). Se tale
latte dovesse essere comprato sotto forma di formula in scatola, sarebbe costato una cifra come
3 miliardi di dollari, pari a oltre il triplo del budget dei Dipartimenti all’Educazione, alla Salute
e alla Famiglia, al Welfare, e a Scienza e Tecnica durante lo stesso periodo. In Guatemala,
annualmente vengono spesi in sostituti del latte materno circa 48 milioni di dollari.
• Risparmi dei sistemi sanitari per malattie acute e croniche che avrebbero potuto essere evitate:
uno studio australiano ha calcolato che se l’allattamento a tre mesi di età aumentasse in
prevalenza dal 60 all’80%, 3,7 milioni di dollari australiani verrebbero risparmiati solo per la
cura dei disturbi gastro-intestinali.Ricerche effettuate nella provincia del Newfoundland,
Canada, hanno stimato che se più bambini fossero allattati ogni anno la provincia
risparmierebbe 370.000 dollari canadesi sulla cura di asma ed eczema.


International baby food action network (IBFAN)
(Traduzione a cura del Mami – Movimento allattamento materno italiano)

venerdì 3 luglio 2015

LE PROPRIETÁ BENEFICHE DEL MELONE...

LE PROPRIETÁ BENEFICHE DEL MELONE



Il cucumis melo, meglio conosciuto con il nome di melone, è un’Angiosperma della famiglia delle Cucurbitacee. Originaria delle zone del Caucaso, questa pianta con il fusto rampicante viene generalmente coltivata nei Paesi con clima mite e i suoi frutti sono dolci e gustosi. Alcuni ritengono che il melone abbia origini asiatiche (i cinesi ne esaltano le virtù terapeutiche) ma secondo altre fonti la sua origine sarebbe invece africana. In Italia venne introdotto in età cristiana e veniva indicato dagli antichi autori latini con il nome dipopones o melones, termini che sono rimasti negli anni (il primo più usato nell’Italia meridionale, il secondo al nord). In Europa il melone venne introdotto da Carlo VIII e raggiunse la sua massima diffusione dopo il XV secolo.
Il melone ha una forma rotonda o leggermente ovale; la buccia esterna ha un colore giallognolo e la sua polpa, ricca di semi piccoli e piatti, si presenta dolce e succosa. Esistono tre varietà di meloni: quelli estivi (cosiddetti retati, caratterizzati da striature in rilievo) e i cantalupi che hanno la buccia liscia e sono più aromatizzati e profumati; molto apprezzato e consumato è anche il meloneinvernale che si presenta con la scorza gialla o verde e la polpa chiara, generalmente dolce e saporita. Il 60% della produzione mondiale proviene dall’Asia, mentre in Europa i maggiori produttori sono Spagna, Romania, Francia e Italia.

Caratteristiche del melone 

Il melone ha foglie alterne glauchescenti ed ha fiori sia maschili che femminili. La fecondazione incrociata avviene ad opera degli insetti, anche se per le colture in serra è più indicato ricorrere alla fecondazione artificiale. Per quanto riguarda il clima, questo frutto necessita di un clima temperato caldo e di un terreno esposto al sole. La terra in cui viene seminato deve essere profonda e ben drenata per evitare ristagni d’acqua. La semina avviene generalmente nei mesi di aprile-maggio e in questo modo: vengono create delle piccole buche in lunghe file distanti un metro l’una dall’altra e vi si lasciano cadere dentro quattro semi. Quando invece si vuole piantare i meloni anticipatamente, si procede nel mese di marzo creando un artificiale terreno piuttosto caldo che viene ricoperto da un tunnel di plastica trasparente. Per quanto riguarda la coltura, non esistono quindi cure particolari, tuttavia occorre non trascurare un’importante operazione: la cimatura. Quando le piantine hanno cinque e sei foglie, si cimano sopra le prime due e di conseguenza anche i rami che si sviluppano dopo questa operazione e dopo la formazione dei piccoli frutti, si cimeranno ancora i rami fruttiferi a due foglie sopra i frutti. Per quanto riguarda la raccolta, questa può essere eseguita tagliando il frutto quando il peduncolo manifesta le prime screpolature: contemporaneamente la scorza prende colore tipico della varietà e il frutto inizia ad emanare il “classico” profumo.

Vitamine e proprietà del melone
 





Il melone è considerato un frutto molto gustoso, mediamente saziante e abbastanza dissetante, grazie all’alto contenuto di acqua. Per questo motivo aiuta anche a prevenire la disidratazione. In tavola viene servito abbinato al prosciutto crudo e rappresenta un ottimo e poco calorico antipasto. Un vasetto di yogurt magro abbinato ad una fetta di melone tagliato a pezzettini è un ottimo spuntino per chi sta osservando una dieta; leggermente lassativo, è rinfrescante ed è inoltre adatto a chi soffre d’anemia essendo ricco di ferro. È anche ricco di vitamine A e C ed è considerato un ottimo ricostituente per chi è carente di questi elementi. La vitamina A, nella forma di betacarotene, previene la formazione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare e delle smagliature. Anche la vitamina B è presente in questo frutto e oltre a tonificare, ricarica dal punto di vista “umorale” e si è anche rivelata ottima nel contrastare la fame nervosa.  Inoltre questa vitamina migliora la capacità visiva e rinforza le ossa e i denti. 
Il melone ha anche proprietà rinfrescanti, diuretiche, depurative e lassative ed è indicato in caso di stipsi e/o emorroidi e di dolori reumatici. La presenza di calcio,fosforomagnesio e potassio rende il melone un ottimo integratore naturale contro il caldo: ne basta una fetta per migliorare e riattivare l’intestino pigro (quando “soffre” eccessivamente le alte temperature) ed ottenere un effetto anti gonfiore. Quindi le sue proprietà antinfiammatorie , diuretiche e fluidificanti per il sangue sono molto efficaci per la rigenerazione delle cellule. Il suo apporto bilanciato di acquafibra rinfresca l’apparato digestivo e migliora la circolazione, eliminando il colesterolo e i trigliceridi in eccesso. Infine la sua polpa viene utilizzata, sotto forma di impasto, per curare ferite e ustioni.


Il melone in cosmesi 

Il melone si è rivelato anche un ottimo alleato di bellezza. In cosmesi viene utilizzato sotto forma di maschera che tonifica la pelle, rendendola morbida e vellutata. Ecco come preparare un’ottima crema per pelli secche: mescolare 1 dl di succo di melone ottenuto con la centrifuga, 1 dl di acqua oligominerale naturale e 1 dl di latte intero. Conservare il tutto in frigo (al massimo per una settimana) e agitare prima dell’uso. Molto utilizzata è anche la lozione rinfrescante “fai da te”, al melone e argilla: sbucciare un melone maturo, frullare la polpa e filtrarla attraverso un fitto colino. Raccogliere il succo in una terrina, aggiungere un cucchiaino di argilla verde e mescolare per un minuto. Lasciate riposare per 5 minuti. Dopo un’eccessiva esposizione al sole, se la pelle brucia particolarmente, immergere un batuffolo di cotone nel liquido e tamponare delicatamente le parti arrossate, ripetendo l’azione fino ad ottenere il sollievo desiderato. Lasciate agire per qualche minuto, quindi risciacquate con acqua tiepida. Il succo del melone ha un effetto rinfrescante ed astringente e attenua gli effetti negativi dell’eccessiva esposizione al sole. L’argilla dal canto suo, ha un effetto antiinfiammatorio, lenitivo e cicatrizzante.
TABELLA CALORICA E NUTRIZIONALE DEL MELONE
ENERGIA (calorie)Parte edibileAcquaCarboidratiGrassiProteine
33 Kcal / 137Kjoule47 %90,1 g7,4 g0,2 g0,8 g

Valori calcolati per 100 gr. di prodotto

Acquisto e conservazione del melone
 





Per conservare bene il melone, tenere presente che la temperatura non dovrebbe mai scendere sotto i 5 °C, altrimenti il frutto potrebbe deteriorarsi. L’ideale sarebbe conservarlo in frigorifero, per 2-3 giorni, separandolo dagli altri altrimenti che potrebbero rimanere “contaminati” dal forte aroma che la polpa emana. Piccoli accorgimenti per non sbagliare quando si acquista un melone: percuotere il frutto con le nocche e accertarsi che non emetta nessun suono; premere i due estremi del melone e accertarsi che non sia troppo duro, ma neanche eccessivamente molle; la buccia deve essere intatta, priva di ammaccature o macchie scure e deve avere un profumo intenso. Tenere anche presente che il melone più gustoso è quello maschio, che ha un punto nero nella parte opposta rispetto al picciolo.


fonte: www.benessere.com

giovedì 2 luglio 2015

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DELL’ALBICOCCA

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DELL’ALBICOCCA



Frutto (detto drupo) estivo per eccellenza, l'albicocca nasce dall’albero dell’albicocco,Prunus Armeniaca, famiglia delle Rosacee, genere Prunus. È quindi imparentato con altri frutti simbolo dell’estate come pesche e ciliegie, e la pianta condivide con gli alberi dello stesso genere alcune caratteristiche tipiche, come la delicatezza dei colori e l’abbondanza dei fiori, che ricoprono i rami in primavera prima ancora delle foglie. L’albicocco è originario dell’Asia e dovrebbe avere almeno quattromila anni di storia; a diffonderlo nell’area mediterranea sono stati prima i Romani e poi gli arabi. La pianta è piuttosto resistente anche ai climi freddi, ma poiché fiorisce presto viene coltivata in zone temperate per evitare che il freddo rovini i frutti. A seconda delle varietà, le albicocche si raccolgono tra fine maggio, come la Pindos, e agosto. La maggior parte delle cultivar dà frutti verso giugno e luglio, come l’Amabile Vecchioni e la Valleggina, tipica della Liguria; dalla varietà Luizet, coltivata in Svizzera, si ricava un noto distillato del Canton Vallese.
L’albicocca, di forma tendenzialmente ovale, ha un diametro variabile tra circa quattro e circa sei centimetri; presenta una buccia vellutata, di colore dorato che in alcune varietà tende al rosso, e ha un seme singolo. È un frutto ricco di minerali e vitamine A e C; l’apporto calorico è basso.
le albicocche in cucina 



Succhi di frutta, marmellate, gelatine; frutti freschi ed essiccati; sciroppati e congelati. In macedonia, nei biscotti, nelle crostate, nella torta Sacher, nei liquori, come lo svizzero Abricotine. A colazione, come frullato, a pranzo, insieme alla carne, a fine pasto, come sorbetto. Per chi ama le albicocche, non c’è rischio di annoiarsi; inoltre, grazie ai vari trattamenti a cui sono sottoposte, possono essere consumate, sebbene non fresche, per tutto l’anno. 
I prodotti industriali a base di albicocca sono reperibili in ogni supermercato e spaziano, come detto, dai succhi di frutta alla marmellata, ai frutti sciroppati o disidratati. Se si è in estate, e quindi si ha la possibilità di comprare la frutta fresca, è bene scegliere albicocche già mature, che possono essere conservate in frigorifero ma vanno smaltite entro pochi giorni. La buccia è edibile ma va lavata con attenzione; il seme va eliminato. 
La particolare dolcezza di questo frutto ne fa un dessert perfetto, soprattutto considerando che, nonostante il sapore, l’albicocca non contiene un’eccessiva quantità di zuccheri e l’apporto calorico è contenuto. Per chi è amante degli accostamenti particolari come carne e frutta, l’albicocca può accompagnare carni bianche; del resto questo frutto è tra quelli utilizzati per realizzare la mostarda di Cremona. 
Per chi preferisce accostamenti più classici, l’albicocca è un ingrediente ideale per torte, crostate e dolci di ogni tipo, che sia fresca, in marmellata, sciroppata o in gelatina; si sposa a perfezione con il cioccolato, come nel caso della già menzionata Sacher; ma anche con gli amaretti, i formaggi, lo yogurt e con molti altri ingredienti. Fermo restando che anche una semplice albicocca, degustata in purezza, senza aver subito nessun trattamento e senza necessità di essere accompagnata o di accompagnare nulla, è uno dei doni più piacevoli dell’estate. 

Proprietà salutari 


L’albicocca è un frutto ricco di vitamine, soprattutto carotenoidi, vitamina A e C. L’alta presenza di minerali come potassiofosforosodioferro e calcio ne fa un valido supporto in casi di anemia, spossatezza, convalescenza; soprattutto il potassio aiuta anche nell’attività fisica, durante i mesi estivi. L’albicocca può essere blandamente lassativa a causa del sorbitolo; è comunque ricca di acqua e fibre, quindi a priori è un aiuto per la regolarità intestinale. Occorre ricordare che le vitamine A e C hanno, tra le varie proprietà, anche una funzione antiossidante, quindi contrastano l’azione dei radicali liberi e proteggono l’organismo. 
Le albicocche non fresche, quindi cotte e sciroppate, candite, disidratate, trattate in altri modi, ovviamente perdono molti dei loro principi salutari, poiché la cottura danneggia soprattutto la vitamina C; le altre sostanze risulteranno in alcuni casi più concentrate, come per le albicocche disidratate; ma attenzione alla quantità di zuccheri, che ovviamente aumenta con alcuni trattamenti, come per le albicocche sciroppate. 
I semi, come anche quelli delle pesche, contengono tracce di acido cianidrico, qindi sono potenzialmente tossici, per quanto la medicina tradizionale orientale ne riconosca anche dei principi benefici. 
  

Valori nutrizionali
 
Un etto di albicocche fresche è composto per circa l’86 per cento d’acqua, e per circa il 6,5 per cento di zuccheri. Le proteine rappresentano lo 0,4 per cento del peso totale, e le fibre l’1,5 per cento; i grassi non superano lo 0,1 per cento. Le calorie corrispondenti a un etto di prodotto fresco nella sua parte edibile sono circa 28. Tra i minerali il più presente è il potassio, 320 mg per etto, seguito da calcio, fosforo, sodio e ferro. Le vitamine contenute sono la A, in particolare abbondanza, e la C. Tra le altre sostanze, tiamina, riboflavina e niacina. 



fonte : www.benessere.com

mercoledì 1 luglio 2015

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DELLE ZUCCHINE...

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DELLE ZUCCHINE






















Un piccolo frutto in genere poco appariscente, raccolto quando nemmeno è ancora giunto a maturazione, che per un appassionato di cucina può rivelarsi un tesoro. La zucchina, ortaggio apparentemente modesto, in realtà ha il potenziale per essere una protagonista della tavola. Può essere servita cruda, frittagrigliatacotta al vapore, lessata; offre un fiore apprezzatissimo anche ripieno e in pastella; regala forme che variano da quella cilindrica a quella tonda, perfetta per le ricette che prevedono ripieni, e colori che spaziano dal verde smeraldo al bianco al giallo. Dal punto di vista del benessere, è composta principalmente d’acqua, ha pochissime calorie, offre vitamine A e C e tanto potassio.
La Cucurbita Pepo fa parte della famiglia delle Cucurbitacee, che comprende altri orteggi come cetriolo e zucca e frutti come cocomero e melone; come buona parte degli esemplari di questa famiglia la pianta è annuale con fusto erbaceo strisciante o rampicante, teme il freddo, necessita di clima mite e di una posizione aerata e soleggiata. I fiori sono maschili, e si sviluppano a parte su un tralcio proprio, e femminili, presenti sul frutto. Poiché le zucchine si riproducono per impollinazione naturale, è bene fare attenzione a non raccogliere troppi fiori maschili (quelli usati in cucina) per scopi alimentari.
Distinguendo le varietà a seconda della forma dei frutti, le più diffuse sono le zucchine lunghe, di forma cilindrica. Appartengono a questa categoria diversi cultivar, che possono essere distinti innanzitutto dal colore: le sfumature spaziano dal verde molto scuro o smeraldo, come lo zucchino di Milano, a quello più chiaro, come nel caso della zucchina romanesca, fino a sbiadire come per la zucchina bianca o gialla. La superficie può presentarsi liscia o fortemente scanalata, la forma può essere nettamente cilindrica o tendente al piriforme. Alla categoria delle zucchine tonde appartiene, ad esempio, la Tonda di Firenze; come detto, sono varietà adatte a ricette che prevedono ripieni. Le patisson infine sono di origine francese e hanno una forma molto particolare, lobata, e un gusto più deciso.
Le zucchine in cucina 



Le zucchine sono un frutto primaverile, ma ormai sono presenti in commercio quasi tutto l’anno. Quando si scelgono occorre controllare che siano freschissime, perché le zucchine non hanno una lunga resistenza: devono essere sode, la buccia deve avere un colore brillante e deve essere priva di ammaccature, il fiore non deve presentare segni di appassimento. È bene scegliere zucchine piccole, poiché presentano meno semi. La buccia può essere consumata insieme al frutto, a meno che non presenti peli di una consistenza spinosa; di per sé non sono segno di scarsa qualità dell’ortaggio, tutt’altro, ma possono risultare sgradevoli al palato e quindi vanno eliminati. I fiori che in genere si usano nelle fritture non sono quelli che si trovano all’estremità della zucchina, femminili, ma quelli che si sviluppano lungo un gambo proprio, maschili. Vanno sempre privati del pistillo prima di essere cucinati; in genere vengono fritti in pastella, secondo ricette tradizionali diffuse in varie località, come Roma o Napoli. Possono anche essere in parte riempiti di un ripieno, come mozzarella e filetto di acciuga. 
Le zucchine possono essere consumate crude, ad esempio tagliate a julienne e inserite in un’insalata mista; possono essere tagliate in lungo e grigliate, anche dopo una leggera marinatura; possono essere tagliate a rondelle e fritte, e in questo caso sono un condimento eccellente per la pasta, come gli spaghetti, un ingrediente perfetto per una frittata ma anche un ottimo contorno a sé. Occorre ricordare che le zucchine assorbono molto i condimenti, quindi se ad esempio vengono fritte le naturali doti di leggerezza e alta digeribilità verranno modificate. La cottura che le mantiene più leggere è quella a vapore; possono anche essere lessate. 
Le zucchine tonde o piriformi possono essere scavate e riempite con un ripieno, che può contemplare sia altre verdure sia carne o formaggi; questo ortaggio si sposa benissimo anche con il pesce. Le zucchine possono anche essere utilizzate per una versione alternativa della parmigiana, al posto delle melanzane, e naturalmente possono essere inserite nei minestroni e nelle zuppe, tenendo presente che hanno tempi di cottura molto rapidi. 

Proprietà salutari 

Le zucchine sono composte per circa il 95 per cento d’acqua; per questo sono indicate sia a scopo diuretico sia nelle diete ipocaloriche, poiché presentano pochi zuccheri, pochissimi grassi e poche calorie. Anche l’apporto di proteine vegetali è però estremamente scarso; le fibre sono presenti ma non in grande quantità. 


In linea di massima le zucchine sono molto facilmente digeribili, anche se è necessario tenere presente che sulla digeribilità incide il metodo di cottura scelto, poiché assorbono molto i condimenti. Sono comunque consigliate per chi ha problemi digestivi e tendono anche a regolare problemi intestinali. 
Tra le vitamine, sono presenti la A e la C e alcune vitamine del gruppo B; tra i minerali spicca ilpotassio, ma ci sono anche fosforocalcioferro e manganese
  
Valori nutrizionali 
Cento grammi di zucchine crude contengono quasi il 95 per cento d’acqua, tra 1 e 1,5 grammi di proteine e circa l’equivalente di carboidrati, mentre i grassi si attestano sullo 0,1 circa. Non è presente colesterolo. Le fibre sono poco più dell’1 per cento, per un totale di circa 11 kcal. 
Le zucchine contengono molto potassio; sono presenti vitamina A, C e acido folico




fonte : www.benessere.com